Pratola Serra licenzia Irpiniambiente: verso nuovo gestore. Il Sindaco: contratto insostenibile

E SPIEGA: «CI COSTA TRE VOLTE RISPETTO A QUELLO CON L'ASA IN VIGORE FINO AL 2010». APPELLO DEL CIRCOLO PD: FERMATEVI. Il primo luglio scorso la Giunta presieduta da Emanuele Aufiero ha revocato i contratti con il gestore. I Democratici avvertono: è un salto nel buio. Intanto si crea un precedente, in attesa del passaggio al nuovo assetto stabilito dalla riforma regionale che ha introdotto gli Ato. Stamane conferenza stampa della Uil sulla questione dei rifiuti: apre alla collaborazione con sindaci e Ato sugli impianti

Il municipio di Pratola Serra

Pratola Serra licenzia Irpiniambiente: ha avviato l’iter amministrativo che porterà verso l’individuazione di un nuovo gestore. Il locale circolo del Pd, lo stesso del consigliere provinciale con delega all’ambiente Gerardo Galdo, interviene con una nota ufficiale chiedendo al Sindaco Emanuele Aufiero di fermare il procedimento e di revocare le delibere. La decisione del Comune di Pratola Serra, al di là del merito, propone il problema della fase di transizione dalla Provincia all’Ato Avellino, che comporta tra le altre cose la scelta del gestore per l’intero ambito, oggi servito in via provvisoria da Irpiniambiente, che pure nei giorni scorsi si è proposta per un affidamento stabile dei servizi ambientali, oltre che dell’intero ciclo integrato. Ma nel pomeriggio il Sindaco di Pratola Serra, Emanuele Aufiero è intervenuto per difendere il suo operato e spiegare le ragioni del divorzio. Ricordando che il Comune di Pratola Serra non ha mai sottoscritto il contratto con Irpiniambiente, subentrata nel 2010 a quello precedente con l’Asa spa, ha sottolineato che lo stop si impone per un problema di costi, «triplicato rispetto a quello assicurato dall’Asa». Ecco le posizioni a confronto.

Emanuele Aufiero, sindaco di Pratola Serra

IL SINDACO DI PRATOLA SERRA VA AVANTI: L’AZIENDA NON HA VOLUTO DIALOGARE, AVANTI PER LA NOSTRA STRADA. Con una nota il Sindaco di Pratola Serra ha chiarito le ragioni per cui ha deciso di interrompere il rapporto con Irpiniambiente. «La deliberazione di Giunta Comunale (n. 75 del 01/07/2019) con cui il Comune di Pratola Serra ha deciso di concludere il rapporto con la società IrpiniAmbiente s.p.A. per la raccolta dei rifiut, dando inizio al procedimento amministrativo che porterà all’individuazione di un altro soggetto a cui affidare il servizio, si è resa necessaria al fine di tutelare l’immagine istituzionale del Comune di Pratola Serra, dopo il tentativo fallito di pervenire ad una soluzione conciliativa con la società», si legge. Del resto, si puntualizza, «tra l’Ente Comune ed IrpiniAmbiente non è stato mai sottoscritto alcun contratto con titolo giuridico valido, ma è stato ereditato quello stipulato nel 2010 con l’ex ASA spa, con la quale era prevista una spesa annua stabilita, quest’ultima poi triplicata con IrpiniAmbiente, senza che ci fosse un significativo aumento demografico», chiarisce Aufiero, che aggiunge altri particolari. «Non è stato, inoltre, rispettato l’obbligo della ‘fornitura di sacchetti neri e biodegradabili’, servizio che tuttavia è stato fatturato ed incassato dal 2010 a giugno 2016. Così come per lo stesso periodo (ed anche successivamente) non è stato mai corrisposto al Comune di Pratola Serra il contributo CONAI. Risulta, inoltre, che IrpiniAmbiente abbia fatturato ed incassato dall’Ente rilevantissime somme per prestazioni estranee al servizio offerto, tanto che lo stesso Ente vanta un residuo credito a titolo di indebito oggettivo».

L’avv. Nicola Boccalone, Presidente di Irpiniambiente dal 2016

«L’AMMINISTRAZIONE DI PRATOLA SERRA LICENZIA IRPINIAMBIENTE, PERCHÈ NON CI SONO MARGINI DI ACCORDO». Il Sindaco spiega nel comunicato che «le somme incassate a titolo Tari sono state correttamente appostate negli atti programmatori di bilancio», ma sottolinea, «questo non significa che con esse vadano comunque e senza alcun’altra valutazione effettuati pagamenti per prestazioni non regolamentate ed effettuate». A questo proposito rivela parte di uno scambio di lettere con Irpiniambiente. «In una nota indirizzata al Comune di Pratola Serra, IrpiniAmbiente ha dichiarato ‘di coltivare l’interesse a conoscere quale sia stata la gestione economico-finanziaria dei fondi destinati al pagamento delle somme che la società ha finora ha garantito’, curiosità che fa scaturire quella del Sindaco». Aufiero, cioé, si chiede «se un analogo interesse è coltivato da IrpiniAmbiente anche con riferimento ad altri Comuni, che, anche con regolare contratto, risultano non effettuare il riversamento delle somme incassate a titolo di TARI». A questo proposito, Aufiero informa che l’Ente Comune (attraverso la delibera n. 74 del 01/07/2019) «ha dato mandato ai propri legali di intraprendere azioni legali nei confronti di IrpiniAmbiente, al fine di salvaguardare gli interessi dello stesso Ente e dell’intera comunità di Pratola Serra».

