Da Napoli all’Asl Avellino per le cure domiciliari, «così il mio bimbo ha ritrovato il sorriso»

L'Associazione Nazionale Cooperative Sociali di Avellino ha deciso di rendere nota una testimonianza positiva sul livello di soddisfazione «manifestata dalla famiglia di un piccolissimo utente dei servizi di cura domiciliare erogati dall’Asl in Irpinia, tramite la struttura mutualistica che gestisce l’assistenza»

Da Napoli all’Asl Avellino per le cure domiciliari, «così il mio bimbo ha ritrovato il sorriso».

Sono le parole di una madre, che vive il dramma di suo figlio Salvatore, afflitto fin dai primi mesi di vita da una grave patologia renale. Attraverso l’Ancos, Associazione Nazionale Cooperative Sociali, «ha deciso di rendere nota una testimonianza positiva» per esprimere pubblicamente la propria soddisfazione per la qualità dei servizi domiciliari trovati in Irpinia.

Si tratta di una delle tante storie di buona sanità che si potrebbero raccontare, notizie che «possono contribuire a migliorare la società, offrendoci una percezione ed una prospettiva diversa della realtà, anche se purtroppo trovano sempre troppo poco spazio», scrivono dall’Ancos. «Proprio per questa ragione, l’Associazione Nazionale Cooperative Sociali di Avellino ha deciso di rendere nota una testimonianza positiva sul livello di soddisfazione manifestata dalla famiglia di un piccolissimo utente dei servizi di cura domiciliare erogati dall’Asl in Irpinia, tramite la struttura mutualistica che gestisce l’assistenza», si legge nella nota. «L’idea di rendere pubblica la testimonianza ci è stata proposta proprio dalla diretta interessata, la signora Clara A. che ha avuto necessità di richiedere interventi di cure domiciliari per il figlioletto di un anno».

L’Asl Avellino di via degli Imbimbo, nel centro del capoluogo

LA VICENDA DELLA SIGNORA CLARA E DEL SUO BAMBINO. La signora ricorda che «aveva solo quattro mesi, quando abbiamo scoperto che era affetto da sarcoma cellulare ad un rene». A quel punto «i medici della struttura ospedaliera di Napoli presso la quale era in trattamento hanno attivato la richiesta di assistenza domiciliare, dicendomi che ad Avellino c’era il miglior servizio erogato in Campania, ormai un modello per il resto della regione. Oggi posso confermare che è proprio vero». La signora Clara entra nel dettaglio. «Non ho trovato soltanto operatori disponibili e professionali, ma anche una sincera comprensione per la difficile e delicata situazione che io e mio marito ci siamo improvvisamente trovati a dover gestire, pure sotto il profilo psicologico, da quando abbiamo appreso della malattia del nostro bambino».

L’IMPORTANZA DEL RAPPORTO UMANO. La madre del piccolo paziente sottolinea soprattutto l’umanità dell’assistenza prestata. «Francesco, l’infermiere che segue Salvatore, è ormai un riferimento per la nostra famiglia. Non si limita semplicemente ad effettuare le medicazioni programmate, tre volte la settimana, ed i prelievi per gli accertamenti clinici richiesti, ma è pronto ad intervenire anche quando lo chiamiamo senza preavviso, perché semmai il bambino ha la febbre e quindi diventa necessario o comunque per noi tranquillizzante un ulteriore supporto». Per la signora Clara, in definitiva, le cure domiciliari offerte ad Avellino hanno nell’umanità del rapporto tra paziente e struttura assistenziale il valore aggiunto. «Abbiamo trovato non solo competenza e puntualità, ma anche tanta umanità. È per questo che ho avvertito l’esigenza di dirlo. Quando un servizio pubblico non funziona facciamo bene a chiedere a chi di dovere di intervenire per migliorarlo. Ma se, invece, è efficiente e viene svolto con passione è giusto che i cittadini manifestino il proprio apprezzamento».


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