Mirabella Eclano… quando la solitudine porta alla morte.
Domani i funerali

Domani i funerali di Gregorio Corozza, l'uomo di 53 anni trovato senza vita dopo due giorni dal decesso.

Mirabella Eclano – Gregorio Corozza, anni 53. Per l’uomo trovato senza vita a Mirabella Eclano a distanza di due giorni dalla sua morte, domani mattina saranno celebrate le esequie nella Chiesa di Santa Maria Maggiore di Mirabella Eclano alle ore 9.30.

Nessuna autopsia per chiarire le cause del triste epilogo. Molto probabilmente un malore è stato fatale. La storia di Gregorio è complessa e di per sé amara. Affetto da problemi di salute, anche di natura psichiatrica, il cinquantatreenne residente a Mirabella era conosciuto nel paese e nelle zone limitrofe per il suo vagare a piedi sempre accompagnato dalla musica, sua grande passione.

Più volte ricoverato in strutture adeguate gestite dall’Azienda sanitaria locale, gli amici (che pure aveva) dichiarano che era persona intelligente. Capace di tenere testa ad argomentazioni di vario tipo: dal calcio, alla politica, all’attualità. Ottimo cuoco, il dramma più grande che ha vissuto è stata la solitudine e l’abbandono. A monte, una vita privata presumibilmente travagliata e motivo di grande sofferenza.

Dolori mai interiorizzati. Ferite mai sanate. Anzi affossate in forme di devianza. Come l’alcol e (non è escluso) l’uso di droghe leggere. Contestato, emarginato, lasciato solo. Quello che però preme ai suoi amici è ricordarlo nel suo aspetto migliore. Quello dell’autoironia e della capacità di saper disquisire con dovizia e intelligenza di vari argomenti. Il grande dubbio per alcuni è quello di pensare che forse non tutto è stato tentato per cercare di “recuperare” la sua personalità attraverso percorsi di cura mirati ma soprattutto costanti e continui. Il tutto unito all’amicizia e all’affetto che forse sono mancati.

Chi “doveva fare cosa” è difficile stabilirlo e, ad ogni modo, adesso non ha più senso. Quello che si può fare è onorarne la memoria ricordando che sul suo profilo facebook pure era seguito da amici, amava la musica e sapeva ridere di sé. Tutto il resto appartiene ad una vita che non c’è più. Quel che ha fatto di sbagliato (se l’ha fatto) non merita giudizi. La sua storia va riletta quale frutto di ciò che ha vissuto e che solo lui sa.