Ad Avellino Ciampi spinge l’M5s all’unità mentre il Pd (diviso) frena il Centrosinistra. Mentre i pentastellati perdono consenso nel Paese, compressi tra la spinta egemonica della Lega dopo le europee e il ritorno dei Democratici sulla spinta del nuovo segretario Nicola Zingaretti, il Partito Democratico in Irpinia è attraversato dalle fibrillazioni in attesa che l’assemblea nazionale certifichi il nuovo corso nelle prossime ore.

Nel Movimento Cinque Stelle si registra il passo indietro dell’ex sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi, che si è dichiarato indisponibile ad una ricandidatura per Piazza del Popolo. Una mossa che potrebbe ricomporre le fratture interne, con la componente grillina vicina al Meet Up, guidato da Tiziana Guidi.

Tiziana Guidi, esponente del MeetUp Avellino, già candidata sindaco per il Movimento Cinque Stelle nel 2013

«Come è noto – ha affermato l’ex primo cittadino in un post pubblicato sul suo profilo Facebook – ho subordinato la mia ricandidatura alla dichiarazione di dissesto in quanto convinto che esso rappresenti l’unico rimedio utile per affrontare, gestire e risolvere la grave crisi finanziaria in cui versa il Comune di Avellino. Del resto, avendolo approvato in giunta ritenevo doveroso verso gli avellinesi continuare il mio impegno qualora fosse stato confermato dal commissario. Siccome, a tutt’oggi, la decisione del commissario non è ancora pervenuta, le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale si avvicinano sempre più e continua lo stato di incertezza al riguardo, comunico la mia decisione di non ricandidarmi».

Ciampi ha poi precisato che non è in discussione il suo sostegno al Movimento: «Ovviamente, colgo l’occasione per confermare la mia piena appartenenza e la mia convinta adesione ai valori, ai principi e al progetto politico del M5S». Anche l’ex assessore Maura Sarno ha affidato ai social il suo commento alla scelta di Ciampi: «Rispetto la tua decisione ma non la condivido. Tu per me sarai sempre il “sindaco buono” mandato a casa dagli avvoltoi. Avellino ha perso una grande occasione».

La bandiera del Movimento 5 Stelle

La rinuncia dell’ex sindaco però potrebbe aprire scenari nuovi tra le fila dei Cinque Stelle. La dissidente Tiziana Guidi, che insieme ad altri militanti sta allestendo una lista che richiederà l’accreditamento del nazionale, potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di una mediazione, in una compagine rinnovata nei nomi e nei metodi. In caso di bocciatura da parte dei vertici romani del movimento ha comunque già precisato che non ci sarebbe stata nessuna fuga in avanti. I parlamentari irpini della formazione politica, a cominciare dal sottosegretario Carlo Sibilia potrebbero individuare un nome nuovo su cui puntare, nel tentativo di riaggregare le fazioni.

La sede del Coordinamento provinciale PD ad Avellino, in via Tagliamento

IL PD RALLENTA LA CORSA DEL CENTROSINISTRA. Tra i Democratici non sembra ancora a portata di mano l’accordo unitario interno richiesto anche dai potenziali alleati per arrivare ad una svolta nel Centrosinistra. Lo dimostrano le posizioni espresse ieri mattina dai consiglieri regionali alla riunione convocata a via Tagliamento dalla presidente del consiglio regionale, Rosetta D’Amelio, che ha avviato il confronto con i rappresentanti irpini presenti nella maggioranza che sostiene la giunta De Luca: Maurizio Petracca, Vincenzo Alaia, Francesco Todisco. Obiettivo: verificare le condizioni per costruire un’alleanza per le prossime elezioni amministrative del Comune di Avellino e degli altri Comuni al voto, in particolare Ariano Irpino e Montoro. L’impressione è che il week end sarà decisivo per far maturare una riflessione in tutte le componenti. La Assemblea nazionale nelle prossime ore sancirà il nuovo assetto nazionale di un partito che avrà con Nicola Zingaretti segretario anche Paolo Gentiloni alla presidenza e Luigi Zanda nel ruolo di amministratore. Evidente il cambio radicale di rotta, che punta decisamente verso una ricostituzione del Centrosinistra nel solco dell’unità del partito, motore maggioritario stabilizzatore della nuova coalizione di Centrosinistra. Una risposta urgente, per certi versi drammatica del Pd ad uno scenario che sta consegnando al Ministro degli Interni il controllo assoluto del Centrodestra, con Silvio Berlusconi ormai sempre più defilato, con crescente sofferenza del gruppo dirigente di Forza Italia sui territori.

