Automotive dell’Irpinia è ripartito, Fismic: la cassa integrazione no

Il segretario Zaolino lamenta ritardi per l'assegno ai dipendenti delle PMI. Produzione da oggi presso Industria Italiana Autobus, Denso, Sirpress, con la Fca a breve e la Ema al lavoro già dal 14 aprile

Mentre l’Automotive dell’Irpinia è ripartito, in gran parte da oggi, il pagamento della cassa integrazione è in ritardo, segnala il segretario della Fismic-Confsal, Giuseppe Zaolino. «In provincia di Avellino riparte oggi l’automotive, settore trainante dell’economia Irpina», fa sapere Zaolino, segnalando la avvenuta ripresa, elencando alcuni degli stabilimenti maggiori. «Riaperta la Denso di Pianodardine con un piano anti contagio d’eccellenza», ma anche la Industria Italiana Autobus, che ha avuto il via libera dal consiglio di fabbrica di procedere a nuove assunzioni di giovani, preservando gli over 60 in Cigo, in attesa del rientro».

Lo stabilimento della Sirpress (Gruppo Sira – Bologna) nell’area industriale di Nusco (Avellino)

Mentre «la Ema di Morra de Sanctis lavora già dal 14 aprile con un protocollo pilota concordato in video conferenza con la Prefettura», a Nusco «Sirpress vanta importanti commesse con i tedeschi di Mercedes e Audi», forte di «piani di sviluppo in prospettiva». Non è ancora ripartita la Fca di Pratola Serra, che «si prepara al rientro a breve, vista la riapertura di Mirafiori e di altri grandi stabilimenti italiani».

Giuseppe Zaolino, Segretario della Fismic di Avellino

I LAVORATORI DELLE PICCOLE AZIENDE ATTENDONO L’ASSEGNO DELLA ‘CASSA’. Mentre nell’automotive dell’Irpinia la situazione è in linea con le attese, non è così per una parte importante del comparto industriale locale. «I lavoratori delle grandi fabbriche hanno avuto l’anticipazione della cassa integrazione e questo ha mitigato gli effetti della chiusura forzata da covid-19, mentre tutto il mondo delle piccole e piccolissime aziende, non avendo liquidità, hanno chiesto il pagamento diretto all’Inps e questo ha generato il problema della lunga attesa», osserva il Segretario Generale della Fismic/Confsal Giuseppe Zaolino. «Sono due mesi che a migliaia di lavoratori manca il minimo vitale. Sono stati lasciati soli dallo Stato e finiti nella morsa della burocrazia». Zaolino ricorda che «all’inizio della pandemia avevamo lanciato l’allarme del rischio delle lunghe attese. Troppi annunci e pochi risultati. La rabbia di questi lavoratori si farà sentire nei prossimi giorni se non si procederà rapidamente a risolvere questo problema».

Il logo dell’Inps

L’INPS: PAGAMENTI ENTRO APRILE PER TUTTI GLI AVENTI DIRITTO. Mentre il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, si è scusato durante la conferenza stampa per i ritardi sul pagamento della Cassa Integrazione ordinaria e in deroga, l’Inps ha annunciato che quanto spetta sarà pagato entro la fine di aprile, quindi entro questa settimana. Conte ha ricordato che «stiamo parlando di 11 milioni di prestazioni assistenziali», cioé «una mole di domande che viene trattata dall’Inps in cinque anni e invece è stata in parte evasa in un mese». Oggi l’Istituto ha fornito i dati al 24 aprile su Cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario, richieste di pagamento SR41 e Cassa integrazione in deroga. I beneficiari complessivi di Cassa integrazione ordinaria e Assegno ordinario, al 24 aprile 2020, sono 7.350.357. Dei relativi benefici, 4.711.639 sono già stati anticipati dalle aziende con conguaglio INPS, e 2.638.718 sono a pagamento diretto, in corso di pagamento. (Vedi informativa del 27 aprile 2020 diffusa dall’Inps)


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