IIA, la Regione detta le condizioni

Luca Cascone ha spiegato alle segreterie sindacali coinvolte nella vertenza IIA le ragioni della rescissione delle commesse. Intanto convocazione in Regione e richiesta tavolo al MISE.

Oggi la Quarta Commissione della Regione Campania chiederà al Governo per conto della Amministrazione regionale una convicazione urgente al Mise sulla vertenza IIA. Zittisce così i presenti Luca Cascone, incalzato sul blocco delle forniture deciso per dubbi sulla ricapitalizzazione. Preso d’assalto dalle segreterie sindacali Fiom – Cgil ma soprattutto dalla Uilm, il presidente della IV Commissione Trasporti della Regione Campania, ha replicato con fermezza.

Prima dell’appuntamento presso la Sala Consiliare “Pertini” di Grottaminarda dove Cascone ieri sera si è recato per l’incontro sulla futura gestione dell’arteria Lioni – Grottaminarda, il segretario Uilm, Gaetano Altieri ha interrogato Cascone. Nei confronti della Regione il rammarico per la rescissione della gara e l’assenza ai tavoli del MISE degli ultimi mesi. “Se lo avessimo saputo in tempo, avremmo riferito al MISE”, ha dichiarato Altieri.

Luca Cascone, Presidente della Quarta Commissione regionale ai Trasporti accanto al Governatore Vincenzo De Luca in occasione della conferenza stampa sugli investimenti della Campania nel sistema di trasporto pubblico regionale

L’ingegnere ha parlato chiaro. Intanto nella giornata di oggi l’impegno per la convocazione delle segreterie sindacali da parte della Regione e contestualmente richiesta di convocazione urgente al MISE.

Fatto sta che Cascone ha anche esternato le ragioni di una scelta. “La Regione ha mantenuto la stessa linea. Quindi massima disponibilità per commesse verso aziende locali sebbene le gare hanno regole proprie. A breve faremo partire altri 7 lotti dove ci auguriamo vedere la partecipazione dell’IIA. Rispetto alla commessa di cui si lamentano i sindacati si tratta di un incarico del 2014 per mezzi non consegnati e che ci ha fatto perdere il finanziamento“.

In sostanza la Regione che ha indetto gare, alcune delle quali vinte dall’IIA, “non può poi entrare nelle faccende squisitamente gestionali e legate alla produzione”. Che in Valle Ufita non c’è. “Forse – chiude il presidente della IV Commissione – ci siamo fidati un pò troppo di chi doveva tener fede e mettere in pratiche la parola data”.

Intanto sul fronte sindacale si registra una corsa a due. Da una parte, FIOM e UILM premono sul Governo. Dall’altra la Fismic e l’UGL ritengono il MISE abbia fatto già la sua parte. Adesso l’auspicio è l’unità tra le sigle sindacali e la rivelazione delle decisioni in seno ai privati. I soci dell’ormai vecchia guardia e i papabili dovranno rompere il silenzio e chiarire, ma soprattutto motivare le decisioni prese. Ad oggi l’unico che è stato chiaro è Leonardo. Busitalia ancora non si è espressa. Il Governo, per voce di Generoso Maraia, ha già fatto intendere che “non farà lo Stato bancomat” vista “la corsa in Turchia per la produzione di autobus”. A marchio Breda. E’ stato riferito anche dello stanziamento pregresso di circa 5 milioni di euro alla IIA di cui non è stato reso noto l’utilizzo. Fin qui quanto già emerso a inizio mese, fuori lo stabilimento dell’Industria Italiana in occasione della prima mobilitazione.

Sulla A16 i pullman usciti dalla fabbrica della IIA di Flumeri diretti a Napoli

Da Roma a Napoli pare giungere un unica voce al di là delle appartenenze politiche. La stabilità, la produzione in senso stretto, l’operosità e la volontà di creare lavoro e mezzi in Valle Ufita implica l’impegno dei soci. Così come annunciato circa cinque anni fa, quando si parlava della realizzazione del bus denominato “Flumeri”. Il prodotto tutto autoctono non è stato mai realizzato anche perchè nello stabilimento non ci sono gli strumenti per poterlo realizzare. Non è stato rifatto il tetto da cui oggi filtra acqua piovana. Nemmeno l’asilo nido per i figli dei dipendenti. Un sogno infranto di cui giustamente si vogliono capire, obiettivamente, le ragioni del mancato decollo.

L’Ente Regione non riesce a garantire il mantenimento di commesse ad uno stabilimento che sopravvive con gli ammortizzatori sociali, rischia di frequente di fallire, non dà segni di competitività nel mercato dei trasporti.

Nel retrobottega poi, l’incognita ZES. O meglio quello che significa ZES per ogni metro quadro occupato dallo stabilimento, vuoto, sotto l’insegna IIA. Un terreno che necessariamente deve fruttare, produrre, rendere. Il tempo è stato dato unitamente alla fiducia. E forse è scaduto rispetto a risultati non mantenuti. Per l’IIA, il treno dei desideri è già passato. Quello che si chiede adesso è la ricapitalizzazione. Fatta seriamente. Con un piano industriale, soldi in campo, capacità di rimettersi in discussione per la forza lavoro. Obiettivi e dimostrazione empirica. Gli enti pubblici cercano una base d’appoggio seria.

Se invece il pacchetto risolutivo è fatto di soluzioni placebo, toppe e rattoppi, rinvii e proclam, la Regione ma, a quanto pare, anche il Governo non ci sta.

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