Lioni Grottaminarda, scattano i licenziamenti. Di Cicilia: appello al Prefetto

DOPO QUASI TRE SETTIMANE SENZA COMMISSARIO AD ACTA SI VA ALLO SMANTELLAMENTO DEI CANTIERI. Le imprese appaltatrici attenderanno ancora pochi giorni per mettere in atto le procedure, prima della chiusura anticipata dei contratti di lavoro con le maestranze. Sindaci disperati tentano l'ultima carta

La grave incertezza politica e amministrativa che si è abbattuta sul cantiere della Lioni- Grottaminarda ha causato una brusca frenata delle imprese che lavorano in sub appalto al cantiere, una decina in tutto. A tre settimane dalla chiusura dell’Unità di Missione del Commissario ad acta Filippo D’Ambrosio, si infittisce il clima di sfiducia generale delle maestranze coinvolte dall’opera pubblica e anche dei sindaci interessati dal tracciato, che in questo momento sono in prima linea per cercare risposte in tutte le sedi istituzionali.

Stefania Di Sicilia, Sindaco di Villamaina dal 2012, attualmente al secondo mandato

Alla luce delle dichiarazioni dell’ex commissario D’Ambrosio rese a Nuova Irpinia sulla sua personale preoccupazione per il congelamento dei lavori e del cantiere, la presidente dell’Unione dei Comuni Terre dell’Ufita Stefania Di Cicilia- sentiti tutti i sindaci- scrive una lettera al Prefetto di Avellino Maria Tirone per chiedere la convocazione urgente di un tavolo tecnico negli uffici di Corso Vittorio Emanuele. “La situazione che si sta creando genera non poche difficoltà soprattutto alle imprese, che nell’incertezza sono costrette a licenziare i dipendenti e a dichiarare fallimento” tuona Di Cicilia dal Palazzo di Città di Villamaina. “Ho scritto al Prefetto di Avellino a nome dei sindaci dell’Unione dei Comuni, ma anche dei comuni di Sant’Angelo dei Lombardi, Torella, Guardia Rocca San Felice e Lioni. Chiediamo che in Prefettura si prenda coscienza della grave situazione in cui versa il territorio e che si costituisca un tavolo tecnico ad horas per attivare tutti i canali utili a ottenere un incontro con il Ministro Toninelli”.

Collaudo ponte Lioni – Grottaminarda (località Carpignano). Immagine pubblicata da Castellano Costruzioni SpA

Il congelamento del cantiere determinato dalla chiusura della stazione appaltante ha seminato il panico fra i titolari delle imprese che hanno ottenuto il sub-appalto. Si susseguono infatti anche le riunioni dei titolari, esasperati dal mancato trasferimento dei pagamenti da parte del consorzio titolare dell’appalto. Un cane che si morde la coda insomma. In assenza di una cabina di regia, l’effetto domino di chiusura colpisce tutti gli anelli della catena produttiva costruita intorno all’opera, con ripercussioni generali sull’economia locale. “Se le imprese licenziano gli operai e dichiarano fallimento, la Regione Campania- nel caso riesca a ottenere la titolarità dell’opera- il Consorzio non avrebbe più il suo braccio armato sul territorio” puntualizza.

Stando alle affermazioni della presidente dell’Unione dei Comuni infatti, in queste ore cresce la consapevolezza di dover trovare una strada alternativa a quella della struttura commissariale. Se fino a qualche giorno fa aleggiava ancora la speranza di un passo indietro da parte del Governo e la concessione della proroga all’ingegnere D’Ambrosio, oggi gli amministratori guardano al Piano B illustrato dal presidente regionale della Commissione Lavori Pubblici Luca Cascone.

Grottaminarda – Da sinistra Luigi Famiglietti (parlamentare scorsa legislatura), il Commissario ad Acta Filippo D’Ambrosio, il sindaco di Villamaina Stefania Di Cicilia, Luca Cascone (IV Commissione regionale Trasporti), Angelo Cobino, sindaco di Grottaminarda e il consigliere regionale Francesco Todisco.

“La Regione non ha ottenuto nessuna risposta da parte del Goveno rispetto alle richieste di trasferimento della titolarità, nè il Ministero ha fatto sapere se intende prorogare o meno la struttura e impedire uno sperpero di denaro di pubblico di tutti i contribuenti italiani” continua. “Siamo allo stallo totale e non possiamo accettarlo. Le imprese rischiano il fallimento e ci troviamo di fronte ad una condizione politicamente imbarazzante e amministrativamente paradossale” sottolinea.

Il cartello del primo appalto relativo alla Strada a scorrimento veloce Lioni-Grottaminarda nel 2015

Oltre al plafond di fondi pubblici- del Cipe e regionali- già utilizzati, resta il nodo dell’Iva. Nel caso in cui il Governo ceda la titolarità dell’opera alla Regione Campania come richiesto, e licenzi un’apposita norma per il mantenimento dell’appalto, la Regione (o qualunque soggetto) dovrà caricarsi del costo dell’Iva da aggiungere all’importo totale dell’opera.

“Il problema sta solo nella copertura economica dell’Iva. E questa è un’altra beffa del Governo, che inneggia al risparmio ma taglia le gambe ai progetti, sperpera i fondi pubblici e porta le imprese al fallimento. Ma non finisce qui” avverte.


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