Elezioni provinciali ad Avellino, Buonopane eletto presidente. I dati

IL CANDIDATO DI PD, M5S, PROGRESSISTI E MASTELLIANI HA SCONFITTO DI POCO ANGELANTONIO D'AGOSTINO: 50,05% CONTRO 49,95%. ELETTI IL NUOVO CONSIGLIO: LA COMPOSIZIONE. Sabato sera si sono concluse alle 20 le operazioni di voto. Affluenza oltre il 94%. Alla consultazione hanno votato solo gli amministratori locali

Elezioni provinciali ad Avellino il 18 dicembre, sia tra i sindaci di Montefalcione Angelantonio D'Agostino e di Montella Rizieri Buonopane

Le elezioni provinciali ad Avellino si concludono con la elezione di Rino Buonopane, nuovo presidente dell’ente di area vasta, dopo Domenico Gambacorta e Domenico Biancardi. Il Sindaco di Montella ha ottenuto il 50,05% dei voti ponderati (moltiplicando le preferenze con l’indice di ponderazione) contro il 49,95% dell’avversario, il Sindaco di Montefalcione Angelo Antonio D’Agostino, a cui non sono bastati i 3 voti in più di Avellino per ribaltare l’andamento della consultazione nelle altre fasce demografiche. Iniziate alle ore 8, sono terminate le operazioni di scrutinio per le elezioni provinciali ad Avellino. Sono stati eletti consiglieri provinciali Fausto Picone, Domenico Biancardi, Franco Di Cecilia, Girolamo Giaquinto, Pino Graziano (Proposta Civica per l’Irpinia); Costantino Giordano, Caterina Lengua, Laura Cervinaro, Luigi D’Angelis (Partito Democratico). Marino Sarno, Diego Guerriero (Davvero); Francesco Mazzariello (Irpinia Protagonista). Alla consultazione hanno partecipato solo gli amministratori locali, chiamati a rinnovare il presidente e il consiglio dell’ente di area vasta. Il nuovo presidente della Provincia, Rino Buonopane, sostenuto Partito Democratico con l’apporto, tra gli altri, di Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Noi Campani di Clemente Mastella, è stato eletto per un mandato quadriennale. Assomma in sostanza tutti i poteri e le prerogative dell’amministrazione, in base alla riforma del 2014. Lo sconfitto è stato candidato dai Italia Viva con il supporto di una parte della maggioranza consiliare al Comune di Avellino e altre forze, da Più Europa ad Azione. Di seguito i dati e il riepilogo del nuovo consiglio provinciale.


Dati complessivi
  • RIZIERI BUONOPANE 50,05% 47.980 voti ponderati | ELETTO presidente

  • ANGELO ANTONIO D’AGOSTINO 49,95% – 47.888 voti ponderati

Dati per fascia
  • Comuni fino a 3mila abitanti (A): Buonopane 356 preferenze; D’Agostino 402
  • Comuni tra tra 3mila e 5mila (B): Buonopane 152 preferenze; D’Agostino 146
  • Comuni tra 5mila e 10mila (C): Buonopane 61 preferenze; D’Agostino 66
  • Comuni tra 10mila e 30mila (D): Buonopane 58 preferenze; D’Agostino 44
  • Comuni oltre 50mila (E): Buonopane 15 preferenze; D’Agostino 18

Il nuovo Consiglio

Sono stati eletti i nuovi 12 consiglieri provinciali con mandato biennale, mentre il presidente resta in carica per quattro anni. Ecco la composizione del Consiglio.

