Azienda Consortile Sociale, Cgil:
«Primo passo avanti
Ora responsabilità di tutti»

Nel comunicato il segretario della Camera del Lavoro lancia un appello al massimo senso di responsabilità di tutte le componenti interessate al rilancio dei servizi sociali nell'ambito, tormentato da dieci anni di scontri interni, polemiche politiche e carta bollata

La Azienda Consortile per i servizi sociali nell’Ambito 4 può rappresentare la svolta, fa sapere il segretario della Cgil, Franco Fiordellisi, in una nota diffuso nel pomeriggio. Si tratta di «un passo in avanti fondamentale quanto concretizzato venerdì scorso nella riunione del Piano sociale di zona dell’ambito territoriale A4, quando all’unanimità sono stati approvati lo statuto e l’atto costitutivo della nuova Azienda speciale che dovrà far finalmente decollare le prestazioni dedicate agli ultimi». Nel comunicato Fiordellisi lancia un appello al massimo senso di responsabilità di tutte le componenti interessati al rilancio dei servizi sociali nell’ambito, tormentato da dieci anni di scontri interni, polemiche politiche e carta bollata.

«Il coordinamento istituzionale svoltosi a Piazza del Popolo ha indicato quale presidente del Piano di zona il sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi», ricorda, ma soprattutto «ha trovato la quadra, che mancava da troppo tempo, sullo strumento per la gestione dei servizi: l’Azienda speciale, infatti, avrà a autonomia di gestione, un proprio bilancio e una propria organizzazione. In particolare, potrà assumere il personale necessario e non sarà soggetta al Patto di stabilità».

Tuttavia, come riportato dagli organi di informazione in questi giorni, l’operazione non può dirsi ancora conclusa. «Entro 30 giorni, i consigli comunali dei 16 comuni dell’ambito dovranno portare la pratica in Consiglio ed approvarla. Poi dovranno essere costituiti l’assemblea e il cda, che indicheranno un presidente espressione del Comune capofila, Avellino».

La ratifica consiliare non è cosa da poco in una fase concitata per molte amministrazioni, ormai giunte a scadenza di mandato, ma nemmeno per il Consiglio del capoluogo, dove resta alto il rischio di elezioni anticipate.

«L’auspicio è che questo possa essere il momento della ripartenza per realizzare un ambito di eccellenza, visto che, a quanto pare le risorse ci sono». Secondo la Cgil sarebbero «disponibili 45 milioni di euro solo per il personale e possono essere trovate le competenze». Secondo Fiordellisi, l’Azienda speciale «non è la panacea di tutti i mali, ma ad Avellino mancava un ufficio di Piano e il primo grande problema era proprio la stabilizzazione del personale».

Per ora la svolta attende conferme, che la Cgil attende in considerazione della situazione di disagio creata dalla mancanza di un soggetto erogatore di servizi.

«Adesso attendiamo risposte concrete al dramma di tante famiglie che in questi ultimi anni hanno subito danni enormi a causa della mancata erogazione dei servizi: il tempo perso sarà difficile da recuperare, ma da questo momento in poi l’attenzione dovrà essere altissima. Confidiamo in una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori in campo e anche nel fatto che la situazione precaria dell’amministrazione comunale di Avellino non influisca in alcun modo sull’erogazione delle prestazioni», conclude Fiordellisi.