A Gesualdo esplode fabbrica di fuochi d’artificio, un morto

LA VITTIMA, UN ESPERTO DI FUOCHI PIROTECNICI, LASCIA MOGLIE E TRE FIGLI. L'esplosione alle 15.30 di oggi in un sito non lontano dal centro abitato. Sono state cercate con esito negativo eventuali altre persone sul luogo del disastro. Gli artificieri dei Carabinieri hanno messo in sicurezza l'area, dove nel pomeriggio è arrivato anche il Procuratore della Repubblica di Avellino, Rosario Cantelmo

Esplode una fabbrica di fuochi pirotecnici a Gesualdo. L’incidente è avvenuto intorno alle 15.30 in Contrada Pastene alla Via Prima Traversa IV Novembre.

Una vittima accertata fin dall’inizio, un fuochista esperto, che lascia moglie e tre figli. Nessun altro sul luogo della tragedia è stato ritrovato.

Sul posto i vigili del fuoco di Avellino e del distaccamento di Grottaminarda, oltre che il funzionario di Guardia e il Comandante, alle prese fino a sera con le operazioni di spegnimento dell’incendio. Oltre ai caschi rossi presenti anche mezzi e operatori del 118 per fronteggiare all’emergenza.

A lungo si sono cercate eventuali altre vittime o feriti, che per fortuna non c’erano. I Vigili del Fuoco sono stati coadiuvati dagli artificieri dei Carabinieri e la Squadra di Investigazioni Scientifiche del Comando di Avellino, che hanno verificato le condizioni di sicurezza intorno all’area del disastro.

È stata messa in sicurezza una vasta zona intorno alle macerie del deposito cancellato dalla esplosione. Si è verificata ls eventuale presenza di altro materiale esplodente.

Sull’episodio ci sarà una inchiesta. A Gesualdo nel pomeriggio è arrivato il Procuratore della Repubblica, Rosario Cantelmo, che ha voluto rendersi conto di persona dell’accaduto. Con lui un altro piemme.

Intorno all’isolato interessato direttamente dalla deflagrazione molta paura tra i residenti. Ma con il passare delle ore l’apprensione si è mutata in cordoglio per la vittima del disastro.

Operazioni di spegnimento dei vigili del Fuoco

Secondo quanto si apprende il deposito esploso era stato ricavato all’interno di una ex casa colonica, ed era gestito da una ditta individuale nota nel settore dei fuochi d’artificio.

La fabbrica si trova non lontano dal centro abitato del paese, e il boato dell’esplosione è stato avvertito anche nei comuni limitrofi.