Provincia: Biancardi rinvia le deleghe. «Verifico prima i consiglieri»

Il presidente dell’amministrazione di Palazzo Caracciolo prende tempo nella definizione della squadra di governo, per cercare di non scontentare nessuno. Tensioni tra gli esponenti delle liste di maggioranza.

Provincia: Biancardi rinvia l’assegnazione delle deleghe. «Non ho alcuna fretta di assegnare i compiti ai singoli consiglieri, che devo testare alla prova dei fatti nell’impegno quotidiano», ha spiegato il Presidente eletto un mese fa. «Questo ente deve imparare a correre, credo sia un dovere della politica produrre risultati, prima di pretendere riconoscimenti e ruoli».

IL QUADRO POLITICO RESTA COMUNQUE INCERTO. Ma se il presidente dell’amministrazione di Palazzo Caracciolo prende tempo nella definizione della squadra di governo che lo affiancherà durante il mandato, non sarà comunque facile per lui tenere assieme una compagine, quella che lo ha sostenuto durante la campagna elettorale, abbastanza eterogenea e non senza qualche contraddizione politica. Se, infatti, l’orientamento delle liste Moderati e Prima gli Irpini è chiaramente di centrodestra, con precisi riferimenti rispettivamente a Forza Italia e all’area di Movimento nazionale, Fratelli d’Italia e Lega (anche se il coordinatore regionale del partito di Salvini, Gianluca Cantalamessa, ha preso le distanze), non si può dire la stessa cosa per Proposta civica.

Il Presidente della Provincia di Avellino, Domenico Biancardi

La lista è stata promossa dal consigliere regionale Vincenzo Alaia, con la collaborazione dell’ex deputato Angelo D’Agostino, entrambi di estrazione moderata del centrosinistra, e quest’ultimo addirittura candidato nel Pd alle scorse politiche. Senza contare che tra i candidati si annoverano anche presenze spostate più sul fronte opposto. Pure il sostegno offerto ai candidati alla presidenza della Provincia è stato ripartito tra i due competitori, Vignola e Biancardi, benché ufficialmente Proposta civica fosse schierata con il sindaco di Avella. Il successo elettorale della lista border line, che ha portato nel Parlamentino tre rappresentanti, ha però indotto Biancardi a non andare tanto per il sottile, premiando l’alleato con la vicepresidenza, assegnata al sindaco di Candida, Fausto Picone, e predisponendolo ad assegnare deleghe agli altri due consiglieri.

Franco Di Cecilia – consigliere comunale di Sturno. E’ stato eletto consigliere dell’Ente Provincia di Avellino il 31 ottobre 2018.

CENTRODESTRA AGITATO. Una mossa che ha creato scontento nel centrodestra, che ha chiesto un riequilibrio con competenze di peso, come la Pubblica istruzione e l’Edilizia scolastica, la Formazione, la programmazione urbanistica. Ma la coperta è corta e tra gli esponenti della maggioranza non c’è n’è alcuno disposto a fare passi indietro. Vi sono, insomma, richieste tra loro incoampatibili. D’altra parte, il presidente della Provincia non può permettersi il lusso, almeno sotto il profilo politico e della salvaguardia dell’immagine, di perdere pezzi per strada, tanto più ad inizio di mandato. Anche se il funzionamento della Provincia, ente di secondo livello nel quale vi è un accentramento di poteri nelle mani del presidente dell’amministrazione e i confini politici sarebbero più labili che altrove (anche se i trasversalismi sono ormai di moda ovunque e a tutti i livelli, salvo denominarli nei modi più vari, per renderli maggiormente presentabili), resta comunque sul tappeto un problema di equilibri complessivi.

Insomma, Biancardi intende gestire la patata bollente con la massima calma, rinviando la decisione ancora per qualche settimana, per sciogliere probabilmente il nodo alla vigilia di Natale. Nel frattempo lascerà decantare i problemi, cercando di cesellare le situazioni e le stesse deleghe a misura degli aspiranti collaboratori. In ogni caso, in questi giorni ha avviato il lavoro amministrativo, in modo tale da non dover subire né rallentamenti, né condizionamenti. Non è un caso che nella prima seduta d’aula abbia annunciato che l’assegnazione delle deleghe sarebbe avvenuta senza fretta. differentemente da come aveva lasciato intuire nei primissimi giorni dopo il voto.

Il Sindaco di Ariano Irpino Domenico Gambacorta

Ma i precedenti, anzi il precedente, quello di Domenico Gambacorta, la prima amministrazione nata dopo la riforma Delrio, lo metterebbe al riparo da polemiche. Se nel caso di Biancardi dopo un mese dall’elezione non è stato indicato nessuno dei collaboratori e ci si avvia a consumare anche il secondo mese, il sindaco di Ariano ha addirittura impiegato quasi un anno prima di assegnare le deleghe. Ed anche nelle elezioni di medio termine si è concesso un tempo di sei mesi. Quella esperienza che ha fatto da apripista, però, ha potuto beneficiare di una sorta di clima da sperimentazione sul campo dei nuovi meccanismi, che a quella attuale ovviamente non potrebbero essere riconosciuti. Ma, intanto, anche l’opposizione assiste silenziosa a quanto accade. In particolare, il Pd che ha già fatto registrare una defezione, il consigliere Gerardo Galdo, che potrebbe diventare il titolare dell’Ambiente, è ancora in cerca di un assetto stabile, tanto è vero che non ha indicato il capogruppo, mentre tutte le altre componenti del consiglio lo hanno già fatto.