Emergenza lavoro in Irpinia, Cgil: serve una visione per investire

«PER USCIRE DALLA CRISI FONDAMENTALE NON DISPERDERE I FONDI PUBBLICI IN TANTI PICCOLI PROGETTI». Il segretario generale della Cgil di Avellino, Franco Fiordellisi, traccia un quadro a tinte molto fosche della situazione sociale ed economica ad un anno dall'inizio della pandemia

L’analisi dell’Istat a livello nazionale fotografa l’emergenza lavoro in Irpinia. Il segretario generale della Cgil di Avellino, Franco Fiordellisi, traccia un quadro a tinte molto fosche della situazione sociale ed economica ad un anno dall’inizio della pandemia. «L’Irpinia esce dalla crisi solo investendo in servizi materiali e immateriali con obiettivi definiti e specifici per la ripresa», scrive in una nota. E avverte: «I fondi destinati all’Italia con i programmi Sure, Next Generation UE, React e risorse nazionali, sono un’enorme mole di risorse da non disperdere in tanti piccoli progetti». Di seguito il suo intervento, che costituisce un appello alle forze politiche, economiche e sociali, a trovare coesione di intenti e, soprattutto, nella individuazione di un progetto.


Emergenza lavoro in Irpinia, Irpinia fuori dalla crisi investendo su servizi materiali e immateriali

di Franco Fiordellisi | Segretario generale della Cgil di Avellino

Franco Fiordellisi, segretario della Cgil di Avellino

Questa crisi non va “sprecata”: è necessaria un’azione decisa per ottenere investimenti in servizi materiali e immateriali. È possibile: bisogna fare presto. Da dicembre 2019 abbiamo perso, come sistema Italia, 444mila occupati con una fortissima impennata di inattivi molti dei quali scoraggiati dalla difficile ricerca di un lavoro. La pandemia ha colpito con forza maggiore tutte le fasce più deboli della società. I giovani e le donne sono sempre le due categorie di popolazione che continuano a subire, più delle altre, le varie crisi.

«IL RAPPORTO ISTAT AD AVELLINO: 47MILA DISOCCUPATI E 20MILA GIOVANI CHE NON CERCANO UN’OCCUPAZIONE». L’Irpinia in questa analisi dell’Istat a livello nazionale ha i seguenti numeri: con i suoi circa 416.000 residenti, 69.000 giovani tra 0 e18 anni; 151000 attivi; di cui 33000 autonomi/indipendenti; su 319000 potenziali attivi; disoccupati 47000; 82000 pensionati; di cui 12.500 over 75enni; reddito pro capite 15.733/00 €; occupazione femminile al 29% e maschile al 52,5%. Mentre i disoccupati e Neet, ovvero giovani tra i 16 e 32 anni sono poco meno di 20.000, che non trovano lavoro e non hanno in essere azioni di formazione o di ricerca attiva. Per cui la crisi di governo deve essere velocemente risolta, per dare risposte chiare sulla pandemia, vaccini e tracciamento, ma anche il tempo, che serve per i Piani di recupero e resilienza, diventa sempre più breve per una seria analisi e governance reale, anzi proprio dall’Irpinia, aree interne, come Cgil e sindacato unitario spingiamo per recuperare il tempo perso in questi mesi. Le nostre proposte mirano ad avviare azioni per un lavoro dignitoso, perché affrontare il tema del lavoro, insieme ai servizi pubblici, chiudendo i cantieri per le infrastrutture avviati da anni, è fondamentale per rilanciare gli investimenti pubblici e privati, anche nella ricerca per prodotti manifatturiero tendenti ad impatto climatico zero.

«PER USCIRE DALLA CRISI FONDAMENTALE NON DISPERDERE I FONDI PUBBLICI IN TANTI PICCOLI PROGETTI». Definire una forte rete di azioni sulle politiche attive a partire dalla formazione continua, all’individuazione delle nuove competenze su digitale e automazione. Con questo sistema possiamo ridurre il divario occupazionale di genere e di età. I fondi destinati all’Italia con i programmi Sure, Next Generation UE, React e risorse nazionali, sono un’enorme mole di risorse da non disperdere in tanti piccoli progetti, ma in progetti di prospettiva, con obiettivi definiti e specifici per la ripresa.


LEGGI ANCHE:

Recovery plan per il sociale, piano del Consorzio A5 Atripalda

Strutture tecniche per i Comuni dallo Stato, Capozza: un aiuto ai Sindaci sul Recovery plan

Recovery Fund in Campania, Bonavitacola: sindaci e territori saranno protagonisti

L’industria irpina non ha spazio per crescere, De Vizia: “Mancano lotti per nuovi investimenti”

 

 

ARTICOLI CORRELATI