DAL RICORSO (RITIRATO) AL NUOVO CORSO (DEL PARTITO A ROMA). Accantonato il ricorso sul vecchio congresso, il Pd ha bisogno di organismi dirigenti in grado di essere rappresentativi e riconoscibili. Lla posizione del segretario provinciale dipende dalla volontà politica di non esporre via Tagliamento al rischio di un nuovo intervento del Nazareno, stavolta su basi ben diverse. Eletto da una minoranza di iscritti per la decisione dei sostenitori di Michelangelo Ciarcia di disertare l’assise in dissenso rispetto alla gestione commissariale (dell’attuale Vicepresidente del Csm, David Ermini), la segreteria attuale nel nuovo scenario ha comunque la necessità di essere legittimata sul piano politico da una maggioranza che dovrà formarsi sul percorso da compiere. Viceversa non potrà svolgere alcuna funzione pratica, salvo conclamare il conflitto permanente, a vantaggio da chi all’esterno lavora per scenari politici ben diversi dall’unità del Centrosinistra. Sul campo ci sono autorevoli settori del partito cittadino al lavoro su scenari alternativi, che ricordano molto quanto già visto alle elezioni provinciali dello scorso ottobre. In questo contesto, quindi, nel Pd conterà la volontà di unire le forze per realizzare un nuovo progetto politico, al di là di ogni tecnicismo, alibi per chi sembra temere la ricostituzione di una coalizione per la prima volta dopo oltre dieci anni.

La Presidente del Consiglio Regionale Rosetta D’Amelio

D’AMELIO: «I SINGOLI POSSONO SCEGLIERE IL PROPRIO PERCORSO, AI PARTITI SPETTA FARE SINTESI».  «C’è la necessità – ha affermato la numero uno di Palazzo Santa Lucia – di definire un percorso unitario se sarà possibile. Da parte nostra siamo pronti a dare un contributo per raggiungere il risultato, consapevoli però che i rappresentanti istituzionali non possono sostituirsi alle forze politiche e ai movimenti». Sull’assemblea organizzata dall’associazione Controvento, D’Amelio ha espresso la propria opinione: «Tutto ciò che si muove è positivo. C’è bisogno di confronto e di ascolto. Altra cosa, invece, è ciò che debbono fare i partiti, a cominciare dal Pd, ormai unica forza realmente presente sul territorio. Il nostro compito è trovare sintesi, non chiudersi». Poi ha precisato che subito dopo l’assemblea sarebbe stato convocato il tavolo dei partiti di centrosinistra dal segretario provinciale dei Democratici, Giuseppe Di Guglielmo. A proposito dei compagni di strada con i quali condividere il percorso ed in merito alla questione delle liste civiche, la presidente del consiglio regionale ha precisato: «L’alleanza si sancisce con chi ci sta. Festa e Cipriano sono legittimamente in campagna elettorale. Ognuno è libero di compiere le scelte che ritiene. Ai partiti spetta fare sintesi e definire una linea».

Maurizio Petracca, Presidente della Commissione Agricoltura, delegato dal Presidente Vincenzo De Luca nel comitato d’indirizzo, supporto e verifica del Psr Campania 2014/2020

PETRACCA: «IL PD SI UNISCA, POI…». Anche il consigliere regionale Maurizio Petracca è intervenuto sull’assemblea lanciata da Controvento: «Si sta dando un’importanza eccessiva alla cosa. Ogni associazione può ovviamente organizzare iniziative, ma è il partito più grande della coalizione, il Pd, che dovrà guidare il processo». Una posizione di segno diverso rispetto a quella di D’Amelio, ma anche di altri esponenti dei Popolari, come il segretario Giuseppe Del Giudice e dell’ex deputato Giuseppe De Mita, che hanno dato pieno appoggio al protagonismo del sodalizio guidato da Generoso Picone e Gennaro Bellizzi. Proprio sulle divisioni interne ai partiti del centrosinistra non è mancata una mezza ammissione di Petracca dei problemi che da tempo si registrerebbero tra gli esponenti di vertice dei centristi: «Bisogna trovare l’unità in tutto il centrosinistra. Nel Pd è più complesso perché è una forza politica più grande, altrove sarà più semplice trovare una sintesi».


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