Giorgio Napolitano è morto, Mattarella: la Repubblica perde un protagonista

È scomparso a Roma all'età di 98 anni. Il cordoglio espresso dal Presidente della Repubblica interpretando il sentimento della Nazione

Giorgio Napolitano durante la quarta votazione in aula della Camera per eleggere il nuovo presidente della Repubblica, Roma, 31 gennaio 2015

Il Presidente emerito della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, è morto a Roma all’età di 98 anni. Predecessore di Sergio Mattarella sul Colle più alto, al Quirinale, senatore a vita dal 2015, è stato il primo Capo dello Stato eletto per due mandati consecutivi (dal 2006 al 2015). Primo appartenente al Partito Comunista Italiano ad essere eletto alla prima carica dello Stato, ha conferito l’incarico di Premier a cinque diversi Presidenti: Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi. Nato a Napoli il 29 giugno 1925 da madre piemontese, aveva iniziato il suo percorso politico nel 1945, quando si iscrisse al PCI, Fu eletto deputato alla Camera per la prima volta nel 1945, dove continuò il suo impegno per 43 anni. Tra il 1999 e il 2004 è stato presidente della Commissione affari costituzionali nel Parlamento europeo, a dieci anni dalla sua prima elezione nella assemblea continentale. Al centro del suo impegno politico c’è stato sempre il Mezzogiorno, tema a lui caro fin da studente universitario. La sua tesi di laurea in Economia politica fu dedicata al mancato sviluppo del Meridione dopo l’Unità d’Italia. Nel PCI ricoprì progressivamente incarichi direttivi partendo dal territorio a Caserta e a Napoli, per approdare a ruoli di responsabilità nazionale al vertice delle Commissioni “meridionale del Comitato centrale” e del “Lavoro di massa” del PCI negli anni ’50, prima di entrare nella Direzione Nazionale alla fine del 1962, poi nell’Ufficio Politico. Le sue doti e caratura, ma anche l’appartenenza alla corrente dei miglioristi, lo segnalarono in Europa e negli Usa come un riformista in una sinistra italiana in rapido mutamento negli anni ’70. Non a caso con lo scioglimento del PCI, è stato fortemente impegnato nella costruzione del partito socialdemocratico che il PDS avrebbe voluto essere all’inizio degli anni ’90. Con la sua elezione al Quirinale, Giorgio Napolitano ha scritto le pagine più alte della Istituzione più amata dal Popolo Italiano, salvaguardando il Paese nel decennio più difficile della sua storia repubblicana, tra il 2008 e il 2014. Giorgio Napolitano era Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica (titolo ricevuto nel 1998) e vantava sette lauree honoris causa.


Cordoglio del Presidente Mattarella e dell’intera Nazione per la scomparsa del Presidente emerito Giorgio Napolitano

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Sergio Mattarella e Giogio Napolitano

«Nella vita di Giorgio Napolitano si specchia larga parte della storia della seconda metà del Novecento, con i suoi drammi, la sua complessità, i suoi traguardi, le sue speranze. Dalla frequentazione, negli anni giovanili, dello stimolante ambiente culturale napoletano, all’adesione alla causa antifascista e del movimento comunista, all’impegno per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle classi sociali subalterne, sino poi alla convinta opera europeistica e di rafforzamento dei valori delle democrazie, il presidente Napolitano ha interpretato significative battaglie per lo sviluppo sociale, la pace e il progresso dell’Italia e dell’Europa. Membro del Parlamento Europeo, e Presidente della sua Commissione Affari costituzionali, promosse il rafforzamento delle istituzioni comunitarie per un’Europa sempre più autorevole e unita. Eletto alle più alte magistrature dello Stato, Presidente della Camera dei Deputati, Senatore a vita, Presidente della Repubblica per due mandati, ha interpretato con fedeltà alla Costituzione e acuta intelligenza il ruolo di garante dei valori della nostra comunità, con sentita attenzione alle istanze di rinnovamento presenti nella società. Votato alla causa dei lavoratori, inesauribile fu la sua azione per combattere la spirale delle morti sul lavoro. La sua morte mi addolora profondamente e, mentre esprimo alla sua memoria i sentimenti più intensi di gratitudine della Repubblica, rivolgo ai familiari il cordoglio dell’intera nazione».


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