“IIA con Busitalia tornerà italiana”. Pallini: Fca di Pratola Serra a Montecitorio

La parlamentare dei Cinque Stelle, dopo il faccia a faccia con i lavoratori dello stabilimento irpino, ha garantito l'interessamento dell'organismo della Camera dei deputati. Sul fronte politico, sollecitata una ripartenza del Movimento in città, in vista delle elezioni amministrative.

Un vettore su gomma delle Ferrovie dello Stato - Busitalia

La deputata dei Cinque Stelle, Maria Pallini, membro della commissione Lavoro di Montecitorio sta seguendo da vicino la vertenza della Fca, che nelle prossime settimane sarà all’attenzione dell’organismo. Nuova Irpinia ha intervistato la parlamentare che ha parlato anche delle prospettive politiche ed amministrative del M5S in città.

Sul futuro della Fca di Pratola Serra restano ancora dubbi. Che idea si è fatta ed il governo come intende affrontare la questione?

«Mi sono confrontata con i lavoratori, in modo aperto e sincero. Sto seguendo da vicino l’evoluzione della situazione. A gennaio la questione approderà in commissione Lavoro. Lo stabilimento di Pratola Serra nei prossimi anni sarà comunque impegnato nella produzione di motori diesel. La riconversione sarà lenta. Sicuramente i vertici aziendali presto chiariranno il futuro della struttura, che vedo meno difficile di altre realtà, come Melfi e Cassino. Il ministro Di Maio considera la vertenza una priorità del governo».

La deputata pentastellata Maria Pallini nell’area destinata alla costruzione della stazione Hirpinia

Per quanto riguarda l’Industria Italiana Autobus la situazione appare sempre più complicata, con l’acquisizione del pacchetto di maggioranza dell’azienda, da parte di una società turca.

«La situazione è certamente delicata, ma stiamo lavorando in direzione di un accordo con le Ferrovie dello Stato, per poter mantenere la gestione dell’azienda in Italia. Il primo impegno però sarà rinnovare gli ammortizzatori sociali che scadranno il 31 dicembre».

Lo stabilimento della Fca a Pratola Serra, alle porte di Avellino

Veniamo alle vicende del Comune di Avellino. Dopo il commissariamento dell’ente, tra i nodi da sciogliere resta quello del risanamento finanziario. Crede che si andrà verso il dissesto, come richiesto dall’amministrazione Ciampi e dai Cinque Stelle? Non ritiene che siano praticabili anche altre strade?

«La decisione è nelle mani del commissario. Compiute le valutazioni del caso, sono sicura che assumerà i provvedimenti ritenuti più utili per la città, che si tratti del dissesto o di un piano di riequilibrio. Io sono un parlamentare del territorio e quindi sempre pronta a collaborare con gli enti locali, in favore della comunità. Ma non dobbiamo confondere i ruoli. A noi spetta avere uno sguardo complessivo sui problemi e tentare di risolverli nelle sedi istituzionali».

Quale progetto metterà in campo il Movimento per le prossime elezioni amministrative del capoluogo?

«E’ necessario tornare agli slanci originari e alle regole di base del Movimento. Il collegamento con il territorio è fondamentale. Nella costruzione delle liste servono metodi rigorosi ed organizzazione, coinvolgendo i militanti della prima ora e che coloro che si impegnano quotidianamente, aprendo al contributo della società civile».

Il palazzo degli uffici, sede della amministrazione comunale, vista da via San Leonardo

Sarete in grado di andare oltre la dimensione della protesta, superando il clima di veleni che si è visto a Piazza del Popolo nei mesi scorsi, cogliendo concretamente la sfida della gestione della cosa pubblica?

«Il punto di partenza è il programma. E’ sui contenuti che vanno effettuate le battaglie politiche. I nomi vengono dopo. Occorre mettere da parte i personalismi».

Su quali priorità bisognerebbe puntare per rilanciare la città?

«Non si può non tener conto delle criticità finanziarie nella definizione di un progetto amministrativo. C’è innanzitutto bisogno di attivare le tante energie positive presenti, che finora sono state ai margini. La vivibilità quotidiana e la riqualificazione urbana penso possano essere le idee guida».

La deputata dell’M5s, Maria Pallini

Anche nella vostra organizzazione politica non mancano divisioni e scontri, che potrebbero incidere sul percorso che avvierete. Non crede?

«C’è una fisiologica dialettica interna. Il problema non è che nel Movimento si registrino idee differenti, purché vi sia una coerenza con i nostri ideali e gli obiettivi strategici. Personalmente non ho mai avuto difficoltà ad esprimere le mie opinioni. Per non perdere la bussola, bisogna ripartire dal basso».

E’ una ipotesi completamente peregrina immaginare Maria Pallini candidato sindaco di Avellino, per il M5S?

«Abbiamo delle regole molto precise, che vanno rispettate. Io sono stata eletta alla Camera dei deputati ed intendo svolgere il mio mandato fino in fondo. Ma sicuramente per me sarebbe stato un onore rappresentare la città. Avremo comunque candidature valide e giovani da proporre».


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