Avellino, Ciampi rischia la ‘sfiducia’ sul Pre-dissesto. M5s-Pd, scontro sul futuro della città

AVELLINO. Il sindaco punta sul pre-dissesto ma saranno i gruppi consiliari a decidere. E i 5 Stelle alzano le barricate in Commissione per ‘fermare’ le opposizioni. Ma senza un piano di risanamento le conseguenze ricadranno solo su cittadini e contrbuenti

Il Sindaco Ciampi potrebbe ritrovarsi in minoranza anche sull’atto finanziario fondamentale, il bilancio. Le polemiche di queste ore sul mancato insediamento della Commissione Finanze rischiano di travolgerlo già dalle prossime ore, quando le firme sulla mozione di sfiducia potrebbero arrivare a 10, soglia minima per portare la questione all’ordine del giorno del Consiglio comunale, accelerando le procedure per la decadenza.

SERVONO I NUMERI PER SOSTENERE UN PIANO FINANZIARIO. Tra i consiglieri di Opposizione e il Sindaco continua un muro contro muro che difficilmente porterà ad una soluzione condivisa su quello che dovrà essere il deliberato. La Giunta continua ad operare senza fare i conti con la sua mancanza di numeri nell’aula consiliare, cioè nel luogo individuato dalla legge per decidere con un voto a maggioranza i provvedimenti finanziari. Senza un confronto diretto con tutti i gruppi, dal Pd all’area del Centrodestra, Vincenzo Ciampi non potrà formulare un piano in grado di fronteggiare i numeri del Consuntivo, stabiliti da un commissario prefettizio e non dalla sua Giunta, commissariata dall’Ufficio di Governo nell’occasione. Né può aiutarlo l’apporto di un eventuale consulente esterno, circostanza in queste ore rilanciata sui giornali locali a proposito di un incarico di cui l’Assessore competente non sarebbe a conoscenza. In Consiglio il confronto sarà certamente politico, tuttavia dovrà produrre una delibera in grado di stabilire una strategia di uscita dall’attuale sofferenza finanziaria. Decisivo potrebbe essere il lavoro della Commissione Finanze, dove le diverse componenti a confronto sui numeri potrebbero definire con l’assessore al ramo un percorso da sottoporre al vaglio dell’aula irrobustito da una possibile maggioranza (seppur trasversale) su cui contare. Le premesse non sono certo incoraggianti. La Commissione Finanze all’atto del suo insediamento è già stata rinviata per l’assenza del rappresentante pentastellato. E le dimissioni venute dal Democratico Stefano La Verde, che contesta l’atteggiamento dell’amministrazione, non aiutano nel compito difficile di tutti i consiglieri in questa fase drammatica per la vita del Comune di Avellino.

Traffico in via Circumvallazione, a due passi dal terminal provvisorio dei pullman

IL FUTURO DELLA CITTÀ SUL TAPPETO. La questione sul tappeto non può essere assimilata ad un adempimento burocratico, perché impegnerà il futuro dei contribuenti avellinesi. Le rappresentanze in carica a piazza del Popolo sono globalmente responsabili della situazione a prescindere dal ruolo di maggioranza, opposizione o collocazione politica, perché dovranno rispondere ai rispettivi elettori di una eventuale dichiarazione di dissesto o pre-dissesto, così come non potranno adottare provvedimenti tampone che spostino in avanti il momento di prendere una decisione. Il consolidamento dei conti inciderà anche sulle politiche di sviluppo e sulla capacità dell’ente di poter amministrare in un futuro prossimo gli investimenti.

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