Il Distretto idrico fa spazio all’Eic
Si conclude l’iter della riforma

Terminano le gestioni commissariali iniziate nel 2012 con il Milleproroghe. Per l’Alto Calore la governance regionale accorcia i tempi per la ricapitalizzazione

L’Ente Idrico campano è ormai virtualmente nato. La governance regionale che unifica, federandoli, i diversi ambiti introdotti con la Legge Galli si appresta ad avviare il suo percorso, per dare impulso alla riforma voluta nel 2015 dal Consiglio regionale poco dopo il suo insediamento.

L’Eic diventerà la risultante degli ambiti Calore Irpino, di quello metropolitano, del Sarnese-Vesuviano, del Sele e di Terra di Lavoro. A partire dai prossimi giorni il passaggio di consegne dai livelli locali a quello centrale definiscono la fine delle strutture commissariali dei vecchi Ato. Ad Avellino la presidenza del Distretto e i poteri commissariali coincidevano nella figura di Giovanni Colucci, che a questo punto proseguirà con le competenze stabilite dalla legge in capo ai Distretti. Il risultato di questo passaggio sarà evidente molto presto, con riflessi possibili legati alla legge di Stabilità 2019, ma soprattutto con una conduzione diversa dell’agenda a livello territoriale. Pur nell’autonomia riconosciuta ai Distretti, la linea e i tempi saranno dettati da Napoli, dove si dovranno stabilire le priorità strategiche per quello che riguarda le sorgenti, i corpi idrici, le politiche di tutela ambientale e la ridefinizione delle intese interregionali sui trasferimenti idrico potabili. Tra le questioni immediatamente sul tappeto ci sarà il riordino delle gestioni nei singoli distretti. Per l’Alto Calore Servizi, impegnato con l’amministratore unico Michelangelo Ciarcia a ottenere dai sindaci azionisti il disco verde per una rapida ricapitalizzazione, il passaggio all’Ente Idrico Campano equivale ad una ulteriore sveglia.

L’Irpinia porrà subito questioni urgenti al tavolo dell’Eic. Il completamento della galleria di valico, la Pavoncelli bis, impone subito la ridefinizione degli accordi interregionali a garanzia degli interessi irpini, con Caposele che non intende stare a guardare. Il nuovo Sindaco Melillo vuole dare un ruolo al suo Comune nell’Eic e chiede di partecipare con un ruolo preciso alle decisioni dell’Acquedotto Pugliese.


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La sede storica dell’Alto Calore spa, un tempo Consorzio Interprovinciale

LE CONSULTAZIONI DI CIARCIA. L’amministratore delegato dell’Alto Calore Michelangelo Ciarcia è impegnato in giro di incontri territoriali per discutere nel dettaglio il piano triennale che dovrà essere approvato nei consigli di ben 128 comuni entro il 30 ottobre prossimo. Si tratta di un calendario fitto iniziato nelle scorse settimane e che il manager incaricato dalla Spa di Corso Europa sta completando per dare forma al piano politico e programmatico teso a scongiurare il fallimento. “Nel corso dell’ultima assemblea gli amministratori hanno sollecitato un maggiore confronto sul piano, prima di potersi pronunciare sul voto”, ha fatto sapere Ciarcia. è stata prevista una scaletta di incontri per avere la possibilità di interloquire in modo più specifico sulle problematiche connesse sui diversi territori. Ciarcia sta valutando anche la situazione finanziaria degli enti, nell’ottica di una ricapitalizzazione che dovrà essere sostenibile.


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