Comune di Avellino: il programma di Ciampi bocciato dall’aula

Gli indirizzi di governo dell'amministrazione targata Cinque Stelle hanno fatto registrare 20 voti contrari, 9 favorevoli e 3 astensioni. Incassato il sostegno della Lega. Centrosinistra all'opposizione. Forza Italia si è astenuta. Il sindaco sfida gli avversari: sfiduciatemi.

Il sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi, alla sua scrivania in piazza del Popolo

Il programma di Ciampi bocciato dall’aula. Per il sindaco di Avellino, l’esame sulle linee di indirizzo è andato anche peggio del previsto: il documento ha ricevuto 20 voti contrari, 9 favorevoli e 3 astensioni.

L’amministrazione comunale Cinque Stelle, insomma, non è riuscita ad allargare il proprio consenso, confermando ciò che era evidente sin dall’insediamento: non ci sono i numeri per governare.

I gruppi di centrosinistra, a cominciare dal Pd e dai Popolari, hanno ribadito il proprio giudizio negativo. Stessa posizione assunta da Arace e Preziosi. Forza Italia invece si è astenuta, mentre la Lega ha offerto il proprio sostegno all’esecutivo. L’opposizione ha chiesto le dimissioni di Ciampi. (leggi l’articolo)

Il sindaco ha presentato all’assemblea una versione parzialmente riveduta e corretta del programma, recependo le indicazioni provenienti dai consiglieri – soprattutto del centrodestra, ma anche di qualche singolo esponente della coalizione guidata da Nello Pizza – che hanno risposto al suo appello, per contribuire alla definizione degli obiettivi gestionali. Nel nuovo piano di governo però scompare il progetto del reddito di cittadinanza comunale.

GLI INTERVENTI

Il dibattito è stato aperto dall’intervento del consigliere Leonardo Festa di “Mai Più +”: «Approvare queste linee programmatiche è come firmare una cambiale in bianco. Non sono state indicate le risorse e i tempi di realizzazione degli obiettivi».

Anche la consigliera Laura Nargi del Pd non ha risparmiato critiche al sindaco: «Ci ha condannato a due mesi di attesa per presentare un programma copiato. Un tempo nel quale siamo stati alla ribalta della cronaca nazionale, per i suoi scivoloni amministrativi. Mi viene quasi il dubbio che si tratti di una trovata per promuovere il turismo».

A rincarare la dose ci ha pensato il democratico Carmine Montanile: «E’ un programma senza anima e passione. Basta con i deliri di onnipotenza. Mi auguro che a fine serata il sindaco tragga le dovute conseguenze».

Antonio Aquino, capogruppo del Movimento 5 Stelle

Il capogruppo dei Cinque Stelle, Antonio Aquino, ha invece difeso l’operato di Ciampi: «Siamo stati accusati di essere quelli che non vanno bene a scuola. Io sono disposto all’ascolto, ma mi aspetterei contributi propositivi. La base di partenza è solida».

 

Il consigliere di “Avellino Popolare”, Nicola Giordano, è ritornato sulla vicenda del copia e incolla del programma del Comune di Verona, rilevando nel testo altre clonazioni: «E’ stato copiato anche il capitolo sulla democrazia diretta dal regolamento del Comune di Avegno, in provincia di Genova. La parte delle Politiche culturali è preso dal sindaco di Torino. Altri capitoli sono stati riprodotti dagli indirizzi di Chieti e di Vieste. Persino lo slogan della sua campagna elettorale è stato copiato, dal sindaco di Latina. State chiedendo il voto sul nulla».

Stefano La Verde del Pd è stato perentorio: «Gli indirizzi sono inconsistenti. E’ una semplice elencazione di buoni propositi. Manca una visione di città. Il sindaco e i consiglieri eletti hanno intenzione di governare questa città o no? Presentando questo programma lei ci offende».

La consigliera Nadia Arace di «Si può» ha bacchettato il sindaco ed anche i consiglieri di opposizione che hanno collaborato con lui, accusandoli di tatticismo: «Ha ritirato le sue linee programmatiche per raccattare consensi a caso. Mi rendo conto c’è grande imbarazzo, da una parte e dall’altra». Nel mirino pure le nomine effettuate da Ciampi in questi giorni, prima ancora di ricevere la “fiducia” dall’aula, e le posizioni contraddittorie su rifiuti ed ambiente:«Va alla manifestazione di Chianche contro il biodigestore, ma non prende una posizione sulla delocalizzazione dello Stir».

Il consigliere Lorenzo Ridente del M5S ha invece posto un interrogativo agli avversari politici: «Perché non avete scritto insieme a noi le linee programmatiche?»

Il consigliere Dino Preziosi di “La svolta inizia da te” ha fatto le pulci al primo cittadino e alle linee programmatiche: «Non abbiamo mai chiesto poltrone. E’ lui che è venuto meno al confronto. Non può confondere la maggioranza con il governo della città. Riconosco lo sforzo di Ciampi, ma i risultati non ci sono. A questo punto è il caso che pensi al bene di Avellino, dimettendosi».

