L’arrivo del commissario prefettizio ad Avellino chiude definitivamente la consiliatura iniziata a fine giugno con la sconfitta di Nello Pizza e la elezione di Vincenzo Ciampi. Tra le forze politiche si discutono i possibili nuovi assetti. La drammatica conclusione dell’esperienza pentastellata dimostra – si osserva negli ambienti del Centrosinistra – come vada posto rimedio ad un errore storico compiuto in particolare dal Pd negli ultimi 15 anni, cioè dalla conclusione della amministrazione guidata dal compianto Antonio Di Nunno. Va candidato un gruppo, una squadra, non solo portatori di voti. Occorre portare in Consiglio comunale personalitá in grado di concentrarsi sui problemi, offrendo quel contributo di competenza specifica da mettere al servizio della amministrazione. Il mix ideale consisterebbe in un equilibrio bilanciato tra consiglieri più esperti della macchina amministrativa e competenze adeguate a risolvere le grandi questioni irrisolte della città.

Palazzo di Città e la Torre dell’Orologio, simbolo di Avellino

Nella breve conversazione che segue, la Presidente del Consiglio comunale apre ad una soluzione simile, ipotizzando per il futuro di Avellino nel 2019 un candidato sindaco competente, anche non Pd.

Per guardare al futuro è importante prima meditare la lezione del passato recente. “Il sindaco ci deve spiegare, avendolo fatto per cinque mesi, se riteneva che ci fossero le condizioni per il dissesto e perchè non lo ha portato in consiglio comunale”, osserva D’Amelio, sollevando dubbi sulle reali intenzioni dei pentastellati.

“In cinque mesi c’era tutto il tempo per poterlo fare, per dichiarare lo stato di default. Quando si fa il sindaco si amministra ma si risponde anche sulla propria capacità di amministrare, non si discute di quello che fanno o non fanno gli altri”, spiega la Presidente del Consiglio regionale. “Questo è un punto politico imprescindibile per chi amministra una città, lo dice una donna che ha fatto il sindaco per due legislature e in un momento difficile per il territorio”.

Il giudizio sull’operato dell’Amministrazione appare netto quanto impietoso. “Mi pare che in questi cinque mesi la città di Avellino non abbia visto grandi cose realizzate, ma nemmeno piccole cose: questa amministrazione è nata già con un’anomalia perchè il sindaco non aveva una sua maggioranza”.

Il deputato penta stellato Michele Gubitosa accanto alla collega Maria Pallini e al sindaco Vincenzo Ciampi

La fine anticipata della consiliatura è una responsabilitá che grava sul Primo cittadino, argomenta. “Quando non si ha una maggioranza, è doveroso interloquire con la parte restante del Consiglio per stabilire dei punti da condividere e portare avanti. Questa capacità non c’è stata e quindi il sindaco è andato a casa con Ciampi. Ora spero che Avellino abbia una guida forte, che rimetta al centro il suo protagonismo nei confronti della provincia e anche in Campania”.

IL PROGRAMMA. Per D’Amelio priorità del prossimo ciclo amministrativo è portare a piazza del Popolo capacitá in grado di innovare. “MI auguro che questa città faccia proposte, che si impegni per rilanciare dei punti di criticità che sono molto forti, penso alle attività commerciali eļ culturali: dal Ferragosto ad oggi non è stata registrata nessuna iniziativa: mi auguro che i cittadini scelgano il meglio per loro stessi, per la famiglia e per la qualità della vita, oltre che per consentire ad Avellino di ritornare centrale in un momento in cui le aree interne vivono un momento di grande difficoltà”.

La sede del Coordinamento provinciale PD ad Avellino, in via Tagliamento

IL PD DEVE GUARDARE OLTRE VIA TAGLIAMENTO. AI suo partito Rosa D’Amelio per ora non pone tutte le questioni di merito nella attuale fase, ma preliminarmente di metodo.

“Il Partito Democratico – non so come deciderà di prepararsi al prossimo appuntamento elettorale – dovrà fare una riflessione all’interno dei propri organismi”, premette. “Parlo per me in questa fase, sono una militante oltre che una dirigente del partito e spero di poter dare il mio contributo al dibattito che si deve aprire anche piuttosto velocemente”.

Lascia intendere che il suo partito sia ormai alla vigilia di una discussione aperta e globale. Il consiglio che dà al Pd irpino è di “ragionare oltre gli schemi tradizionali: il Pd è una grande forza, ha eletto cinque consiglieri e ha dimostrato di avere grande talento, ma credo si debba ragionare affinchè le competenze migliori di questa città, le professionalità di grande qualità e spessore si esprimano”, sottolinea D’Amelio. “Il Comune di Avellino va affidato a persone di capacità, in grado di sviluppare con il buon governo il radicamento della proposta politica illuminata nei quartieri”. Quindi occorre coesione, sottolinea: serve unità di intenti e la buona volontá di fare rete “per scegliere una persona che possa guidare il Comune di Avellino, e che sia davvero riconosciuta come una figura competente, in grado di assicurare abnegazione e disinteresse. Chi sarà? Si vedrà…”

La torre dell’orologio, simbolo medievale della città di Avellino

NUOVO SCHEMA. E qui indica la novità politica. “Per quello che mi riguarda non deve essere necessariamente del Pd, ma anche una chiara espressione della società civile”. Non esclude, “come è’ ovvio, che possa essere del Partito Democratico, se il Pd l’avrà e sarà in grado di esprimerla, così come può essere qualcuno senza tessera di partito”. Per D’Amelio “occorre misurarsi con chi ragiona in questo modo e riunificare un pezzo del centro sinistra in città”. Inoltre, si deve tener conto che il Centrosinistra quest’anno “ha dimostrato di rappresentare ancora una forza consistente, con 18 consiglieri eletti su 32, ma ora deve voltare pagina per andare oltre i meccanismi tradizionali”. Tanto civismo di qualità, insomma.”In questa città ci sono numerose personalità di spicco che non si ritrovano nei partiti, ma che devono essere ben accolti dalla politica, nel momento in cui decidono di volersi impegnare per la città..”.

Pertanto, il Pd deve concentrarsi su quanto sta accadendo nella società avellinese. “Occorre aprire alla partecipazione attiva di gente pronta a fornire il proprio contributo esponendosi con chiarezza e direttamente candidandosi. E’ tutto in itinere.

Livio Petitto, nella passata consiliatura presiedeva il Consiglio comunale di Avellino. Consigliere Pd nell’attuale fase, è stato il più votato nel Capoluogo

Quanto alle opzioni interne o prossime, quelle di Gianluca Festa e Livio Petitto, ad esempio, afferma: “Tutti avanzano la propria disponibilitá legittimanente. Sono tutte valide le proposte, ma poi le ambizioni vanno calate nel contesto della realtà, si inizia a ragionare e poi si valuterà quali sono le candidaature che fanno consenso e aggregano”.

Per D’Amelio la discussione non deve essere limitata o, peggio, soffocata, purchè si arrivi ad una sintesi, che permetta di sviluppare sul piano politico e prigrammatico un progetto sulla città. Detto fuori dai denti, “Cipriano vale quanto Festa in astratto, così come operatori del volontariato, imprenditori e ed altri possibili protagonisti della società civile in grado di rispecchiare e raccogliere le esigenze dei cittadini, vanno considerati opzioni vere”.