Il Vicepresidente della Giunta Regionale della Campania interviene alla riunione dell'Eic ad Avellino

Il prossimo 27 marzo a Roma la Regione Campania proverà a raggiungere una intesa bilaterale con la Puglia per la ridefinizione degli accordi sulle sorgenti di Caposele e Cassano, sulla gestione della galleria di valico Pavoncelli bis, sugli invasi di Conza della Campania e Monteverde. Lo ha annunciato ad Avellino il Vicepresidente della Giunta regionale della Campania, Fulvio Bonavitacola, intervenendo ai lavori dell’Ente Idrico Campano, riunito con i rappresentanti del Distretto Calore Irpino, presenti il Presidente Luca Mascolo e il Direttore Generale Vincenzo Bongiorno.

Nella Capitale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si metteranno sul tappeto innanzitutto le regole. La Campania intende garantirsi il controllo dell’effettivo transito delle acque attraverso la nuova galleria, considerando la penuria determinata dai mutamenti climatici, ma anche dalla riduzione delle falde registrata negli ultimi vent’anni per ragioni naturali e non. Non secondario sarà l’aspetto che riguarda invece il riequilibro delle fonti e delle quote. All’interno di questa partita anche il destino di Caposele, che sta conducendo una battaglia per rinegoziare i propri diritti riconosciuti da un regio decreto d’inizio secolo scorso, ceduti nel 2012 in base ad una convenzione oggi oggetto di revisione.

La Campania punta ad assicurare alla Puglia l’acqua necessaria, ma contemperando i diritti dei cittadini irpini, salernitani e campani. Se non si arriverà ad una intesa bilaterale bonaria, la Campania aprirà una vertenza nazionale nelle sedi dell’autorità meridionale.

Vincenzo Belgiorno, Direttore dell’Ente Idrico Campano. È Professore ordinario di Ingegneria sanitaria-ambientale svolge attività di ricerca scientifica nei settori del trattamento delle acque reflue, dello smaltimento dei rifiuti solidi e della valutazione di impatto ambientale

Bonavitacola ha indicato la cornice politica nella quale si inseriranno i nuovi accordi interregionali del Mezzogiorno, con riferimento all’asse Napoli-Avellino-Bari, mentre il Direttore Generale dell’Eic Bongiorno ha fatto il punto sulla costruzione dell’ambito unico della Campania, con la suddivisione in distretti, preludio alla riorganizzazione della gestione idrica nei diversi ambiti, a partire dalla individuazione di una tariffa omogenea fino all’affidamento del servizio idrico integrato.

In platea c’era non a caso l’Amministratore unico dell’Alto Calore Servizi Michelangelo Ciarcia, che ha rassicurato a margine della riunione i vertici regionali presenti sulla situazione patrimoniale, finanziaria e operativa della società attualmente titolare de servizio idrico in Irpinia e Sannio, seppur a titolo provvisorio.

La sede dell’Alto Calore Servizi in corso Europa ad Avellino. Il particolare degli uffici di presidenza

ALTO CALORE, VIA AL PRESTITO DA 50 MILIONI CON CDP. Ciarcia ha informato Bonavitacola e Bongiorno che il lavoro di riassetto e revisione della spesa è stato completato e che dai nuovi numeri del bilancio emerge la possibilità di contrarre il mutuo da 50 milioni di euro che permetterà di non privatizzare la società. Il numero uno dell’Acs di corso Europa ha quindi confermato che nelle prossime ore, ha dato come scadenza la giornata di lunedì, saranno trasmesse ai Ministeri competenti, quindi alla Regione Campania, all’Eic e alla Provincia di Avellino, le documentazioni richieste attestanti la solidità dei conti, conseguita attraverso il combinato disposto dei prepensionamenti, della lotta all’abusivismo e all’evasione, ma anche del taglio degli oneri manutentivi, contemplando i benefici che il piano di interventi sulle reti consentirà.

La platea istituzionale presente ad Avellino ala riunione dell’Ente Idrico Campano presso il Circolo della Stampa. Tra i presenti, l’amministratore dell’Alto Calore Michelangelo Ciarcia, il Sindaco di Solofra Michele Vignola e l’ex Commissario dell’alto, Giovanni Colucci

RISTRUTTURAZIONE DELLE RETI, CONFERMATI I 60 MILIONI, ORA I CANTIERI IDRICI: NEL 2019:  20 MILIONI DA SPENDERE SUBITO. A questo proposito Fulvio Bonavitacola ha confermato l’impegno a favore del plafond da 60 milioni in tre anni, destinati a ridurre in maniera decisiva sulle perdite idriche attuali, stimate in oltre il 50 per cento dell’acqua canalizzata nell’acquedotto irpino sannita. «La Regione Campania è pronta a trasferire ai Comuni e al territorio gli interventi per contrastare la dispersione idrica, intervenendo sulla quota di reti e impianti stabiliti nel piano elaborato nel 2017 dall’ex Ato Calore Irpino, oggi Distretto del Calore Irpino, parte dell’Ente Idrico Campano», ha spiegato. I benefici di questo piano andranno all’utenza da un lato, All’Alto Calore Servizi dall’altro. Nel primo caso, l’obiettivo è scongiurare nuove crisi nella distribuzione idrica soprattutto d’estate, quando la penuria causata dalla siccità degli ultimi anni si è fatta sentire proprio a causa dell’alta dispersione idrica. Attualmente arriva nelle case il 55 per cento dell’acqua prelevata alla fonte. Nel secondo caso, intervenire sulle reti obsolete a più alta inefficienza, individuate dall’ex Ato come la parte più critica dell’acquedotto irpino sannita, comporterà risparmi notevoli, quindi riduzione della spesa innanzitutto per due voci: gli oneri manutentivi e il costo dell’energia, visto che in questo caso riducendo la dispersione si dovrà emungere minore risorsa da immettere nel sistema.


LEGGI ANCHE:

Acqua, Bonavitacola: subito tavolo con la Puglia su sorgenti irpine, investimenti e ristori

 

 

ARTICOLI CORRELATI