Concorso in Polizia, Lisipo: includere i 455 già idonei nel 2017

Lettera del sindacato al Ministro: recuperare i partecipanti al concorso per 1148 posti bandito nel 2017 mai integrati per l'abbassamento del limite di età a 26 anni. La richiesta: chiudere i contenziosi aperti al Consiglio di Stato

Polizia di Stato

Con una lettera aperta indirizzata al Ministro dell’Interno, il Lisipo plaude al nuovo concorso in Polizia per 1650 posti, ma ripropone il problema degli aspiranti risultati idonei col precedente bando, mai integrati in organico per modifiche introdotte sul limite di età. Il Libero Sindacato di Polizia chiede di recuperare i 455 risultati già idonei per avere superato preselezioni e prove, riconoscendo il fondamento giuridico della deroga alla attuale norma che stabilisce in 26 anni il limite per partecipare al concorso. Il Lisipo ricorda che tale requisito è stato introdotto in un periodo successivo a quello in vigore la momento del bando precedente, pubblicato nel 2017, quando il limite per la partecipazione era fissato in 30 anni. Nella lettera al Ministro, il segretario Antonio de Lieto chiede di chiudere i contenziosi aperti tra il Viminale e i 455 esclusi, compiendo un atto che in sostanza si definisce di giustizia.


Concorso in Polizia del 2017, lettera – appello al Ministro

Lettera aperta di Antonio de LietoLisipo – Libero Sindacato di Polizia

Il Viminale, sede del Ministero dell’Interno

Il LI.SI.PO. ha inviato una lettera aperta al Ministro dell’Interno che integralmente si riporta: ”Signor Ministro, Il Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.), nel giudicare positivamente l’indizione del bando di 1650 posti di allievo agente della Polizia di Stato rileva che, a giudizio del LI.SI.PO. non si è tenuto conto delle esigenze degli aspiranti del concorso di 1148 posti banditi nel 2017. Questo bando di concorso, prevedeva l’età di partecipazione a 30 anni; in corso di svolgimento, una atroce norma inserita nel DL Semplificazioni, a firma di alcuni Senatori, ha fatto sì che l’età per poter partecipare scendesse a 26 anni. Signor Ministro, molti giovani, pur avendo riportato un voto alquanto alto ai test preselettivi (da 9,20 ad 8,25) e pur avendo l’Amministrazione allargato la graduatoria fino ad 8,25, sono rimasti fuori, perché over 26! Tutto ciò è assurdo oltre che fortemente discriminatorio! Al riguardo il LI.SI.PO. chiede: è giusto cambiare le regole durante lo svolgimento di un concorso? Questi ragazzi, stanno spendendo cifre altissime, per opporsi, con i loro legali, a questo scempio, ma l’Amministrazione sta continuando a fare orecchio da mercante e, addirittura, ora ha proposto appello al Consiglio di Stato. Signor Ministro, tanti dei concorrenti di questo concorso, hanno dato mandato agli avvocati amministrativisti, spendendo anche fino a 1.000,00 €, ma finora non hanno ottenuto nulla, sebbene il TAR Lazio abbia accolto le loro motivazioni intimando al Dipartimento PS di provvedere alla convocazione per le prove fisiche e le visite mediche, ma l’Amministrazione, non vi ha ottemperato ed ha proposto ricorso al Consiglio di Stato. Signor Ministro, perché tanto accanimento contro questi giovani? Sono forse figli di un Dio minore? Intanto si continuano a bandire nuovi concorsi, con l’età massima di partecipazione fissata a 26 anni e non si convocano questi aspiranti che hanno già ottenuto un punteggio alto ai test preselettivi, ma che, purtroppo, hanno il torto di avere più di 26 anni! Eppure quando hanno partecipato al bando di concorso, il requisito dell’età era fissato in 30 anni!!! A giudizio del LI.SI.PO., è veramente una grossa ingiustizia perpetrata ai danni di questi giovani, anche perché, poi, c’è addirittura chi (455 persone), hanno superato tutte le prove concorsuali, risultando IDONEI e quindi pronti a partire per la frequentazione dei corsi, ma sono in stand-by, perché OVER 26. Questo è diventato il nostro Paese Signor Ministro?”


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