Olio, agricoltori irpini a Roma per lo stato di calamità: ad Ariano produzione giù del 90%

La Confederazione Agricoltori e l'AIPO (Società cooperativa olearia) manifesta contro la legge di Bilancio e chiede al Governo risarcimenti per la flessione drammatica della produzione lo scorso anno. Parteciperanno molti coltivatori e imprenditori agricoli dell'arianese, territorio particolarmente colpito

San Valentino di fuoco per gli olivicoltori irpini. Oggi a Roma gli iscritti della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) di Ariano Irpino. Un pullman di cittadini dell’area si unirà alla manifestazione di carattere nazionale. I coltivatori saranno in sostegno dei produttori pugliesi che hanno subito una flessione della produzione di circa il 70%, ma anche per l’Irpinia. I coltivatori della provincia di Avellino chiedeno lo stato di calamità relativa alla situazione locale del 2018, con un calo stimato nel 60 per cento in media, con punte del 90 per cento nell’arianese. La zona della Valle Ufita ha subìto un’annata da dimenticare. “La produzione olivicola irpina è stata intaccata dalla scarsa produzione a causa delle gelate primaverili”, spiega il presidente della CIA Ariano Michele Masuccio. “Abbiamo subito inoltre l’attacco  della mosca olearia, con punte di mancata produzione che hanno raggiunto il 90 per cento nell’arianese”

Michele Masuccio, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori di Avellino

Già chiesto lo stato di calamità da parte della CIA Avellino alla Regione Campania. “Purtroppo ad oggi non abbiamo riscontro”, dichiara Masuccio. “Abbiamo un comparto in ginocchio. E poi abbiamo le difficoltà di sempre: il mercato che tende sempre più ad oli standardizzati. Noi chiediamo al Governo che il vero made in Italy sia tracciato con metodi innovativi  e trasparenti. A tutto questo si aggiunge la necessità di sostenere la ricerca scientifica, affinché arginiamo definitivamente l’avanzare della Xylella. Constatiamo che il Governo non prende decisioni in merito e questo ci preoccupa. Ecco perché domani saremo a Roma. Faremo sentire anche la nostra voce”.

Confagricoltori sollecita anche la tracciabilità obbligatoria oltre alla richiesta di sensibilizzare i consumatori all’uso di prodotti DOP e IGP. Manifestazione di solidarietà irpina dunque, ma non solo. La manifestazione di domani è organizzata dalla CIA a livello nazionale. Nella nota di diramazione dell’appuntamento viene ribadita “la stringente necessità per la Puglia di riconoscere lo stato di calamità naturale. Chiediamo lo stanziamento di fondi nazionali e l’attuazione di un Piano nazionale olivicolo. Sollecitiamo il Governo affinché si attivi in sede comunitaria e si adoperi per l’approvazione di misure eccezionali e urgenti a sostegno dell’olivicoltura pugliese”.

L’iniziativa denominata “Innamorati della nostra terra” #giletarancioni fa seguito all’approvazione della Legge di Bilancio. Nel documento “non sono state introdotte alcune misure richieste dai coltivatori”. Tra le altre “il riconoscimento dello stato di calamità dopo le gelate di febbraio 2018; interventi mirati contro la Xylella e lo sblocco delle risorse del Piano di sviluppo rurale”. Le informazioni del comparto rurale rispetto alla Legge di Bilancio sono state diffuse dalla stampa nazionale all’indomani del 7 gennaio. Giornata in cui molti agricoltori pugliesi hanno manifestato a Bologna con 150 trattori e muniti di gilet arancioni.


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