NAPOLI – Eliminazione del debito residuo entro l’estate e progressivo allineamento dei livelli essenziali di assistenza agli standard medi nazionali entro l’anno. Al di là delle cifre sugli investimenti per 170 milioni di euro nell’edilizia sanitaria, sulle 4000 assunzioni tra precari da stabilizzare e nuovo personale, in particolare medici e infermieri, il Governatore della Campania Vincenzo De Luca nella conferenza stampa di ieri a Napoli ha gettato le basi per la fine del commissariamento, pur evitando di toccare l’argomento. Dicendosi pronto a replicare il metodo usato con l’Eav, mutando in investimenti l’opera di risanamento grazie alle premialità, analogamente De Luca si prepara ad azzerare gli ottocento milioni di pregresso residuo, liberando la spesa su base annua dalla zavorra dei tagli lineari.


APPROFONDIMENTI

De Luca: obiettivo uscire dal commissariamento entro il 2019

di ELISA FORTE

Stati Generali della Sanità, De Luca: vediamo la svolta in Campania

Piano ospedaliero, ripartono gli investimenti in Irpinia

Nuovi servizi, a Sant’Angelo dei Lombardi un Centro per l’Autismo

di CHRISTIAN MASIELLO


Con questa mossa il Presidente della Campania si prepara alla svolta del suo governo nel 2019, quando potrà integrare con un assessore alla Sanità un esecutivo per il quale il suo partito chiede avvicendamenti politici. Aveva chiesto ai premier Matteo Renzi e Paolo Gentiloni i poteri commissariali per poter chiudere il capitolo decennale del piano di rientro, utilizzando l’intera capacità di programmazione finanziaria del suo governo e, stando a quanto annunciato nella conferenza stampa di ieri mattina, ci riuscirà in meno di un anno dalla nomina del Consiglio dei Ministri, avvenuta il 9 luglio scorso. A prescindere da chi andrà a Palazzo Chigi, l’azzeramento del debito annulla i margini di legge per un ulteriore prorogare dei poteri commissariali. Conta su questo De Luca, che si presenta all’appuntamento forte di uno strumento per governare il diritto alla salute in Campania. Il nuovo Piano Ospedaliero ormai vigente misurerà la performance sul territorio dei manager nominati per un mandato triennale nell’estate del 2016. Giusto a metà del proprio percorso, i direttori generali dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati”, Angelo Percopo, e dell’Azienda Sanitaria, Maria Morgante, saranno giudicati nel 2019 sugli standard dei livelli essenziali di assistenza raggiunti. Se sul piano finanziario, delle infrastrutture e dei rapporti con le rappresentanze di categoria e ministeriali è l’attuale commissario De Luca a garantire il mantenimento degli impegni, sui Lea a livello locale la responsabilità ricade per intero sui direttori. Non a caso, tra le novità annunciate ieri, spiccano i contratti biennali con i privati, questione delicatissima che riguarda direttamente l’efficienza, la qualità e l’economicità del servizio sanitario regionale in ambito territoriale. Quello degli accreditamenti, dei rapporti tra il Ssr e il territorio, rappresenta il cuore dell’azione a cui in particolare l’Asl è chiamata nei prossimi giorni e settimane, per superare incertezze, mettere ordine normalizzando l’offerta globale di prestazioni sanitarie e assistenziali in provincia di Avellino. In settimana i sindaci saranno chiamati ad esprimersi sul bilancio sanitario proprio in una fase nuova, illuminata dalla luce già visibile oltre il tunnel dei poteri straordinari ultradecennali ormai alla fine.

→ L’INTERVISTA. Il Presidente dell’Ordine provinciale dei Medici di Avellino, Sellitto: “Integrare la Sanità è la sfida vera in Irpinia”