Ato rifiuti, il Direttore Generale Barbati firma oggi l’incarico

PRESSING DEI GOVERNI NAZIONALE E REGIONALE PER IL RITORNO AI POTERI ORDINARI. Mentre l'Ente d'Ambito di Avellino si appresta a diventare operativo in queste ore, l'ingegnere Liliana Monaco, ex dirigente della Provincia di Avellino avverte i sindaci: "Le responsabilità sono nelle mani degli amministratori che devono decidersi sull'impiantistica e il riassetto generale della gestione in Irpinia"

Lo Stir di Santa Maria Capua Vetere in fiamme, durante l’intervento dei Vigili del Fuoco e degli altri mezzi di soccorso. L’Arpac è intervenuta per rilevare il grado di inquinamento dopo il rogo

Tra poche ore il direttore generale dell’Ato Rifiuti di Avellino Anna Rosa Barbati – nonostante lo stato febbrile – si recherà negli uffici di Caserma Litto per firmare l’accettazione dell’incarico e insediare formalmente l’Ente d’Ambito. Si tratta di un adempimento dovuto, rinviato più volte e preannunciato dal presidente per la seconda metà di ottobre, oggi non più procrastinabile alla luce di quanto sta accadendo in Campania.

La costituzione dell’Ato ad Avellino arriva in tempo per evitare il rischio di commissariamento che, pur non annunciato esplicitamente, è nell’aria dopo la drammatica riunione del Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico tenuto a Caserta la scorsa settimana, poche ore dopo l’ennesimo rogo in un impianto per il trattamento dei rifiuti. Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa è stato chiarissimo con i cronisti, uscendo dalla riunione con il Prefetto di Caserta e con l’assessore regionale Fulvio Bonavitacola: “Le Procure stanno accertando l’eventuale matrice criminale di questa lunga serie di incidenti occorsi a due Stir e ad altre strutture private parte della filiera regionale dello smaltimento, nel frattempo dobbiamo considerare l’ipotesi dell’attentato criminale come molto serie a credibile e fronteggiarla adeguatamente”.

Il Ministro Sergio Costa a Caserta accanto al Prefetto Raffaele Ruberto, durante la riunione del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza, convocato d’urgenza dopo il rogo nello Stur di Santa Maria Capua Vetere

L’AMMONIMENTO DEL MINISTRO COSTA. Il Ministro ha avvertito che è determinato ad evitare un ritorno al passato. “Non ci sarà un’altra emergenza rifiuti come quella di 20 anni fa”. La Costituzione dell’Ato di Avellino quindi, consegna idealmente le competenze da oggi ai sindaci, che dovranno provvedere immediatamente a programmare con il piano industriale i nuovi servizi, la nuova gestione, i nuovi costi e la nuova tariffa. Come ha spiegato in diverse occasioni il Governatore della Campania, come ha sottolineato il Ministro dell’Ambiente, l’organizzazione dei rifiuti è in primo luogo una garanzia di legalità, trasparenza e sicurezza che le istituzioni e la pubblica amministrazione debbono ai cittadini campani, da troppo tempo vittime delle perduranti conseguenze di 20 anni di emergenza.

Liliana Monaco, già dirigente ai Lavori Pubblici nell’Amministrazione provincia di Avellino

LA PROCEDURA DI INFRAZIONE MANGIA 120MILA EURO AL GIORNO. “Va ricordato che il contribuente campano paga una sanzione all’Europa di 120mila euro al giorno, comminate da quasi dieci anni dall’Unione Europea, 40 mila per ciascuno dei capi di imputazione rivolti contro tutti i governi regionali dal 1994 ad oggi: mancano impianti di compostaggio (mancano i biodigestori); le ecoballe non sono state del tutto eliminate; sono ancora troppi i rifiuti destinati alle discariche. In aggiunta, i rifiuti organici continuano ad essere inviati in Veneto per essere lavorati, facendo lievitare i costi per Regione, Comuni e cittadini” ha spiegato Liliana Monaco, ingegnere, ex dirigente della Provincia di Avellino.

«TOCCA AI SINDACI ASSICURARE UN SERVIZIO EFFICIENTE». “I sindaci hanno la piena responsabilità della gestione del ciclo integrato dei rifiuti e non possono continuare a pronunciarsi soltanto per la levata di scudi contro gli impianti” continua. “L’ipotesi del commissariamento degli Ato rifiuti è concreta, in quanto la legge regionale è stata varata con Caldoro nel 2015, e modificata dal governo De Luca nel 2016: gli amministratori hanno poteri ordinari da ben quattro anni ma non vogliono assumersi responsabilità” continua. Il nodo della questione per l’ingegnere Monaco, già candidata all’incarico di direttore generale dell’Ato Rifiuti di Avellino, risiede nella totale mancanza di impianti di trattamento in Regione Campania, che espone la gestione del ciclo integrato dei rifiuti all’emigrazione fuori dai confini regionali e nazionali, con una moltiplicazione di costi da sostenere a carico dei cittadini.

I sindaci sul palco dopo la marcia dei trattori

“Abbiamo assistito alla protesta per il biodigestore a Chianche, ma gli oppositori non hanno fornito una proposta. Avellino non ha un impianto di compostaggio, e non è immaginabile trasferire altrove il trattamento dell’umido. Il sistema campano è molto fragile, e l’affidamento dei poteri ordinari ai comuni non ha prodotto alcun risultato. Senza impiantistica continueremo a pagare le sanzioni all’Unione Europea e a penalizzare i cittadini” argomenta. L’unico termovalorizzatore in dotazione della regione è quello di Acerra, che spesso si ferma come capacità produttiva. “Era stata prevista la costruzione di un secondo impianto, ma il Governatore De Luca si è opposto” spiega. “Il sistema entra spesso in crisi, perchè il volume di rifiuti trasferiti è sottoposto ad accordi fra Regioni, ma anche perchè le società provinciali devono partecipare alle gare d’appalto, generando ulteriori aggravi di costi. La partita è nelle mani dei sindaci: dicano cosa vogliono fare, perchè diversamente nessun piano industriale teso all’abbattimento delle tariffe sarebbe credibile” bacchetta.


Il Governatore Vincenzo De Luca

DE LUCA D’ACCORDO CON IL MINISTRO DELL’AMBIENTE: «SERVE L’ESERCITO». Il Governatore in queste ore ha condiviso le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Sergio  Costa, affermando di condividere pienamente. Esercito e forze dell’ordine possono dare «un grande contributo a fermare i roghi, perché diventa impossibile controllare ogni capannone», ha spiegato. «Mi pare che dal governo ci sia piena consapevolezza del problema». L’analisi di De Luca e del Ministro coincide soprattutto sulla matrice dei roghi. «Evidente l’interesse delle organizzazioni criminali a mantenere in generale in Campania una situazione di precarietà eterna nella gestione del ciclo dei rifiuti, perché è così c’è qualcuno si mette in tasca decine di milioni di euro». De Luca ha indicato anche nelle piccole fabbriche in nero protagonisti dei roghi: «Costa meno bruciare, che smaltire».