  • Proposta Civica per l’Irpinia | 5 consiglieri: Fausto Picone, Domenico Biancardi, Franco Di Cecilia, Girolamo Giaquinto Pino Graziano
  • Partito Democratico | 4 consiglieri: Costantino Giordano, Caterina Lengua, Laura Cervinaro Luigi D’Angelis
  • Davvero | 2 consiglieri: Marino Sarno Diego Guerriero
  • Irpinia Protagonista | 1 consigliere: Francesco Mazzariello
  • Laboratorio Irpinia | 0 consiglieri
La facciata di Palazzo Caracciolo, sede della della Provincia

IL VOTO IN UN SOLO GIORNO SABATO. AFFLUENZA IN LINEA CON LE ELEZIONI PRECEDENTI. Le operazioni di voto si sono svolte ieri,18 dicembre, dalle ore 08:00 alle ore 20:00, nel seggio costituito presso la sede di Palazzo Caracciolo, in Piazza Libertà ad Avellino. Il dato dell’affluenza è sostanzialmente in linea con quelli precedenti, di poco superiore al 2018, appena inferiore al 2014. Ha votato il 94,69% degli aventi diritto. Guardando al parziale per fascia demografica, si è raggiunto il 100% nei Comuni più grandi, quelli da 10mila abitanti in su (fasce D ed E, quest’ultima riguardante solo Avellino). Nelle altre, la partecipazione dei Comuni fino a 3mila abitanti (A) si è fermata al 92,1%, quella tra 3mila e 5mila (B) a 97,76%, quindi tra 5mila e 10mila (C) a 98,46%; di seguito le liste con le candidature.


Le liste
  • Irpinia Protagonista: Romualdo Meola, Maria Vivolo, Costantino Preziosi, Letizia Cecere, Alberto Manganiello, Filomena Catalano, Francesco Mazzariello.
  • Laboratorio Irpinia: Noemi Aurisicchio, Giovanni Cardillo, Carmen Galluccio, Francesco Iandolo, Attilio Iannuzzo, Giuseppe Pedoto, Ferdinando Picariello, Rossella Simoniello.
  • Proposta Civica per l’Irpinia: Domenico Biancardi, Roberto Cardinale, Matilde Chirichiello, Franco Di Cecilia, Girolamo Giaquinto, Domenica Giuliani, Marisa Graziano, Giuseppe (detto Pino) Graziano, Stefania Merolla, Antonio Olivieri, Rosalia Passaro, Fausto Picone.
  • Davvero Avellino: Giovanni Contardi, Vittorio D’Alessio, Giovanna Ferullo, Diego Guerriero, Maria Iride Ianniciello, Giuseppe Ragucci, Marino Sarno, Flavia Serrone, Sandra Siniscalchi, Luigi Tenneriello, Luigi Urciuoli, Marianna Morante.
  • Partito Democratico: Luigi D’Angelis, Caterina Lengua, Rosa Anna Maria Repole, Vincenzo Bruno, Laura Cervinaro, Raffaella Rita D’Ambrosio, Yuri Gioino, Costantino Giordano, Mirko Iorillo, Lorenzo Manganese, Paolo Normanno, Annamaria Oliviero.

Il manifesto elettorale della Privincia di Avellino con le 5 liste in corsa per eleggere 12 consiglieri

VOTO PONDERATO. I Comuni della provincia di Avellino sono divisi in fasce demografiche. La somma di tutte le fasce costituisce il totale della popolazione della provincia. Per ciascuna fascia demografica si calcola il valore percentuale del rapporto fra la popolazione della fascia e la popolazione dell’intera provincia (sino alla terza cifra decimale). I voti raccolti da ciascun candidato si moltiplicano per l’indice di ponderazione, ottenendo i voti della fascia demografica corrispondente.


I decreti

LA PROVINCIA DAL 2014 È UN ENTE DI SECONDO LIVELLO: ELEZIONE È A SUFFRAGIO RISTRETTO. Dal 2014 il consiglio provinciale e il presidente vengono eletti a suffragio ristretto in base alla legge 7 aprile 2014, n. 56. Le province nelle regioni ordinarie sono enti amministrativi di secondo livello. Non c’è più la giunta provinciale. Le deleghe di governo sono ripartite all’interno del consiglio provinciale, mentre i poteri sono in capo al presidente. L’Assemblea dei sindaci delibera il bilancio ed eventuali modifiche statutarie.


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