Rione Parco ad Avellino

«Per avviare un ragionamento serio sulla questione abitativa in città, bisogna convocare un tavolo istituzionale che verifichi le condizioni degli alloggi residenziali pubblici del Comune, ma anche dello Iacp, così come abbiamo ufficialmente chiesto al commissario prefettizio, con una nota del 6 dicembre 2018» . Fausto Sacco, segretario territoriale della Sai Cisal interviene sulla questione abitativa nel Capoluogo, segnalando l’emergenza, «problema che è presente ad Avellino, come altrove, e non può essere sottovalutato».

Fausto Sacco, referente del sindacato Cisal

«VERIFICARE LA SITUAZIONE ABITATIVA PUBBLICA CASO PER CASO». Per Sacco «è necessario effettuare una ricognizione completa delle criticità ed individuare le soluzioni più opportune e praticabili. Se non si interviene, dando un nuovo impulso alle politiche del settore, si rischia una vera e propria deriva, con conseguenze insostenibili, per i cittadini più esposti». Il referente della Sai Cisal chiede «uno studio dettagliato sul patrimonio abitativo ed una analisi sul fenomeno delle occupazioni abusive. Ma per dare risposte adeguate alle istanze della comunità, occorre un aggiornamento annuale delle graduatorie di assegnazione, ormai da tempo ferme al palo, che va effettuato annualmente, come prevede la legge regionale. Senza risorse e strumenti idonei, però, non è possibile risolvere i problemi. Bisogna perciò programmare nuovi insediamenti abitativi, elaborando le progettazioni necessarie e presentando le relative richieste di finanziamento alla Regione, senza trascurare eventuali soluzioni alternative».

LA DOMANDA DI CASA. Le cifre del fabbisogno rendono bene l’idea dell’emergenza. «La richiesta di alloggi pubblici nel capoluogo, al momento, è di circa 800 unità abitative. Di queste circa 400 riguardano nuclei familiari in regola con le procedure di assegnazione ed in attesa di una risposta, 300 interessano le famiglie che hanno occupato abusivamente alloggi, ma che comunque si trovano in un oggettivo stato di bisogno (previo accertamento sistematico dei requisiti di legge), ed, infine, altre cento servirebbero a soddisfare la domanda di giovani coppie, in attesa di una sistemazione». Si tratta, conclude, «di un problema di gravi proporzioni, per una città delle dimensioni di Avellino, sicuramente determinato dalle difficoltà economiche strutturali delle aree interne e dalla crisi che da anni si registra nel Paese, ma accentuato dall’inerzia delle istituzioni. Il problema della casa non può essere più un terreno di speculazione di politicanti e sindacalisti senza scrupoli. È tempo di voltare pagina».

 

 

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