«Piano di zona congelato», Cgil:
ormai è caos in 16 Comuni

Monito del segretario provinciale Fiordellisi: in attesa della Azienda consortile non si possono fermare le esigenze delle famiglie che aspettano. Accertare eventuali inadempienze

Il Piano di zona sociale avellinese, che coinvolge altri 15 Comuni, non può restare congelato in attesa dell’Azienda Consortile. Chi intende temporeggiare dovrà assumersene la responsabilità.

Questo in sintesi il messaggio lanciato dal segretario provinciale della Cgil di Avellino, Franco Fiordellisi, che ribadisce la propria posizione sull’Azienda speciale per i servizi sociali e chiede, nell’attesa che l’Azienda si concretizzi, maggiore impegno per l’attuazione dei progetti nel Piano sociale di zona dell’Ambito territoriale A04. Inoltre, Fiordellisi «sottolinea come l’esaurimento dei fondi regionali destinati alle strutture private per le prestazioni sanitarie in convenzione crei ulteriore allarme e disagio tra le fasce meno abbienti».

In una nota, spiega che «non possiamo più accettare l’assoluta mancanza di professionalità da parte di chi dovrebbe garantire l’assistenza alle fasce più deboli e meno abbienti». E prosegue: «L’azione del Piano di zona sociale dell’Ambito territoriale A04 non può arrestarsi. Pochissimo o quasi nulla è stato fatto negli ultimi anni con gravi danni per la popolazione dei 16 comuni che ricadono nell’Ambito».

Un momento della conferenza stampa del segretario generale della Camera del Lavoro di Avellino

In questa situazione critica si aggiunge un contesto difficile anche sotto il profilo politico. «Il ricorso di Confcooperative, ma anche gli indirizzi sbagliati nell’intestazione della sede Piano sociale di zona sono segnali poco incoraggianti che dimostrano, ove fosse ancora necessario, in mano a chi è finita la gestione di questo settore delicatissimo e importante sia per la città capoluogo sia per gli altri comuni dell’Ambito».

IL NODO DEI FINANZIAMENTI. Per la Cgil vanno verificate tutte le procedure per l’attivazione dei progetti di assistenza. «È importante ricordare che la mancata attivazione delle progettazioni europee ha determinato la perdita di ingenti risorse ed alimentato una guerra tra poveri, tra ultimi e penultimi, tra italiani e migranti». Allo stesso modo, osserva, «si ripropone la questione dei fondi regionali esauriti per le aziende in convenzione: per cui analisi e visite da inizio settembre sono a pagamento per tante persone – anziani in particolare – che hanno urgenza e non posso attendere i tempi spesso biblici del sistema sanitaria pubblico. A tutto questo va posto rimedio, con azioni mirate – e se necessario con provvedimenti disciplinari nei confronti di coloro che non svolgono i propri compiti come dovrebbero, individuando criticità e colpevoli e a norma di legge e contratto sanzionarli– cercando di far fronte a problemi che altrimenti continueranno a generare drammi e disuguaglianze sociali, ma anche clientele e nepotismi». Per questo, «conclude il segretario generale della Cgil irpina – chiediamo una puntuale e approfondita verifica sulle responsabilità oggettive e soggettive, perché se perpetuati simili comportamenti potrebbero inficiare l’utilizzo di tante risorse pubbliche a scapito delle famiglie e delle migliaia di persone bisognose».