Asi, Sirignano: soluzione in vista per i 70 lavoratori del Cgs

I posti di lavoro dei dipendenti della società di depurazione di Solofra saranno salvaguardati. Sul futuro dei consorzi industriali, intanto, si avvia un confronto con Palazzo Santa Lucia.

Il Presidente del Consorzio Psi di Avellino, Vincenzo Sirignano

Novità significative sul fronte Asi, dall’ipotesi di trasferimento del personale e delle attività Cgs ad altra società, al percorso di risanamento finanziario del consorzio industriale, all’avvio di un confronto con la Regione sul futuro dell’ente. Questioni delicate che abbiamo affrontato con il presidente Vincenzo Sirignano.

Presidente, per gli oltre 70 lavoratori della società di depurazione Cgs di Solofra, partecipata Asi, si intravede una via d’uscita dalla crisi. E’ cosi?

«Il consiglio generale dell’Asi ha dato il via libera al Piano di concordato presentato dalla Cgs, che è in liquidazione. La società Asidep, che fa sempre riferimento al consorzio industriale, fitterebbe il ramo d’azienda della depurazione e pubblicherebbe un bando per le altre attività. I lavoratori, quindi, verrebbero assorbiti da quest’altra controllata. Stiamo cercando di individuare le risorse a copertura dell’operazione e poi bisognerà attendere il parere del Tribunale di Avellino».

Riuscirete a mantenere il livello occupazionale?

«E’ il nostro principale obiettivo. Dovremo soltanto verificare le condizioni contrattuali, soprattutto di alcuni dipendenti. Sarà valutata anche la possibilità di prepensionamenti. Si tratta di un percorso impegnativo, ancora allo studio, che potrebbe risolvere una questiona annosa, che si trascina da tempo. Siamo di fronte all’unica strada praticabile».

Come procede, intanto, il risanamento dell’ente?

«Quando mi sono insediato nella primavera del 2016 l’azienda registrava una perdita annuale di 1 milione 600 mila euro. Dopo un anno di mandato, grazie all’azione di risanamento intrapresa, simo scesi ad 800 mila euro e l’anno successivo a quota 400 mila. Adesso ho comunicato al consiglio generale che il 2018 si chiuderà con l’azzeramento delle perdite».

Resta però il debito consolidato negli anni.

«Sì, l’indebitamento resta, ma abbiamo iniziato ad intervenire anche in questa direzione. Arrestare le perdite di bilancio comunque significa evitare l’aggravarsi dell’esposizione. La situazione sta progressivamente migliorando. Se non ci fosse stato il problema Cgs, avremmo già portato a termine la missione».

Come siete riusciti ad invertire la tendenza, in un contesto in cui l’economia stenta a riprendersi?

«Nonostante le difficoltà generali abbiamo retto, perché in realtà ci sono segnali interessanti di investimento sul territorio. Siamo riusciti ad incassare dalle vendite di lotti industriali circa 1 milione 800 mila euro. Per il futuro sono abbastanza fiducioso. Qualcosa inizia a muoversi, ma non sempre risulta visibile ai più. Sembra quasi che le buone notizie vengano ignorate».

State anche cercando di innovare la struttura?

«Stiamo intervenendo su più settori, anche nel rapporto con il territorio ed i Comuni, a cominciare dall’aggiornamento degli indirizzi del Piano regolatore Asi della Provincia di Avellino e dalla variante planimetrica dell’area industriale di Solofra. Abbiamo stralciato alcuni suoli finora inutilizzati e trasferiti nel Puc del Comune per altri utilizzi. Lo stesso faremo anche ad Avellino e a Grottolella. La revisione del Piano invece servirà, tra le altre cose, a prevedere un cambio di destinazione d’uso, laddove i proprietari dei lotti abbiano dismesso le attività e chiedano una variazione. Così potremo avere aree polifunzionali, ciòè pure con spazi per artigianato e commercio».

L’atteso riordine delle Asi, tramite una norma che ristabilisse funzioni e risorse, ancora non si intravede. Come stanno andando le cose? 

«Nonostante la presentazione di qualche disegno di legge regionale, non c’è stata ancora alcuna discussione in consiglio. Ma ci sono novità. Per il 16 novembre siamo stati convocati a Napoli, per avviare un confronto sul tema. Sarà un passaggio importante. Tra l’altro, siamo l’unico consorzio che ha ricevuto finanziamenti dalla Regione: 6 milioni di euro, che utilizzeremo per la ristrutturazione degli impianti».

Che cosa andrà a dire in Regione?

«Ribadirò una proposta che ho avanzato già in passato. Le Asi sono entrate in difficoltà quando sono venuti meno i finanziamenti dello Stato, soprattutto in assenza di riferimenti legislativi che individuassero nuovi strumenti per i consorzi. Le risorse ora potrebbero essere attinte fissando una minima percentuale sui finanziamenti erogati dalle agenzie per lo sviluppo nazionale e regionale. L’Asi potrebbe coordinare gli interventi sui territori. Si creerebbe un sistema di autosostenibilità».