Polveri sottili ad Avellino, Associazione Ossigeno: «Stop del traffico inutile, ora un Piano strutturale»

L'esponente dell'organizzazione Pasquale Matarazzo: «La strategia messa in campo dal Movimento Cinque Stelle ha soltanto paralizzato la città». La proposta: centraline mobile di rilevamento dell'inquinamento con un programma di intervento laddove lo smog si crea

L’Associazione ‘Ossigeno’ chiede all’Amministrazione comunale un Piano strutturale per fronteggiare l’escalation di smog e polveri sottili. Lo afferma Pasquale Matarazzo, esponente della Associazione Ossigeno, che in una nota dichiara l’inutilità e il danno del piano di blocco delle auto promosso dalla Giunta del decaduto Sindaco Vincenzo Ciampi.

Giuseppe Priolo, Commissario prefettizio di Avellino

«Nonostante l’ordinanza anti-smog che ha bloccato letteralmente la città creando disagi ai cittadini e ai commercianti, le Polveri sottili continuano farla da padrona nei cieli di Avellino», si legge. «Il 39esimo superamento della concentrazione media giornaliera di Polveri sottili ha certificato, semmai ce ne fosse stato il bisogno, che il provvedimento adottato dall’ormai ex sindaco Ciampi e dalla sua giunta a Cinque Stelle è stato un totale fallimento». Secondo Matarazzo «dall’emanazione dell’ordinanza sindacale ad oggi la centralina Arpac di via Piave ha continuato a registrare gli sforamenti del Pm10 anche perché, al blocco del traffico e alle targhe alterne, non hanno fatto seguito le tanto annunciate misure strutturali sbandierate ai quattro venti nel corso dell’ultima campagna elettorale dal M5S».

La sede centrale dell’Arpa nel Centro Direzionale di Napoli

Per questo, l’Associazione ‘Ossigeno’ ritiene che «per contrastare concretamente l’inquinamento atmosferico, Avellino debba dotarsi di un piano articolato che comprenda azioni strutturate e sinergiche da mettere in campo dal 1 gennaio al 31 dicembre».

Nell’attesa, però, «insieme all’Arpac, si potrebbe ripensare l’intero sistema di monitoraggio della qualità dell’aria. Si potrebbe ricorrere all’impiego di una centralina mobile – in sostituzione di quella fissa posizionata a via Piave – in modo da presidiare 6 punti differenti della città ogni due mesi. Con una rilevazione itinerante, più accurata e rispettosa delle differenze che sussistono in diverse aree della città, infatti, si sgombrerebbe il campo da ogni dubbio e si fotograferebbe accuratamente lo stato di salute dell’aria ambiente su tutto il territorio di Avellino».

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