Provincia, Biancardi: Pd e Popolari fuori. In maggioranza i Civici

Il nuovo presidente della Provincia fissa i paletti dell'esperienza amministrativa appena iniziata.

Il Presidente della Provincia, Domenico Biancardi, Sindaco di Avella

«Sono pronto a confrontarmi con tutti i consiglieri provinciali, ma non ci sarà nessuna maggioranza trasversale». Il neopresidente di Palazzo Caracciolo, Domenico Biancardi, traccia il perimetro della nuova amministrazione, fissando paletti ben precisi.

Presidente, quali sono i suoi obiettivi programmatici?

«Innanzitutto garantirò continuità alle attività messe in campo dal mio predecessore, Domenico Gambacorta, che ha sicuramente dimostrato grande impegno. Bisogna portare avanti i lavori di messa in sicurezza dei corsi d’acqua dell’Irpinia già avviati e promuovere le eccellenze dei poli formativi. Il metodo che intendo introdurre, però, sarà quello dell’ascolto del territorio. A metà novembre convocherò tutti i sindaci della provincia, per raccogliere le loro istanze. E’ così che getteremo le basi del programma di intervento».

Durante la campagna elettorale avrà sicuramente registrato le priorità indicate dagli amministratori locali.

«E’ soprattutto sull’ordinaria amministrazione che occorre essere più presenti. La Provincia dovrà essere un riferimento per i Comuni. Serve una rete di contatti costante, con strutture localizzate nei punti strategici dell’Irpinia, a servizio dei diversi comprensori. Nessun sindaco e nessuna comunità debbono più sentirsi isolati ed abbandonati. Punteremo molto sull’assistenza tecnica, per l’elaborazione degli strumenti di programmazione urbanistica, auspicando che si faccia un salto di qualità».

Edilizia scolastica e viabilità sono le principali competenze dell’ente, ma lei ha già annunciato che andrà oltre le funzioni formalmente attribuite alla Provincia. In che modo?

«La Provincia può essere il luogo di massima rappresentanza e sintesi del territorio e penso che debba promuoverne l’immagine, creando le condizioni per un ritorno economico ed occupazionale. Il turismo può essere un settore significativo per lo sviluppo dell’Irpinia, ma c’è bisogno di servizi, che rendano piacevole la permanenza ed agevole la fruizione delle strutture. Abbiamo tante risorse da valorizzare. Chiederò quindi la convocazione di un tavolo permanente con l’assessore regionale».

L’amministrazione può fungere da tramite tra i Comuni e gli altri livelli istituzionali?

«Sì, certamente. Incontrerò presto il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, per spiegargli le nostre esigenze. Da parte della Regione ci aspettiamo  maggiore attenzione per le zone interne. Spesso è difficile anche far ascoltare la nostra voce. Occorrono risorse per gli investimenti e chiederemo che vengano stanziate».

Nell’azione di governo coinvolgerà indistintamente tutte le forze politiche ed i rappresentanti del consiglio, come ha fatto Gambacorta?

«Mi confronterò con tutti, ma la maggioranza di governo è composta dalle liste che hanno aderito al mio progetto e che hanno  sostenuto la candidatura. E’ tempo di aprire una nuova fase politica».

Esattamente che cosa intende?

«Per anni gli amministratori e gli enti hanno dovuto subire continue interferenze dai soliti personaggi che nella nostra provincia hanno gestito indisturbati il potere. Nei partiti sono mancati processi decisionali realmente democratici. La mia è stata una candidatura di rottura di questi schemi. La vittoria elettorale di Biancardi, quindi, significa affrancare la Provincia dai condizionamenti dei partiti e delle consorterie».

C’è però chi teme che questo significhi una personalizzazione eccessiva della gestione della cosa pubblica. Come risponde?

«Non sarò l’uomo solo al comando. Anche se in ogni istituzione c’è chi deve assumersi la responsabilità delle scelte. Raccoglierò suggerimenti e proposte e poi farò la sintesi».

Nella Comunità montana Partenio – Vallo di Lauro, invece, proseguirà il suo impegno? Gli equilibri resteranno gli stessi?

«Non c’è incompatibilità fra i due incarichi e penso che gli assetti interni escano rafforzati dal mio nuovo ruolo. Ho intenzione, però, di lasciare, dopo aver assolto ad alcuni passaggi formali. A marzo ci sarà la sospensione degli amministratori dei Comuni chiamati al voto. E’ giusto fare spazio».