Il 21 dicembre sarà l’ultimo giorno per gli uffici della Banca d’Italia ad Avellino. La sede avellinese dell’Istituto sarà trasferita a Salerno. Lo fa sapere la sezione del sito della Banca d’Italia. Gli utenti potranno rivolgersi anche alla sede di Napoli oppure potranno servirsi come già ora delle rete internet oppure degli uffici postali. Non ci saranno ripercussioni sul piano occupazionale, visto che dei 16 dipendenti in forza, quattro andranno in pensione, cinque saranno trasferiti

L’ingresso della filiale avellinese della Banca d’Italia

La chiusura era nell’aria già da tempo, si attendeva soltanto l’ufficialità che è arrivata. Resta il vuoto al centro del Corso Vittorio Emanuele, ma soprattutto un minore prestigio per la città, che nel contesto della Campania perde quota, proseguendo un declino iniziato ormai dieci anni fa.

Tra i servizi garantiti dall’istituto: i beneficiari dei pagamenti o i loro legali rappresentanti possono richiedere informazioni sugli ordini pagati o da pagare, attraverso il servizio di tesoreria; si può accedere ai dati che banche e società finanziarie hanno segnalato sul conto dei propri debitori, mediante la Centrale dei Rischi, un sistema informativo, gestito dalla Banca d’Italia, che raccoglie le informazioni fornite da banche e società finanziarie sui crediti che concedono ai loro clienti; si può accedere ai dati della Centrale di Allarme Interbancaria, un servizio che permette di verificare i dati registrati a proprio nome, controllare la regolare circolazione di assegni bancari o postali e di carte di pagamento, richiedere chiarimenti sul funzionamento della Centrale di allarme interbancaria (CAI); ancora, si possono presentare esposti alla Banca d’Italia per segnalare comportamenti che si ritengono irregolari o scorretti da parte delle banche e degli intermediari finanziari. Per la Banca d’Italia gli esposti rappresentano una fonte di informazioni per l’esercizio della attività di vigilanza. La presentazione di un esposto non avvia un procedimento amministrativo disciplinato dalle legge n. 241 del 1990. Ancora, la Banca d’Italia a livello territoriale consente di ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra i clienti e le banche o gli altri intermediari finanziari: si tratta di un organismo indipendente e imparziale, articolato sul territorio nei Collegi di Bari, Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino; con il servizi dell’Archivio Storico, infine, si possono consultare i documenti conservati nell’Archivio storico dell’Amministrazione centrale e nelle Sezioni storiche delle Filiali.