Come Renzo Piano a Genova, gli Architetti irpini offrono un progetto per il viadotto di Parolise

"SALVIAMO L'OFANTINA BIS". Gli architetti annunciano un concorso di idee per modificare il tracciato e migliorare l'opera, sia dal punto di vista estetico che per la vivibilità dell'abitato sotto il ponte

Come Renzo Piano ha immaginato di dare il suo contributo per il Ponte Morandi a Genova, così un pool di architetti di irpini guidati da Michele Carluccio candideranno una proposta progettuale per il ponte di Parolise. “Se il viadotto è stato demolito, è necessario immaginare una ricostruzione più funzionale e migliorativa, per gli abitanti di Parolise, ma anche per dare al ponte stesso una funzione innovativa e artistica insieme all’interno del paesaggio in cui è ubicata”.

Attento da mesi alle dinamiche di ricostruzione del viadotto, l’architetto Carluccio- di concerto con l’Ordine degli Architetti della Provincia di Avellino- propone una comparazione con i viadotti costruiti nelle cittadine del nord Italia, con particolare riferimento all’Emilia Romagna. “Dobbiamo pretendere la sicurezza del viadotto, ma senza trascurare l’aspetto estetico, la possibilità di migliorare l’opera, e di adagiarla in un contesto paesaggistico particolare e di grande valore” ha spiegato.

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Carluccio immagina un ponte di ferro, magari che replica le costruzioni di ferro proposte in Emilia, che donano all’opera infrastrutturale un ‘senso artistico’ calato nel complesso e articolato paesaggio naturale. “Credo che sia opportuno prevede una nuova traiettoria del viadotto, per migliorare la viabilità ma anche la vivibilità di chi ci abita sotto: abbiamo il dovere di dare una risposta intelligente e di qualificare i territori” continua.

“E’ arrivato il momento di dare valore alle cose: non possiamo esporci nella battaglia sull’eolico selvaggio e contrastare l’impianto delle pale, e non migliorare anche altri aspetti della vivibilità. Il Piano Paesaggistico deve essere una priorità per la Regione Campania, ma deve essere soprattutto una richiesta che deve arrivare dal basso” ha spiegato l’architetto.

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I lavori sul viadotto di Parolise intanto, destano la preoccupazione degli ‘addetti ai lavori’ oltre che dell’utenza stessa, che da settimane lamenta il rallentamento e le criticità dei tracciati viari alternativi. Camionisti e automobilisti infatti sono pronti a denunciare l’impraticabilità dei percorsi alternativi individuati dalla cabina di regia prefettizia, in vista della stagione invernale.

Sul fronte del prosieguo dei lavori, invece, l’architetto Carluccio evidenzia le lacune che sono state avanzate nelle scorse settimane sulle autorizzazioni e gli incartamenti previsti dalla normativa. “Le autorizzazioni da depositare al Genio Civile sono un problema superabile, ma chiediamo maggiore impegno nel rispetto delle procedure, per garantire la prosecuzione dei lavori” sottolinea.

Sui timori avanzati invece nei mesi precedenti circa la mancata copertura finanziaria dei lavori e in particolare del secondo lotto del viadotto, l’architetto Carluccio rassicura: “I soldi ci sono. Diversamente i lavori interesseranno soltanto la parte a monte dell’opera, che è quella della sospensione dell’arteria”.

Obiettivo ultimo degli architetti dunque, è quello di bandire un concorso di idee sul viadotto che segua la traccia: “Venite a Parolise ad ammirare il ponte che collega la conurbazione di Avellino all’Alta Irpinia, e che consente di attraversare un magnifico paesaggio di boschi, castagneti e vigneti”.