IIA (verso il fallimento) oggi al Mise. Domani Cda decisivo

In assenza di fatti nuovi la società potrebbe avviare la procedura fallimentare. Ad oggi nessuna convocazione da parte del Mise per tentare il salvataggio.

Valle Ufita – La IIA, Industria Italiana Autobus, è al punto di non ritorno. Convocato in extremis un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, per scongiurare decisioni definitive dell’azienda. Domani 9 ottobre si riunisce, infatti, il Consiglio di amministrazione, convocato per trarre le conseguenze rispetto ad una situazione ritenuta disperata. “Il nuovo CDA potrebbe decretare il fallimento aziendale – dichiara Silvia Curcio Fiom Cgil – i tavoli tecnici che dovevano essere convocati, non ci sono stati”. In sostanza per gli operai che pure avevano (ancora una volta) sperato, si tratta di ripiombare nello stato di attesa snervante. Almeno fino al 9 ottobre, data in cui, una risposta dovrà pur esserci. Fallimento o riorganizzazione.

L’iter per il riassetto industriale al momento, senza nuovi apporti di capitali e garanzie sull’impegno del Governo per un piano di rinnovo del parco mezzi pubblici a livello nazionale, viene considerato improbabile. Oggi la convocazione delle parti presso il Mise servirá per fare il punto sulla situazione del percorso di riassetto industriale, consentendo alla dirigenza di sciogliere la riserva. Ma nell’ambiente trapela pessimismo. La notizia del nuovo incontro non è servita ad allentare lo stato di tensione che permane nello stabilimento di Valle Ufita, così come a Bologna, dove la Fiom ha affidato ad un post tutta la propria preoccupazione.

“Occorrono novità su Industria Italiana Autobus, perché siamo nuovamente sull’orlo del precipizio”, ha scritto sul suo profilo Facebook Bruno Papignani, segretario generale della Fiom Cgil Emilia Romagna. Sul social network Papignani ‘avvisava’ martedi “tutti gli interessati che il 10 vanno pagati gli stipendi. Per il resto restiamo in attesa”.

A Flumeri “le macchine ci sono – prosegue Curcio – ma non va. Il capannone versa in condizioni a dir poco precarie. Piove all’interno ed è molto freddo. Manca il servizio mensa anche se ci sono i locali“. Uno stato che mostra segni di decadimento. Attualmente sono a lavoro circa cinquanta dipendenti.

LA SVOLTA MANCATA. Il 7 settembre il MISE chiuse la faticosa giornata romana con un comunicato stampa. Nello stesso veniva assicurato l’impegno del Ministero e del Gruppo Invitalia. Nello specifico le parti si impegnavano ad “elaborare una molteplicità di interventi, che potessero servire a garantire, anzitutto sul versante finanziario, la continuità aziendale ed il rispetto, da parte della stessa IIA, degli obblighi nei confronti della totalità dei dipendenti”. Una nota che risollevò per un poco gli animi ma che non convinse i sindacati. Da lì poi un susseguirsi di proposte. Aleatorie e, ad oggi, mai concrete. Nulla risulta assumere una forma scritta. Diversi slogan e un vero e proprio totonomi: da Ferrovie dello Stato ad investitori cinesi. “Proclam” sui quali tutti attendono riscontro e chiarezza.

LA LETTERA A DI MAIO. Il sindaco di Flumeri Angelo Lanza qualche giorno fa ha scritto al vicepremier Luigi Di Maio. Il primo cittadino ha chiesto la giusta attenzione rispetto alla delicata vicenda IIA. “Al momento non mi è giunta alcuna risposta – dichiara Lanza – francamente ci duole essere di nuovo in uno stato di limbo soprattutto ci spiace non ricevere cenno alcuno. Questo non ci rasserena. Però vediamo”.

Intanto Curcio precisa che “la società potrebbe aprire le procedure di mobilità per tutelarsi dal rischio fallimento che il Mise può sempre scongiurare facendo altre proroghe”. 

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