Gli uffici della Regione Campania ad Avellino

Sindaci e Asi decidono oggi sulla Fonderia di piombo ad Avellino. Oggi i Comuni di Avellino e della Valle del Sabato, unitamente all’Asi dovranno esprimere il proprio parere nella conferenza dei servizi chiamata a valutare il progetto.

In particolare, si discuterà dell’insediamento di un impianto per il trattamento di rifiuti che contempla la fusione, tra l’altro, di metalli, come il rame, il bronzo e l’ottone, con lo smaltimento e la gestione di circa 10 tonnellate al giorno di materiali», scrivono in una nota gli attivisti della Federazione irpina di Sinistra Italiana, che ha aderito alla manifestazione di protesta promossa sabato scorso ad Avellino.

Valentino Tropeano, sindaco di Montefredane e presidente dell’ente d’ambito irpino per i rifiuti

SINDACI UNITI CONTRO L’IMPIANTO, CONFERENZA DEI SERVIZI DECISIVA. Diranno no alla fonderia e all’impianto di riciclaggio di pallini di piombo proposto ad Avellino i Sindaci dei Comuni confinanti con Pianodardine, ha fatto sapere nei giorni scorsi Valentino Tropeano, che sta seguendo la vicenda come Sindaco di Montefredane e non come Presidente dell’Ato Rifiuti, come spiega. All’esame della Conferenza la richiesta protocollata al Comune di Avellino il 23 maggio scorso, inerente la realizzazione ad Avellino, tra Borgo Ferrovia e Pianodardine, di un «impianto per riciclare pallini di piombo e per la gestione di rifiuti pericolosi», avevano rivelato alcuni giorni fa in una nota congiunta alcuni cittadini residenti nella zona oggetto dell’intervento e l’ex consigliere comunale Alberto Bilotta, affiancati nel contrasto all’ipotesi dell’impianto dal parroco don Luigi Di Blasi. Nella zona l’impianto viene definito una fonderia, perchè «nella relazione di accompagnamento è scritto addirittura che è previsto ‘l’acquisto e l’installazione di un forno di fusione’ da installare su un’area del nucleo industriale di Pianodardine». Nella lettera scritta per essere indirizzata agli organi di informazione ma soprattutto al Procuratore della Repubblica Rosario Cantelmo, i cittadini hanno sottolineato che «la fusione oltre al piombo interessa anche altri metalli, quali rame, bronzo e ottone». Per questo, lo considerano «un impianto pericolosissimo e fortemente inquinante».

IN ATTESA DECINE DI MIGLIAIA DI RESIDENTI A BORGO FERROVIA E NELLA CONURBAZIONE ORIENTALE DI AVELLINO. Interessati al progetto e alle sue ricadute sono i cittadini avellinesi, ma anche chi risiede nelle aree urbane e rurali prossime a Pianodardine: Atripalda, Manocalzati, Aiello del Sabato, Pratola Serra, Prata, Grottolella, Altavilla, Montefalcione, Monteforte Irpino. Fino ad ora risulta che nessun ente abbia rilasciato autorizzazioni per questo impianto, nemmeno l’Asi. Lo stesso Consorzio sarebbe contrario, per l’impatto che avrebbe in un’area che oggi punta a rigenerare la sua immagine, liberandosi dell’amianto dell’ex Isochimica, mentre punta con la Zona Economica Speciale a rilanciare l’area industriale come polo logistico retroportuale.

Nadia Arace, capogruppo di ‘Si può’ durante la discussione di un ordine del giorno per il risanamento delle aree di Pianodardine e Borgo Ferrovia

SI PUÒ SI RIVOLGE AL COMMISSARIO PREFETTIZIO DI AVELLINO, PRIOLO: IL CONSIGLIO COMUNALE HA DETTO NO ALL’UNANIMITÀ A IPOTESI COME QUESTA. «l’Associazione ‘Si Può’ conferma la netta contrarietà a qualunque intervento sull’area avente ad oggetto nuovi impianti che trattano rifiuti pericolosi per la salute dei cittadini e che compromettono ulteriormente l’integrità ambientale di un’area già satura’, scrive l’Associazione ‘Si può’ in una nota. “Ribadendo la necessità di mettere in campo, al contrario, politiche complessive di risanamento ambientale attraverso la bonifica e la riconversione sostenibile di Pianodardine e dell’area della Valle del Sabato, Si Può chiede al Commissario Priolo di dare seguito alla volontà unanime del Consiglio comunale del capoluogo che, con delibera n.18/2017, ha approvato la mozione presentata dal nostro gruppo consiliare”. Il testo deliberato, si spiega, “nel richiamare il Comune a svolgere un ruolo centrale nelle politiche ambientali ricadenti non solo su Pianodardine, ma su dimensione di area vasta, pone un argine importante all’aggressione costante del nostro territorio e alle ricadute in termini di morbosità e mortalità che si registrano, purtroppo, in misura crescente in Irpinia”.


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