Costantino Capone:
«L’Irpinia all’Expo, sfida globale»

Intervista al Presidente della Camera di Commercio: «A Milano nasce il brand per alimentazione e turismo Il 2015 anno della svolta per le nostre imprese»

Costantino Capone, presidente della Camera di Commercio di Avellino, presenta la sfida delle imprese irpine all’Expo di Milano. Mentre il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Campania si preparano a dare forma nel Cratere ad uno sperimentale e innovativo ‘Distretto rurale’, le imprese irpine lanciano la sfida della qualità sulla nutrizione sui mercati mondiali. La vetrina dell’Expo di Milano offre una opportunità storica per proiettare in Europa e negli altri continenti una immagine dell’Irpinia come terra dell’eccellenza nell’agroalimentare, nel turismo e nel buon vivere. La Camera di Commercio di Avellino ha sostenuto questa sfida, accompagnando lo sforzo delle imprese.
Brand ‘Irpinia’. Per tutto il mese di maggio e fino al 31 luglio l’Irpinia avrà la sua vetrina privilegiata all’Expo 2015: ha conquistato un posto in prima fila all’evento dell’anno, un’installazione con il proprio marchio verde bene in vista, in una delle cinque piazzette esterne della fiera universale, lì dove passeranno in tre mesi oltre cinque milioni di persone, investitori e imprenditori provenienti da tutto il mondo. Saranno incuriositi dal nostro padiglione ed entrando scopriranno la nostra terra, le nostre ricchezze, le nostre eccellenze e potenzialità. Questa volta ci presentiamo come entità autonoma, il marchio Irpinia sarà unico e riconoscibile, non come accadeva in passato, quando la provincia di Avellino era ospitata nel padiglione di Napoli o della Campania. Questa volta avremo uno spazio “verde” in cui affermare la nostra identità, come succede per il Salento o per la Maremma, diventati marchi autonomi a prescindere dalle regioni di appartenenza. Una conquista che ci fa partire già vincitori e che introduce alle potenzialità del secondo step: convincere i visitatori che siamo una terra fertile per gli investimenti.


IL PORTALE DI EXPO 2015 | Materiali e informazioni

Sarà questo secondo compito che impegnerà nei prossimi mesi il presidente della camera di commercio di Avellino, Costantino Capone, promotore e coordinatore del padiglione Irpinia: lo abbiamo raggiunto nel suo studio di piazza Duomo a poche ore dalla partenza per Milano. Nel corso di una piacevole chiacchierata spiega qual è la sfida da vincere: «Premetto che è una sfida a cui dobbiamo partecipare tutti, perché non è solo la Camera di Commercio a dover fare la propria parte; contiamo sull’impegno dei Comuni, delle aziende, delle associazioni, dei giovani, dei centri di ricerca, dello sport, dei testimonial… Tutti questi sono i protagonisti veri della sfida che il territorio lancia a se stesso e al mondo».

Costantino Capone in un momento dell’intervista

LA PARTECIPAZIONE DELL’IRPINIA IN CIFRE. Le aziende, i numeri e i testimonial. Le aziende che partecipano al padiglione Irpinia sono una trentina, selezionate con un bando apposito: hanno pagato 2500 euro per ogni giorno di esposizione e alcune si sono consorziate (come per esempio nel caso di 14 piccoli produttori di vino) per dividersi gli spazi e la spesa. Partecipano 29 Comuni irpini, per la maggior parte quelli dell’Ufita e della Baronia. Tra eventi, convegni e concerti, ci saranno le testimonianze di Sabino Cassese, Vinicio Capossela, Alessandro Preziosi, Gigi Marzullo e Girolamo Panzetta, l’italiano più famoso in Giappone, originario di Villanova del Battista e conosciuto nell’Estremo Oriente per la sua attività di attore e conduttore televisivo.
«è un’occasione unica…».

Le bandiere delle nazionali dietro il logo dell’Expo 2015

«L’esposizione universale 2015 dedicata al cibo è l’occasione che aspettavamo per presentarci»

L’ECCELLENZA AGROALIMENTARE. L’esposizione universale 2015, dedicata al tema del cibo, dell’alimentazione, del vivere sano, ospita 140 nazioni, ognuna con il proprio bagaglio di tradizioni, storia, cultura e progresso: e l’Irpinia c’è. E può dire la sua, in prima fila, senza chiedere il permesso a nessuno. In passato, per esempio ai tempi dell’Irpiniagate, è capitato anche che qualche espositore irpino abbia dissimulato la propria provenienza, dichiarando la sede a Milano, lontano dal Sud degli scandali. «Oggi è diverso – dice Capone – e non possiamo lasciarci sfuggire l’occasione. Noi ci siamo e raccontiamo di una terra ricca e appetibile. L’Irpinia ha un basso tasso di criminalità, una popolazione di disoccupati con un alto tasso di scolarità, infrastrutture decenti dal punto di vista viario e stiamo per investire in maniera massiccia sulla banda larga, che è l’infrastruttura più importante dal punto di vista degli imprenditori, che ci permetterà di azzerare il gap tra Nord e Sud e di dimostrare le nostre capacità gareggiando alla pari. Questa è una terra che rende orgoglioso me e chi ci abita». Bene, lo spirito con il quale parte l’installazione Irpinia è al top. Ora bisogna pensare agli obiettivi da raggiungere con questa partecipazione all’Expo. «Avremo vinto se riusciremo a conquistare la fiducia degli investitori e se sapremo consegnare ai nostri giovani il messaggio che non devono necessariamente partire per avere successo. Alla classe politica irpina invieremo invece il messaggio che la sopravvivenza della nostra provincia è legata anche e soprattutto all’integrazione degli extracomunitari».