Sabino Morano, candidato sindaco del centrodestra, recentemente approdato nelle fila della Lega

Sabino Morano, candidato sindaco del centrodestra, appena approdato tra le fila della Lega, ha preannunciato il suo sostegno al sindaco, motivandolo così: «Siamo stati coerenti. Abbiamo risposto all’invito di Ciampi a collaborare, dopo che ha ritirato la bozza iniziale di programma. Lo avevamo già supportato al ballottaggio, per favorire una svolta amministrativa. Adesso però bisogna definire il perimetro della maggioranza. La nostra priorità è dare risposte ai problemi».

L’intervista a Morano sul futuro della Lega in Irpinia

 

Il candidato sindaco del Centrosinistra ad Avellino, Nello Pizza

Il capogruppo dei Popolari,  Nello Pizza, ha invece sottolineato i limiti politici ed amministrativi di Ciampi, accusandolo di non essere autonomo nelle scelte: «Per dare significato a questo documento, avrebbe dovuto recuperare il senso civico che manca ad Avellino. Soltanto così può esserci democrazia partecipata. I rappresentanti istituzionali dovrebbero dare l’esempio. Se lo avesse fatto, saremmo stati d’accordo».

«Sono profondamente deluso – ha affermato  dal canto suo Luca Cipriano, capogruppo di “Mai Più+” -, perché ho offerto disponibilità al cambiamento, ma in questi mesi abbiamo dovuto registrare un disastro amministrativo e constatare che il Movimento 5 Stelle si comporta allo stesso modo dei partiti che ha combattuto».

Il consigliere del Pd, Livio Petitto, ha evidenziato difficoltà e incertezze della giunta, soprattutto sul fronte dei servizi sociali: «L’anatra non è zoppa, è ferma. Deve prenderne atto».

Anche Stefano Luongo di “Insieme protagonisti” non ha fatto sconti a Ciampi per i suoi atteggiamenti, definiti poco democratici, e per il suo attendismo, motivando poi la propria disponibilità a collaborare sul programma: «Resterò coerentemente all’opposizione, astenendomi. Non condivido la posizione di chi vota contro e andrà a dimettersi dal notaio, per far terminare la consiliatura, o fa i calcoli pensando alle elezioni provinciali. Io voglio sfidarla qui, in quest’aula».

Ines Fruncillo, capogruppo di Forza Italia

La capogruppo di Forza Italia, Ines Fruncillo, ha spiegato la posizione dei berlusconiani: «Viviamo in una città allo sbando e siamo pronti ad operazioni verità, a cominciare dal bilancio. Ma così come siamo stati sempre distanti rispetto a chi ha governato sino ad oggi, altrettanto lo saremo nei confronti dei Cinque Stelle. Non abbiamo chiesto nessun azzeramento della giunta. L’onere di governare è il vostro. A noi interessa il bene della città».

Gianluca Festa, capogruppo di Davvero ha espresso un giudizio netto sull’amministrazione ed ha parlato di interferenze esterne: «Questa consiliatura è finita ancora prima di iniziare. C’è chi ha remato contro l’amministrazione e la città. In qualche modo si doveva provare ad andare avanti, anche senza una maggioranza. Ma non è stato possibile, perché da Roma c’è chi ha detto: meglio farsi mandare a casa, che governare».

Enza Ambrosone, già vicesindaco della città di Avellino. Dal 1995 siede tra i banchi consiliari della città di Avellino.

Anche la capogruppo del Pd, Enza Ambrosone, ha ipotizzato manovre dei vertici nazionali del M5S per far cadere la giunta: «La regia web ha già deciso che non dovete governare». Poi il sindaco è stato chiamato alle sue responsabilità: «Crede alle linee che ha illustrato? Non penso affatto, considerato l’entusiasmo con cui le ha lette. Non si può governare disponendo soltanto di cinque voti o con le benevoli astensioni. A maggior ragione se non si hanno idee». Quindi la sfida a Ciampi e a chi non si è schierato: «Nei prossimi 45 giorni portate in aula bilancio, Pics e società consortile. Altrimenti ci penseremo noi, perché abbiamo i numeri per farlo. E’ evidente che sta nascendo un governo gialloverde. Noi saremo fieramente all’opposizione. Non accusateci, quindi, di occupare poltrone. Ad Avellino e a Roma lo avete fatto voi. Se Ciampi vuole il bene della città, si dimetta».

L’intervento di Ettore Iacovacci, consigliere di “Avellino Democratica” è stato una sorta di autodifesa: «Ogni volta che si parla di trasformismo, si addita me. Ma, in realtà, credo di esserlo molto meno di altri. Debbo rispondere soltanto alla mia coscienza, non a tatticismi di partito. Il sindaco ha chiesto comprensione ed io sono pronto ad accordarla, per realizzare interventi a favore della città».

LA REPLICA DEL SINDACO

Chiuso il dibattito, è intervenuto il sindaco per le conclusioni: «Gli indirizzi non sono un documento chiuso. Ma respingo le accuse di inconsistenza che mi sono piovute addosso. Si tratta di un programma condiviso e sostenuto dagli elettori. Purtroppo nell’ente abbiamo trovato una situazione molto difficile ed è stato necessario tenerne conto. Non potete massacrarmi dopo soli due mesi. Sono state chieste le mie dimissioni. Ci ho pensato, anche prima di stasera. Voglio però mantenere accesa la speranza degli avellinesi che mi hanno votato. Se volete sfiduciarmi, dunque, fatelo pure, ma prima di arrivare a novembre».

Dopo le dichiarazioni di voto, è giunto il responso del consiglio.