Irpino dell’anno, Ledezma parla ai politici italiani

La cerimonia di premiazione nel pomeriggio a Flumeri. Un momento di incontro tra istituzioni e personalità illustri dell'Irpinia.

Flumeri – “L’Italia ha bisogno di statisti, di uomini politici che si impegnino per idee e progetti nell’interesse collettivo del Paese, senza personalismi e individualismo”. Il coraggio di Antonio Ledezma, ex sindaco di Caracas, alla XIII edizione de “L’Irpino dell’anno” a Flumeri. Un messaggio, il suo, alla politica italiana.

Afferma, “bisogna cercare soluzioni ai problemi, è necessario articolare un’iniziativa che mira a risolvere un problema della società”. Poi attenzione al welfare, al sociale, “agli anziani e ai bambini. Perchè – prosegue –  per uno Stato è fondamentale occuparsi delle classi più deboli, dei poveri”.

Tra i premiati della cerimonia  che si è tenuta questo pomeriggio presso Relais Imperatrice in località Tre Torri (Flumeri), Antonio Josè Ledezema Dìaz è stato deputato, Governatore del distretto federale, vice presidente del Senato, senatore del Congresso del Venezuela.

Per lui nella mattinata il conferimento della cittadinanza onoraria a Grottaminarda, sua città di origine. Ledezema nel 2015 è stato arrestato senza un’accusa formalizzata. Riuscito a fuggire dal Venezuela, continua a sostenere la causa del suo popolo e della sua Patria. La sua prigionia durò 1.002 giorni di detenzione. La polizia segreta lo sospettava implicato in un tentativo mai provato di colpo di stato. La sua prigionia, considerata ingiusta da tutti gli osservatori internazionali, lo ha reso un simbolo dell’oppressione tirannica del regime venezuelano. Il premio Sakharov assegnatogli dal Parlamento Europeo è stato per suo tramite un riconoscimento al popolo venezuelano che non smette di combattere per la propria libertà.

E proprio il tema della libertà ha attraversato la serata di Flumeri. A cento anni dalla fine della Grande Guerra (1918), il tema dell’edizione de L’Irpino dell’anno” è “La libertà”. A parlarne in un discorso appassionato Rosaria Bruno, dirigente medico e presidente dell’Osservatorio sul fenomeno della violenza sulle donne del Consiglio Regionale della Campania.

“Questo appuntamento – dice – non è un celebrarsi ma un modo per incontrarsi, rivedersi per vivere insieme emozioni e tessere nuove relazioni e sinergie. Molti si affermano fuori provincia ma il legame con la Madre Terra è sempre forte . Ad essa ci lega un sentimento lacerante, di terra e di sangue che riemerge inaspettatamente”

Ancora Rosaria Bruno dichiara: “la nostra è una terra che non ci coccola ma ci svezza, ci dona gli strumenti, gli attrezzi che ci rendono forti e soprattutto liberi. Perchè la libertà è un valore altissimo nel nome del quale molti soldati sono morti. E tanti non hanno nemmeno ricevuto una degna sepoltura”. 

Omaggio ai giovani morti durante la grande guerra. Un filmato di rievocazione di quel che è stato. Delle battaglie, dei sentimenti, dell’amore alla Patria e alle famiglie. Uomini coraggiosi e obbedienti. Forti di un ideale con un cuore lacerato da legami familiari spezzati e, spesso, mai più ritrovati.

E’ Rosaria Bruno ad introdurre il momento della premiazione. Donna di acuta sensibilità, tenacia e determinazione. Tutta irpina.

A fare gli onori di casa, tra gli altri, Giuseppe Bruno, presidente di Confindustria Avellino. Dichiara: “questa è la festa dell’Irpinia. La nostra famiglia tiene molto a promuovere le eccellenze e le persone che hanno onorato la nostra terra che è ricca di talenti”.

Premiato (oltre a Ledezma) Giuseppe Dell’Acqua. Nato a Solofra e poi trasferitosi a Trieste per lavorare con Franco Basaglia con il quale ha costruito un percorso di umanizzazione delle cure psichiatriche. Sostenitore della legge Basaglia, è scrittore e cultore.

Altro premio per Dimitri Dello Buono, capo della segreteria tecnica del MIT. E’ responsabile del Laboratorio GeoSDI CNR IMAA e delegato per la difesa italiana del Defense Geospatial Information Working Group.

Premiata anche la giovane e brillante pianista Giulia Martiniello di Lioni. Attualmente è docente di pianoforte in una prestigiosa scuola di Lugano. Il suo sogno è realizzare in Irpinia una scuola di musica per consentire a quanti lo desiderano “di avvicinarsi a questo mondo che è meraviglioso – ci dice – Un settore particolare ma terapeutico, che ha la capacità di elevare l’animo. Alla mia terra piacerebbe donare questa opportunità per gli altri”

Il David di Donatello 2018, Renato Carpentieri è stato assente per sopraggiunti motivi di salute. L’attore e regista di fama internazionale è nato a Savignano Irpino. Per lui l’omaggio del filmato della premiazione del David di Donatello 2018 e uno scrosciante applauso da parte della platea. Un augurio e un abbraccio al suo talento.

I saluti iniziali sono stati affidati al sindaco di Flumeri, Angelo Lanza. I lavori sono stati introdotti dalla voce concisa e puntuale di Floriana D’Ambrosio, nipote di Rosaria Bruno.

Il premio è stato ideato da Gianni Raviele direttore della testata giornalistica regionale Canale 58 e sostenuto dalla famiglia Bruno. L’evento è patrocinato dalla Regione Campania e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In sala molti sindaci irpini, il Vescovo S.E. Mons Sergio Melillo, il presidente del consiglio regionale Rosa D’Amelio. Ancora il presidente della Provincia e sindaco di Ariano Irpino, Domenico Gambacorta, il presidente dell’ASI Vincenzo Sirignano, il presidente della Comunità Montana Ufita, Carmine Famiglietti.