IIA, Pd: il Governo è sparito. Cgil preoccupata. Fismic: un pasticcio

L'INGRESSO DELLA  ENGITECH DI MARIGLIANO ACCANTO ALLA TURCA KARSAN NON CONVINCONO SINDACATO E POLITICA: IL FUTURO DELLA INDUSTRIA ITALIANA AUTOBUS RESTA INCERTO. Il Pd chiede al Ministero dello Sviluppo Economico di intervenire con una posizione chiara, anche e soprattutto rispetto agli investimenti del comparto bus in Italia. Fismic e Cgil esprimono con toni diversi la propria sfiducia

«Il Governo si è dissolto nella vicenda della IIA». Lo afferma il Pd in una nota, aggiungendosi alle posizioni preoccupate delle organizzazioni sindacali che ormai vedono l’azienda di Bologna e Flumeri sempre più vicina al baratro. Dopo cinque anni la Industria Italiana Autobus si ritrova l’ipotesi di un ingresso della Karsan, commenta Giuseppe Zaolino della Fismic. L’annunciato ingresso della Engitech Srl di Marigliano in una newco che prenderebbe il posto della attuale azienda, sui debiti della quale interverrebbero la turca Karsan (per il 70 per cento) e Leonardo (parte restante) non convince politica e sindacato. Mentre gli ammortizzatori sociali sono in scadenza e manca un qualunque accenno ad un piano industriale, le parole del dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico Soreal alimentano preoccupazioni all’incertezza di questi mesi.

Le donne della Cgil in presidio a Roma davanti al Mise (repertorio)

AFFONDO DEL PD AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO. «Ancora una volta per i lavoratori di Industria Italiana Autobus giungono segnali in chiaroscuro: se da una parte è confortante la notizia della decisione del Consiglio di amministrazione di non procedere con il fallimento, dall’altro restano molti dubbi sul futuro, legati tanto alla situazione debitoria quanto all’assetto proprietario e al mancato pagamento delle commesse da parte delle pubbliche amministrazioni», si legge in una nota diffusa da Crescenzo De Fabrizio. «Più di tutto manca, ad avviso delle Federazione provinciale del Pd di Avellino, un impegno chiaro e soprattutto documentato del Governo a proseguire, nel solco di quanto fatto dai governi Renzi e Gentiloni, la politica di investimenti massicci nel rinnovo del parco autobus destinato al trasporto pubblico locale».

L’ex Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni Silveri

Il riferimento è agli impegni sul rinnovo del parco autobus in Italia annunciato dal Sottosegretario Davide Crippa nelle scorse settimane. «A pochi giorni dall’approvazione in Parlamento della Legge finanziaria 2019, non è ancora dato sapere se saranno quantomeno confermati gli stanziamenti già previsti dal Bilancio triennale 2018-2020 destinati al Fondo per il trasporto pubblico locale : nello specifico, 4.933,054 milioni di euro per il 2018, a 4.876,554 milioni di euro per il 2019 ed a 4.875,554 milioni di euro per il 2020. Su questo non una parola di impegno concreto è stata detta dal Ministro Di Maio o dagli onnipresenti (sulla stampa e nelle passerelle davanti alla fabbrica di Flumeri) deputati irpini del Movimento 5 Stelle». Per queste ragioni, prosegue il Pd, «siamo convinti che se non si crea un mercato appetibile nel settore del trasporto pubblico locale, difficilmente si riuscirà a trovare soggetti – privati o pubblici – disposti a investire in un’azienda che sta sopravvivendo soltanto grazie alle battaglie dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali».

Un vettore su gomma delle Ferrovie dello Stato – Busitalia

Di qui l’invito al Vcepresidente del Consiglio Luigi Di Maio: «Il Governo metta dunque da parte i toni paternalistici e gli annunci, e dia subito un segnale sui futuri investimenti per il rinnovo per parco autobus in tutto il Paese: perché solo questa prospettiva potrà attrarre nuovi investimenti». Quanto al Pd, «conferma la volontà, qualora la legge finanziaria prevedesse anche un euro in meno rispetto alle succitate dotazioni finanziarie, di proporre emendamenti alla manovra per confermare o rimpinguare il fondo. Poi verificheremo se gli onorevoli Sibilia, Pallini, Maraia e Gubitosa li voteranno».

Giuseppe Zaolino, Segretario della Fismic di Avellino

FISMIC: SCONFITTA l’IRPINIA: «La nostra preoccupazione nasce dal fatto che abbiamo consegnato il nascente polo Nazionale degli Autobus ad un diretto concorrente», spiega in una nota il segretario provinciale della Fismic, Giuseppe Zaolino. «L’assalto di Karsan non riuscito 5 anni fa si è materializzato oggi grazie all’inesperienza di chi ha promesso il polo pubblico ed invece si è arreso di fronte alle difficoltà». In questo quadro, prosegue Zaolino «L’Irpinia da questa partita ne esce con le ossa rotte perchè è l’anello debole della catena». Pertanto, conclude Zaolino «l ritorno in fabbrica si farà sempre più difficile e nella migliore delle ipotesi si prospetta solo un lungo periodo di cassa integrazione».

Le sigle sindacali present a Roma con una delegazione di dipendenti dell’IIA

CGIL PREOCCUPATA. Per Franco Fiordellisi il nuovo scenario disegnato nelle ultime ore appare nebuloso. All’orizzonte resta Ferrovie dello Stato che, se non ha ancora sciolto la riserva dopo settimane in cui sembrava fuori dai giochi, al mento non ha assunto alcuna posizione ufficiale.


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