«Dobbiamo aprirci ai mercati esteri, ma dobbiamo confrontarci anche con investitori e lavoratori di altre nazioni»

IL RAPPORTO CON GLI STRANIERI. Ma c’è anche la questione della «integrazione dei rifugiati, dobbiamo ripopolare». Il tema è di quelli estremamente delicati, e di dolorosa attualità. Ma il presidente Capone non si nasconde, e spiega: «Non parlo di accettazione incondizionata dei flussi migratori, tutt’altro. Mi riferisco ai 2500 extracomunitari che sono già titolari di altrettante aziende registrate presso la Camera di Commercio di Avellino. Parlo di persone straniere che producono reddito qui in provincia e che poi spediscono i soldi nei loro paesi di origine, alle rispettive famiglie, che invece potremmo far venire in Irpinia, a ripopolare i tantissimi paesi e paesini ormai diventati fantasma. Parlo di salumerie chiuse, scuole elementari che non raggiungono il numero minimo di nuove iscrizioni e che vengono soppresse». E fornisce qualche cifra: «Purtroppo i dati parlano chiaro: oltre la metà dei comuni irpini è afflitta da una cronica decrescita demografica. Non si tratta di integrare extracomunitari che vengono qui a rubare il lavoro ai nostri giovani, ma del concreto pericolo di veder scomparire i nostri paesi e della possibilità di evitarlo favorendo questo tipo di integrazione». Il Presidente della Camera di Commercio valuta l’opportunità di agevolazioni per favorire una ordinata integrazione nella provincia di Avellino. «Si potrebbero assicurare alle famiglie di questi 2500 imprenditori un tetto sotto cui vivere, assegnando alcune delle tantissime case abbandonate o porzioni all’interno dei borghi rimasti deserti: occorrerebbe concedere l’esenzione dalle tasse per i primi cinque anni, per cominciare».

«Gli stranieri sono una ricchezza: con 2500 imprese in provincia danno un contributo economico forte allo sviluppo locale al Sud»

IMMIGRAZIONE E RICCHEZZA. Una proposta forse impopolare, ma concreta: cinquanta nuove famiglie potrebbero per esempio ripopolare un piccolo paese come Zungoli o Senerchia, potrebbero rimetterne in moto l’economia locale e le attività sociali, spiega Capone. Stranieri produttivi, lo dicono i numeri. Quelle 2500 imprese condotte da extracomunitari qui in provincia di Avellino riguardano per la gran parte i settori edili e di servizio. Ci sono, per esempio, tanti giardinieri, che se ti guardi in giro, in effetti, non ne trovi uno ad Avellino che non sia straniero, fa notare il Presidente della Camera di Commercio. «Lo so – ammette Capone – è scomodo fare questo tipo di ragionamento. E’ scomodo pensare che il nostro futuro, il futuro dell’Irpinia, possa passare per gli extracomunitari. Ma è la realtà». Altrimenti, «rischiamo di perdere definitivamente tutte quelle potenzialità e quelle eccellenze che in questi giorni stiamo pubblicizzando all’esposizione universale di Milano».

FOOD & WINE, ASSET PER AVELLINO. E da dove ripartire se non dal settore che più di tutti ci caratterizza, da quello che può essere il traino per l’intera provincia: l’agroalimentare. «Solo pochi giorni fa hanno parlato dell’Irpinia nella trasmissione televisiva della Rai Linea Verde. Hanno fatto vedere il Formicoso, l’Alta Irpinia, gli imprenditori locali che hanno convertito le loro produzioni ad un’agricoltura più moderna e tecnologicamente avanzata. Penso alla birra artigianale, al podolico, al carmasciano: prodotti inizialmente di nicchia che si stanno invece imponendo come business internazionale. E’ la strada da seguire, da prendere ad esempio, da mettere in vetrina: per convincere i giovani a rimanere e per responsabilizzare la classe politica a creare le condizioni di nuova occupazione.

ORGOGLIO IRPINO. «Il primo obiettivo strategico – ricapitola il presidente prima di salutarci – lo abbiamo quindi già raggiunto all’Expo, ancor prima ancora dell’inaugurazione, ottenendo un posto privilegiato per l’esposizione del ‘marchio Irpinia’. L’installazione l’abbiamo commissionata allo studio Zito Mori e grazie alla supervisione del nostro direttore creativo Luca Cipriano abbiamo stilizzato un’opera ispirata al bosco irpino». Cinque milioni di visitatori vedranno un involucro trasparente alto 10 metri, con un intricato intreccio di profili sottilissimi, tubolari quadrati, 600 piastre di collegamento posizionate ad altezze ed inclinazioni differenti, 37 monitor e ledwall digitali: “Un moderno e stilizzato bosco in acciaio – si legge nella brochure di presentazione di Piazza Irpinia – illuminato da centinaia di fari led in grado di cambiare colore con il trascorrere delle ore della giornata… Un’architettura che tesse e contiene mille sfaccettature e rappresenta l’essenza più evocativa dell’Irpinia, una terra da scoprire”. E di cui sentirsi orgogliosi. L’Irpinia per sei mesi sarà sotto i riflettori del mondo.

Interno della Camera di Commercio di Avellino in piazza Duomo