Guerino Gazzella: aprire la vertenza idrica con la Puglia

Il candidato arianese di ‘Noi Campani con De Luca’ rilancia la necessità di rinegoziare i rapporti tra la provincia di Avellino e l'Acquedotto Pugliese di Bari, stabilendo una tariffa sul trasferimento idrico

«In Irpinia, il vero tesoro è l’acqua. Abbiamo sorgenti, fonti, bacini di acqua che nessuna altra regione del sud ha», afferma in una nota il candidato alle regionali per Noi Campani con De LucaGuerino Gazzella. «La riserva più considerevole – spiega – è quella dei Monti Picentini con i fiumi Calore, Ofanto e il Sele, che hanno portate continue e abbondanti. Eppure ogni estate tutti (o quasi) i comuni della provincia di Avellino restano senza acqua. Perché?Voglio partire da un dato storico: era il 24 aprile 1915 quando l’acquedotto delle Puglie iniziò a funzionare. Un investimento notevole per l’epoca di 120 mila lire grazie al quale le acque del Sele iniziarono a sgorgare della fontana di Piazza Umberto I a Bari».

Guerino Gazzella

Per il candidato di ‘Noi Campani con De Luca’ occorre intervenire nei rapporti tra Irpinia e Puglia. «Ad oggi da Caposele la Puglia prende 6000 litri d’acqua al secondo ai quali si aggiungono oltre mille litri provenienti dalle sorgenti di Cassano e Montella; e ancora altri mille derivanti da Conza. Insomma, circa 8500 litri d’acqua al secondo complessivamente, che vanno ad alimentare le utenze e ad irrigare parte delle coltivazioni pugliesi». In questo quadro, fuori «da ogni questione di campanile o demagogia», spiega, «si tratta di cambiare le carte in tavola e affrontare seriamente il tema per risolverlo una volta per tutte. Ecco perché ritengo che sia necessario costituire un comitato per regolare i rapporti tra Irpinia e Puglia. Nella proposta dovranno essere riscritti i punti dell’intesa, bisognerà rinegoziare con i pugliesi anche alla luce del potabilizzatore di Conza e della galleria Pavoncelli bis». Per Gazzella «c’è poi l’aspetto economico: se si volesse moltiplicare il quantitativo di acqua utilizzato dalla Puglia (180 mln mc) per 20 centesimi – prezzo al di sotto di quello fissato per la vendita all’ingrosso – il risultato sarebbe di 36 milioni di euro all’anno. Somma congrua considerando che finora l’Irpinia ci ha solo rimesso», conclude il candidato per ‘Noi Campani’ Guerino Gazzella.


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