Ufita industriale, il polo del freddo resta congelato

La piattaforma logistica dell’Asi prevede un asse tra l’ex Cratere e l'area produttiva di Flumeri per l’alimentare Piace a Zuegg e Ferrero, ma...

In Valle Ufita si incroceranno il traffico su gomma e quello su ferro con la realizzazione dell'alta capacità

Della Piattaforma logistica della Valle Ufita se ne parla ormai da diversi anni. Fino ad oggi, però, non c’è ancora un impegno finanziario concreto che ne garantisca la effettiva realizzazione, nonostante la proposta venga considerata strategica per lo sviluppo del territorio e di stringente attualità, anche in vista della costruzione della linea ferroviaria di Alta Velocità e Capacità Napoli-Bari-Taranto, con la dislocazione di una stazione a Grottaminarda.

L’IDEA. L’ipotesi progettuale nasce nel 2007 con uno studio di prefattibilità commissionato dal consorzio Asi di Avellino, guidato all’epoca dall’ex presidente del consiglio regionale Pietro Foglia, dall’Università Iuav di Venezia, ateneo statale di architettura, design, arti visive, urbanistica e pianificazione del territorio, sotto il coordinamento di Umberto Trame, docente di Composizione architettonica ed urbana, e di Marco Mazzarino, docente di Economia applicata. Lo studio sarà anche pubblicato l’anno successivo dalla stessa università veneziana. Nella relazione, dopo aver inquadrato l’area di insediamento nel sistema della logistica regionale, nazionale e internazionale, averne individuato le potenzialità, considerato il sistema infrastrutturale viario, le sue criticità, i progetti in atto e il sistema ferroviario ed organizzativo nel trasporto delle merci e dopo aver eseguita una prima valutazione di prefattibilità ambientale, si individuano alcune ipotesi alternative d’intervento, tenuto conto degli strumenti urbanistici vigenti, sia comunali che regionali. Il Piano Direttore della Piattaforma logistica di Valle Ufita si pone quale strumento condiviso di raccordo e di coordinamento delle singole proposte comunali, evidenziandone le sinergie possibili.

L’ITER PROCEDURALE. Il 28 novembre 2009 viene sottoscritto, dopo una serie di incontri, un Accordo di reciprocità che coinvolge 63 Comuni (capofila Ariano Irpino), la Comunità montana dell’Ufita, la Provincia, in qualità di ente gestore, ed il partenariato economico e sociale, con l’obiettivo di realizzare un programma di interventi a valere sulle risorse del Programma di attuazione regionale del fondo aree sottoutilizzate dalla Campania (Par Fas 2007-2013). La Regione però, mentre si concludeva il mandato della giunta Bassolino, bocciò il progetto, insieme al Piano strategico (prima versione) dell’Area vasta della città capoluogo. Si giunge, quindi, nel 2012 – dopo estenuanti trattative tra istituzioni locali e parti politiche – alla condivisione di un unico Protocollo d’intesa del Patto per lo sviluppo per l’Alta capacità ad Avellino, che coinvolge il Comune capoluogo, la Provincia e la Regione (all’epoca governata da Caldoro) per la realizzazione della Piattaforma logistica e di altri interventi per lo sviluppo economico dell’area urbana di Avellino. Ma anche in quel caso non c’è stato alcun seguito. Nel marzo 2015 il Consorzio Asi, guidato da Giulio Belmonte, presenta al tavolo istituzionale del Patto per lo sviluppo, presso l’amministrazione provinciale, la relazione finale di un nuovo studio di fattibilità, realizzato da uno staff scientifico coordinato da Umberto de Martinis, docente di Economia applicata all’Ingegneria, presso l’Università di Napoli “Federico II”.

OBIETTIVI DEL PROGRAMMA. Ma cosa prevede il progetto? Una serie di lavori ed interventi infrastrutturali per mettere in rete le otto aree industriali dell’ex Cratere con l’area Asi della Valle Ufita, che dovrebbe essere trasformata in un Polo del freddo, con relativi servizi logistici, per il settore dell’industria alimentare e florovivaistica. Il costo degli investimenti si aggirerebbe intorno ai 70 milioni di euro. I lavori vengono suddivisi in quattro lotti, in una scala temporale a breve, medio e lungo termine.

L’OPERA. Il primo lotto, pari ad un importo di spesa di 23 milioni di euro, riguarda i servizi ed i sottoservizi della Piattaforma logistica, collocata nella zona Asi nel territorio del Comune di Flumeri, al confine con Sturno e Grottaminarda. Il secondo lotto è di circa 16 milioni di euro e prevede la realizzazione di un nuovo svincolo di collegamento con l’autostrada A16 Napoli-Bari. Il terzo lotto di 16 milioni di euro per il collegamento dell’area Asi di Morra de Sanctis alla Lioni-Grottaminarda. Il quarto lotto, invece, da circa 12 milioni di euro, riguarda la connessione viaria dell’area Asi di Porrara con la Lioni-Grottaminarda.
Il profilo del programma. Ma vediamo più nel dettaglio il nucleo centrale del progetto. Il Polo del freddo prevede la realizzazione di strutture e facilities industriali per l’import/export di prodotti refrigerati (magazzini di stoccaggio e centro logistico), per una superficie coperta di 25.000 metri quadrati (1000 metri quadri di uffici e servizi, 8000 metri quadri di celle frigorifere a -35° C e 16.000 metri quadri destinate a celle frigo a +5° C), con una potenza frigorifera installata di circa 3 Megawatt, di un consumo elettrico risparmiato di circa 10 milioni di kWh, pari a 5.300 tonnellate di CO2 annue non immesse in atmosfera, grazie all’approvvigionamento con energie rinnovabili. Il solo blocco refrigerazione, in base alle previsioni, impiegherebbe 40 operai e 5 unità di personale amministrativo. Il dato complessivo sulle possibili ricadute occupazionali è di 140 addetti, ma il pieno sfruttamento della potenza frigorifera disponibile (3,5 MW) innalza il numero potenziale di addetti fino a circa 350 unità.

LE FONTI FINANZIARIE. Tra le possibili linee di finanziamento vengono individuate il programma Industria 2015, il Por Campania Fesr 2014-2020 – Asse IV “Competitività dei sistemi produttivi e occupazione”, il PSR – Programma di sviluppo rurale ed altri programmi specifici per l’efficienza energetica. Intorno al progetto del Polo del freddo sostenibile si sarebbe già manifestato l’interesse concreto di diversi produttori insediati sul territorio, a cominciare da realtà nazionali importanti come Zuegg e Ferrero. Si resta, però, ancora in attesa di riscontri positivi, soprattutto da parte della Regione, per la copertura dei costi di investimento.