Filctem Cgil: le istituzioni dialoghino per un piano contro la povertà

Terzo congresso della sigla sindacale che rappresenta i settori della chimica, della manifattura e dell'energia in programma lunedì 15 dallo ore 10 nel convento Santa Chiara di Solofra

La Filctem Cgil lancia un monito contro l’immobilismo delle istituzioni a tutti i livelli rispetto alla crisi economica. Serve uno sforzo per fronteggiare le povertà e la desertificazione della provincia. Questa la posizione che nelle prossime ore, lunedì 15 ottobre alle ore 10 presso il convento Santa Chiara a Solofra, sarà affermata dalla sigla sindacale interessata ai settori della chimica industriale, della manifattura e dell’energia, tra gli altri. È in programma il terzo congresso provinciale «con il segretario uscente e attuale segretario generale della Cgil irpina Franco Fiordellisi e il segretario organizzativo della Filctmen Cgil di Avellino Carmine De Maio», si legge in una nota. Parteciperanno Sonia Tosoni della Filctem Nazionale Responsabile del settore conciario e Raffaele Paudice, coordinatore della Filctem Cgil Campania. Sono state invitate Confindustria Avellino, l’Unic Campania, la Responsabile della Cna di Solofra, la direzione della, Legambiente, i comitati cittadini, politici e amministratori locali.

Il segretario provinciale della Cgil, Franco Fiordellisi

«I territori della nostra provincia scontano gravi lacune strutturali e di servizi, frutto dell’immobilismo, che rendono difficile vivere, lavorare, fare impresa, studiare, curarsi, formare una famiglia non a caso ogni anno vanno via 2mila cittadini, dei quali la maggioranza sono giovani under 35 e laureati, ovvero coloro che dovrebbero rappresentare il futuro dell’Irpinia», spiega il coordinatore organizzativo Di Maio.

Il manifesto congressuale della Filctem

«Al centro del dibattito ci saranno le tematiche che quotidianamente incidono sul territorio irpino, che si sommano alla crisi decennale e all’assenza di azioni concrete da parte dei vari dei governi», si legge in una nota. «Sono mancati, in questi lunghi anni, progetti e attività legislative a tutti i vari livelli: il perdurare della crisi ha quindi cambiato profondamente i lavoratori e i cittadini, facendo emergere tutte le contraddizioni umane, economiche e sociali con l’avanzare della disoccupazione, della povertà connessa anche al lavoro sommerso. Tutte condizione che hanno accentuato la desertificazione umana e aziendale».

La sigla della Filctem «rappresenta i lavoratori dell’energia, della moda, della chimica e della manifattura di conseguenza ha un osservatorio privilegiato su settori strategici, potendo valutare competitività e capacità di prevedere modelli industriali innovativi ed ecosostenibili, impostazioni dei futuri modelli energetici, consistenza e tenuta delle filiere industriali, problematiche ambientali e sociali dei siti dismessi, valutazioni che ci permettono di dare un contributo di merito, che in questi anni su le tante vertenze industriali e criticità ambientali non abbiamo fatto mai mancare, anche se molte volte ci è sembrato di combattere contro i mulini a vento».