‘Novolegno strategica per l’Irpinia’, Uil: così salviamo l’asset del legno

Riunito il direttivo Territoriale Feneal alla presenza del segretario Generale Uil Luigi Simeone sulla crisi dello stabilimento ex Fantoni di Pianodardine. La proposta: utilizzare una norma contenuta nel decreto mille proroghe per prolungare la cassa integrazione in attesa di accogliere nuovi investitori

Luigi Simeone, segretario della Uil di Avellino

Novolegno strategica per l’Irpinia, industria del legno vocazione di un territorio ricco di foreste e con un know how quarantennale che non può essere disperso. Di qui l’iniziativa della Uil, che chiede alle istituzioni la massima coesione per ottenere la norma che può permettere di rilanciare il polo industriale fermo da un anno. Un appello al Governo, alla Regione ed ai Sindaci perché «nelle more della costruzione di una valida alternativa industriale, si operi sul Governo e sulla stessa azienda affinché ai lavoratori venga assicurata una continuità dell’assistenza indispensabile per la costruzione dell’alternativa al deprecabile comportamento del gruppo Fantoni». Così la UIL e la Feneal di Avellino Benevento, nel corso di una riunione del direttivo Territoriale di categoria alla presenza del segretario Generale Luigi Simeone e della segreteria di Feneal con Carmine Piemonte, convocato per ragionare sulle questioni del comparto delle costruzioni e legno che in provincia registra senza soluzioni di continuità chiusure, blocchi e crisi aziendali a cui ne le aziende ne la politica riesce ad attrezzare risposte convincenti e di prospettiva. L’opportunità è offerta da un emendamento al Decreto Milleproroghe, che consentirebbe di dilatare i tempi della cassaintegrazione nelle more di un rilancio industriale di uno stabilimento ritenuto strategico.

La Novolegno di Montefredane in località Arcella

CIG PER GLI OPERAI DELLA NOVOLEGNO IN SCADENZA. Mancano tre mesi dalla scadenza della cassa integrazione straordinaria, prevista per il 15 maggio, ma per i lavoratori ancora «non si vede una via di uscita, nè per una sua auspicata riconversione industriale, nè tantomeno per un ulteriore sostegno al reddito, che potrebbe garantire un altro arco temporale dentro cui ascrivere le possibilità di ripresa occupazionale», si legge nella nota diffusa dalla Uil. «In un territorio che ha sempre costituito punto di riferimento per l’industria del legno del Mezzogiorno d’Italia, di cui il gruppo Fantoni si avvantaggiato salvo poi girare le spalle verso il ‘suo’ Nord Est in cui investe ingenti Fondi anche pubblici», si legge ancora.

Lavoratori della Novolegno in corteo

«NOVOLEGNO STRATEGICA PER L’IRPINIA: L’INDUSTRIA DEL LEGNO HA UN FUTURO IN IRPINIA, OCCORRE PIANIFICARLO». UIL e FENEAL sono convinti che «partendo dal know how dei lavoratori di Pianodardine si possa e si debba ricostituire una produzione in un mercato di nicchia che, senza la Novolegno, rischierebbe di scoprire il Sud del Paese sia per le produzione che per il riciclo della materia prima abbondantemente presente in questa parte d’Italia» sostengono Simeone e Piemonte. L’obiettivo è quindi preservare questo know how in attesa di rilanciare la Novolegno a prescindere dal Gruppo Fantoni.

La Camera dei Deputati, l’Aula di Montecitorio

IL MILLEPROROGHE OFFRE UNA STRADA PER SALVAGUARDA IL REDDITO DEI LAVORATORI LICENZIATI. Per poter consentire i tempi necessari al rilancio del polo produttivo senza sacrificare le esigenze dei lavoratori specializzati, il sindacato conta sulla proposta emendativa del decreto “Milleproroghe”. Il 5 febbraio scorso, nella seduta delle Commissioni Camera Deputati Riunite I e V si è proposto un art. 11 bis (Proroga di misure di sostegno al Reddito) con misure dirette ad assicurare «reddito e tempi per la reindustrializzazione e il reimpiego dei lavoratori di diversi comparti e nelle diverse condizioni reddituali e assistenziali». In particolare, il comma 5 dell’articolo 11 bis, «fa espresso riferimento allo stanziamento di 28,7 milioni di euro per l’anno 2020». La norma, conclude la Uil consentirebbe «la prosecuzione del trattamento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale per le imprese che abbiano cessato o cessino l’attività produttiva».


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