Sicurezza agroalimentare, l’Asl Avellino sblocca il Centro Regionale (Cripat)

Il Direttore Generale Maria Morgante ha assegnato il budget 2018-19 al Direttore Tecnico per rendere operativo l'organismo che monitora anche la ristorazione pubblica. Si attiva un programma avviato nel 2017 da Regione Campania, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Università Federico II e le Asl di Napoli (Centro 1) e Avellino

L'Asl di Avellino. Nella foto gli uffici direzionali di via degli Imbimbo nel capoluogo irpino

L’Asl Avellino sblocca il Centro Regionale (Cripat), nato per la sicurezza agroalimentare (dalle produzioni alla ristorazione pubblica e collettiva), su proposta della Commissione di Sanità Pubblica Veterinaria del 4 ottobre 2016. Il «Centro di Riferimento Regionale delle Produzioni Agroalimentari Tradizionali» (Cripat) si è concretizzato grazie alla sinergia tra la Regione Campania e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno con le Asl della Campania (Napoli 1 Centro e Avellino) e l’Università Federico II. Il Centro ha la sua sede presso l’Asl di Avellino, dove è stato attivato nel 2017 (con delibera della Giunta Regionale). Il Cripat opererà per la tutela delle produzioni tradizionali sotto il profilo della sicurezza, quindi della immagine, ma anche della promozione di queste produzioni presso una platea più vasta di pubblico, oltre i limiti di tecnici e specialisti di settore.

Maria Morgante, Direttore Generale dell’Asl di Avellino

UN NUOVO SLANCIO PER IL PROGETTO SULLA SICUREZZA AGROALIMENTARE. Non sembra un caso che il Cripat riprenda slancio in questi giorni di grande apprensione vissuta dall’opinione pubblica, in seguito all’incendio che ha distrutto lo stabilimento industriale ICS di Pianodardine. Soprattutto se si considera l’obiettivo per cui la Giunta della Regione Campania lo ha istituito (il 28 febbraio 2017): svolgere e coordinare attività di controllo, formazione/aggiornamento e ricerca sulle attività di ristorazione e produzione di prodotti agroalimentari tradizionali. Nei giorni scorsi il Direttore Generale dell’Asl di Avellino, Maria Morgante, ha deliberato il finanziamento del Cripat (con un budget biennale 2018-19 pari a 50mila euro), preludio ad un maggiore investimento a partire dal 2020. Il compito del Cripat è duplice: garantire la sicurezza nella ristorazione pubblica e collettiva (a tutela delle «fasce di utenza che necessitano di particolare considerazione come bambini, degenti ospedalieri e di strutture socio-sanitarie, nonché a soggetti con patologie legate all’alimentazione, come la malattia celiaca, malattie metaboliche ecc.); stabilire la sicurezza e promuovere la qualità «dei prodotti agroalimentari tradizionali»: essi «rappresentano un patrimonio enogastronomico regionale da tutelare e valorizzare, incentivandone la produzione nel rispetto dei requisiti igienico sanitari necessari a garantirne gli aspetti di sicurezza alimentare». Il Cripat è affidato alla responsabilità tecnica del dottor Vincenzo D’Amato, Presidente dell’Ordine dei Veterinari di Avellino, cui spetta l’amministrazione del budget a copertura delle attività in affiancamento e a completamento di quelle portate avanti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e dalle Asl.

Il Presidente dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Vito Limone, durante un convegno presso l’Hotel Taverna Capozzi sull’Altopiano del Laceno a Bagnoli Irpino nel marzo del 2017, in occasione del 29esimo Convegno Residenziale sulla Sanità di Prevenzione, organizzato e promosso dall’Istituto in sinergia con l’ordine dei Medici Veterinari di Avellino e la Asl di Avellino. Accanto a lui Vincenzo D’Amato, Presidente dell’Ordine dei Veterinari di Avellino e attualmente presidente del Cripat, Centro per la sicurezza agroalòimentare

UN PROGETTO AMBIZIOSO AVVIATO NEL 2017. Sicurezza agroalimentare e tutela delle produzioni sono esigenze coincidenti. Garanzia di qualità e di affidabilità dei prodotti sono la premessa del successo per le aziende che operano in questo settore. Il Cripat nasce per garantire, per certificare, la affidabilità delle produzioni, promuovendo in questo senso anche le imprese che dell’agroalimentare hanno fatto un patrimonio economico, sociale e occupazionale del territorio. Per questo il Centro di Riferimento Regionale delle Produzioni Agroalimentari Tradizionali (Cripat) guidato dal Direttore Tecnico Vincenzo D’Amato, è stato istituito il 28 febbraio 2017 e reso operativo con sedi presso la Asl Napoli 1 Centro e la Asl di Avellino. Il 29 dicembre 2017 Regione Campania, Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno di Portici, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Asl Napoli 1 Centro e Asl Avellino hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per «l’attivazione ed il funzionamento del Cripat (il documento era stato approvato il 5 dicembre di quell’anno). D’Amato è stato nominato Direttore Tecnico il 18 gennaio 2018 dall’Asl di Avellino, ricevendo la responsabilità per «compiti di gestione tecnica e coordinamento della sede operativa» e «monitoraggio delle attività». Delle somme stanziate per l’attivazione del Centro, 19.500 euro (assegnate con un decreto della Giunta Regionale del 20 luglio 2018) era stato accreditato solo l’acconto pari a 9.500 euro. Considerando che nel marzo scorso il Direttore del Centro ha trasmesso il Piano economico e finanziario relativo alla attività del 2019, l’Asl Avellino ha ritenuto di sbloccare tutte le risorse necessarie a realizzare gli obiettivi programmati dal Cripat e validati dalla UOD Prevenzione e Sanità Pubblica Veterinaria della Regione Campania, destinando complessivamente i fondi messi a disposizione dalla Giunta di Palazzo Santa pari a 19.500 euro per il 2018 e 30.500 per il 2019.

Asl Avellino, la sede di via degli Imbimbo

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