Comune di Avellino, Bilotta: il Commissario farà luce sui conti. Forgione: resto sul dissesto

Procede l’approfondimento sulle finanze dell’ente e sembra concretizzarsi la strada del piano di risanamento. L'ex assessore alle Finanze è però di parere contrario. L'ex presidente della commissione Bilancio, invece, auspica che la decisione sia assunta nella massima tranquillità.

Il palazzo degli uffici, sede della amministrazione comunale, vista da via San Leonardo

A Piazza del Popolo procede l’approfondimento sui conti dell’ente e sembra allontanarsi l’ipotesi del dissesto. A decidere la strategia di risanamento sarà il commissario Giuseppe Priolo, coadiuvato dal vice Mario Tommasino, che si era già occupato del Consuntivo 2017, predisposto in vece dell’amministrazione Ciampi, che non è stata in grado di riformulare la prima bozza del documento, entro la scadenza indicata.

L’ex assessore al Bilancio, Gianfranco Forgione, resta però convinto della linea adottata dalla giunta e che anche il commissario prenderà atto della necessità di una terapia radicale. Di diverso avviso l’ex presidente della commissione Bilancio, Alberto Bilotta, che considera la posizione dell’amministrazione uscente una forzatura propagandistica ed auspica che i dirigenti prefettizi possano svolgere il proprio lavoro nella massima serenità, assumendo le decisioni più utili all’ente e alla comunità, mettendo in condizione il prossimo esecutivo di avere un quadro chiaro.

L’assessore alle Finanze del Comune di Avellino

«Il commissario – afferma Forgione – adesso ha agli atti anche la relazione dei revisori, che personalmente non ho potuto visionare e di cui, quindi, non conosco con precisione i contenuti. Credo però che la situazione sia già sufficientemente esplicita. Noi abbiamo lasciato nero su bianco una ricognizione completa sulla gravità della situazione finanziaria».

FORGIONE: IL PIANO DI RIENTRO NON BASTA. Secondo l’ex delegato al Bilancio, la strada del piano di rientro non sarebbe risolutiva: «Con il predissesto si rinvia soltanto il problema e la questione delle responsabilità del disavanzo, che prima o poi dovranno essere affrontate. Ma sono convinto che qualunque decisione dovesse essere assunta guarderà esclusivamente agli interessi della città».

La relazione dell’organo di controllo, però, così com’era suo compito non è entrata nel merito della proposta di dissesto, avanzata dalla giunta Ciampi, né ha analizzato le opzioni in campo per il risanamento dei conti. Fino ad oggi, di fatto, non c’è stata alcuna validazione tecnica della proposta dei Cinque Stelle. Anzi, in qualche modo, è emersa l’anomalia delle procedure seguite.

L’EX ASSESSORE ALLE FINANZE INSISTE. Forgione appare però sicuro che non possano essere emerse valutazioni differenti: «Immagino che siano andati avanti in quella direzione. Le criticità sono nei numeri. La relazione dei revisori sarà probabilmente comunque trasmessa alla Corte dei conti ed il procedimento proseguirà».

Il punto su cui insiste è la delibera di giunta nella quale si avanza l’ipotesi del dissesto, nonostante il parere difforme del Ragioniere capo: «Abbiamo apportato elementi nuovi, che potranno essere utili alla assunzione di una decisione. Rispetto al Consuntivo 2017, il quadro si è ulteriormente aggravato. L’ammontare dei debiti fuori bilancio è oltre ogni limite sostenibile. E poi ci sono il mutuo per la piscina comunale ed i ritardi nei pagamenti».

In merito alle controdeduzioni prodotte dagli uffici sui rilievi del Ministero dell’Economia e delle Finanze: «Il Mef fotografava quanto emerso dal Consuntivo ed in particolare la questione dei residui attivi. Non mi sembra che la Ragioneria abbia smontato l’impianto delle contestazioni, se non marginalmente. Alcuni rilievi erano effettivamente contestabili».

«SUL NATALE ABBIAMO AVUTO TROPPA FRETTA, ERRORI POSSIBILI». Forgione, invece, ammette che sulla delibera dei festeggiamenti natalizi fermata dal commissario possa essere stato commesso qualche errore per la fretta: «Mi sembra che non siano stati indicati gli oneri sulla sicurezza, come prevedere la norma».

Il Presidente della Commissione Finanze, Alberto Bilotta

BILOTTA: «DAL COMMISSARIO UN QUADRO DEFINITIVO». Alberto Bilotta, dal canto suo, è convinto che a Palazzo di Città ci si stia avviando finalmente a fare chiarezza: «Il lavoro del commissario e dei suoi collaboratori sarà una reale “operazione verità”, in maniera del tutto aliena dai condizionamenti politici. Sicuramente presto si avvierà una discussione sulle misure più idonee da adottare. E’ giusto che lo facciano prendendosi tutto il tempo necessario, senza che vengano sottoposti ad un pressing eccessivo».

Sulla relazione dei revisori nessun dubbio: «Presenta il quadro per quello che è. Nulla aggiunge o toglie a ciò che sapevamo. D’altra parte non era loro compito farlo. La situazione finanziaria del Comune è molto delicata, le criticità si sono protratte nel tempo, fino ad aggravarsi. Non emerge però un contesto irrimediabile. Le soluzioni praticabili sono diverse».

«IL DISSESTO NON É  UN’OPINIONE. SI ATTUA SOLO QUANDO LO DICE LA LEGGE». L’ex presidente della Commissione Bilancio spiega la natura del provvedimento del dissesto: «Può essere adottato soltanto in presenza di alcuni parametri oggettivi, previsti dalla legge. Non è una decisione da assumere a cuor leggero, anche per le ricadute che determina. Non può essere un’arma per raggiungere i propri obiettivi politici. Tra l’altro, non è affatto scontato, che dopo una terapia d’urto, l’ente possa ripartire». Sulle controdeduzione degli Uffici alla verifica del Mef: «Mi sembra si tratti di chiarimenti nel dettaglio dei numeri emersi».

Il Palazzo di Governo al corso Vittorio Emanuele II ad Avellino

«DA FERRAGOSTO A NATALE, PROVVEDIMENTI INADEGUATI». La delibera di Natale adottata dall’amministrazione Ciampi prima di lasciare a seguito della sfiducia, con la quale è stata prevista una considerevole spesa per iniziative ed addobbi, nonostante l’ipotesi del dissesto avanzata, è per Bilotta l’ennesimo segnale della superficialità della giunta: «Volevano forse dare all’opinione pubblica l’idea di aver rimediato a ciò che è successo a Ferragosto, quando per errori e forzature da loro commessi, per la prima volta nella storia della città non è stato allestito un cartellone dei festeggiamenti. Pensare però di spendere l’intero stanziamento con un unico bando significa scrollarsi di dosso tutte le responsabilità, affidando ogni aspetto organizzativo ad un solo soggetto. Invece, si sarebbero dovute spacchettare le risorse, come ha poi fatto il commissario».

L’ex consigliere comunale di opposizione, dunque, sottolinea i limiti politici ed amministrativi di sindaco ed assessori uscenti e dei Cinque Stelle: «Non si può amministrare una città con Facebook o con gli slogan. Si sono soltanto alimentate tensioni. Le eccessive semplificazioni non restituiscono una visione fedele della realtà e non risultano utili alla comunità».