RISCHIO CONTENZIOSO TRA COMUNE E SPA DELLA PROVINCIA. L’orizzonte dei rapporti tra il Comune di Pratola Serra e la società interamente partecipata dalla Provincia non sembra roseo. «Nonostante le richieste di incontri e di conciliazioni, anche con gli studi legali di competenza, non si è giunti ad una risoluzione bonaria della vicenda, causa pretese esagerate, anche di pagamenti per obbligazioni non regolamentate. La stessa IrpiniAmbiente, inoltre, ha diffidato più volte la contrazione del servizio. Da parte dell’Ente è stata avanzata anche una proposta transattiva, regolarmente bocciata da IrpiniAmbiente». Ed è questo, conclude, il motivo per cui Pratola Serra licenzia Irpiniambiente, puntando ad appaltare il servizio ad altri, in attesa del nuovo gestore scelto dall’Ato nel quadro dell’ambito ottimale.

La sede della amministrazione provinciale di Avellino nello storico Palazzo Caracciolo di piazza Libertà

L’APPELLO DEL PD DI PRATOLA SERRA. “Dopo artifici contabili che si trascinano da anni, lo scorso primo luglio la giunta comunale ha approvato due delibere con le quali si ritiene sostanzialmente concluso il rapporto con Irpiniambiente per il servizio di raccolta dei rifiuti e si dà inizio al procedimento amministrativo che porterà all’individuazione di un altro soggetto a cui affidare lo stesso servizio”, ha fatto sapere il Pd di Pratola Serra, contestando la scelta della Giunta locale. “Si tratta di provvedimenti gravi sul piano politico e di inaudita irresponsabilità su quello amministrativo: l’Amministrazione compie un salto ne buio che porta il nostro comune al di fuori o ai margini di un approccio consortile sulla fornitura di servizi fondamentali”, si legge nel documento. “Allo stesso tempo, dopo aver riconosciuto con le stesse delibere la contrazione del servizio di raccolta in concomitanza di un periodo di grande caldo e di rallentamenti dell’erogazione idrica, si espone la cittadinanza al pericolo di un peggioramento della situazione alla vigilia di una crisi annunciata nel ciclo di raccolta e smaltimento dei rifiuti a seguito della temporanea chiusura del termovalorizzatore di Acerra”, si osserva con preoccupazione. “Chi deve provvedere al pagamento dei debiti con Irpiniambiente lo faccia assumendosene per intero le responsabilità, senza provare nemmeno a creare le pre-condizioni per una situazione di emergenza ambientale a danno della comunità”, si aggiunge, ribadendo l’appello alla ragionevolezza “Come circolo Pd di Pratola Serra chiediamo l’immediata revoca delle due delibere”.

Ato Rifiuti. La sede dell’ente d’ambito di Avellino nel complesso della Regione Campania sulla Collina dei Liguorini
Luigi Simeone, segretario della Uil di Avellino

LA UIL PRONTA A COLLABORARE CON SINDACI E ATO RIFIUTI: SUBITO GLI IMPIANTI. Nel frattempo sulle questioni che riguardano il riassetto del ciclo integrato ambientale ad Avellino, stamane intervengono la Cst Uil di Avellino Benevento e la Uil Trasporti. Il sindacato chiede l’avvio di una riflessione nel merito di alcune questioni, con una conferenza stampa in programma per oggi dalle ore 10 presso la sede della UIL di Avellino, in via Tagliamento, 91. Sul tappeto il bilancio di Ipiniambiente, la preparazione del piano industriale dell’Ato Rifiuti Avellino, lo studio elaborato dal sindacato sulla Tari. Naturalmente si valuteranno anche gli effetti della manutenzione programmata che mettera fuori gioco per un paio di mesi il termovalorizzatore di Acerra. “È necessaria una riflessione approfondita” e si impongono “scelte non più rinviabili in materia d’impiantistica”, spiegano dalla Uil. Nel corso della conferenza stampa si è approfondito il tema dei costi. La Tari costa all’utente irpino molto di più di quanto non accada nei grandi centri del Nord, al netto della riduzione annunciata nel capoluogo. Il segretario della Uil, Luigi Simeone, ha ricordato i 40 milioni di crediti che Irpiniambiente vanta dai Comuni e i costi non più tollerabili per il trasporto fuori regione della frazione umida. Un problema, quello dei crediti vantati dai Comuni, non di facile soluzione,. visti i margini ridottissimi in cui i bilanci degli enti locali possono muoversi. Simeone rilancia la soluzione in un contratto di servizio diverso, rimandando la palla all’Ato Rifiuti, chiamato a riscrivere regole, costi e tariffe. tra i temi toccati, la multiutility. Un modo per dire che occorre ripensare il modello attuale.


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