Dovrebbero essere circa 200 gli operatori sanitari chiamati a scegliere se passare sotto l’egida dell’azienda ospedaliera Moscati di Avellino, oppure indicare una ricollocazione all’interno dei posti disponibili dell’Asl.

La manovra di annessione dell’ospedale Landolfi di Solofra all’azienda ospedaliera si concretizza soprattutto attraverso il trasferimento del personale medico, infermieristico e di altre professionalità impegnato nella struttura solofrana, che darà una boccata d’ossigeno alla carenza cronica denunciata da tempo dal Moscati, vittima del blocco regionale del turn over.

I dipendenti in forza al Landolfi sono stati raggiunti da una comunicazione della direzione generale dell’Asl di Avellino, che garantiva un diritto d’opzione sui trasferimenti, e metteva a disposizione una griglia di possibilità all’interno dell’azienda sanitaria dei posti e delle collocazioni disponibili, spalmate sugli ospedali di Sant’Angelo dei Lombardi e Ariano Irpino, e i distretti sanitari.

Nella comunicazione diramata lo scorso luglio, l’Asl stabiliva i termini temporali per esercitare il diritto d’opzione, fissato alla prima decade di settembre. Chi non lo avesse esercitato verrà automaticamente trasferito al Moscati. Stando agli addetti ai lavori, pochissimi medici hanno esercitato il diritto d’opzione per restare nell’Asl, mentre altri hanno confermato la presenza nelle unità operative garantite a Solofra. La maggioranza degli operatori si è trasferita in blocco.

Risulterebbe infatti dimezzata la rosa dei chirurghi: 4 al Moscati e altrettanti in forza ai 4 posti letto garantiti di chirurgia generale; così come hanno confermato la presenza i medici impegnati in medicina e lungodegenza, e i radiologi. Trasferiti invece gli anestesisti e i pediatri.

La direzione generale del Moscati guidata da Angelo Percopo intanto, ha già licenziato il nuovo atto aziendale, comprensivo del ‘portafoglio dipendenti’ acquisito dall’Asl che andrà a colmare le lacune dell’azienda ospedaliera; e dei nuovi investimenti derivanti dall’annessione del presidio ospedaliero solofrano, tesi a costruire il polo unico Moscati- Landolfi.

L’atto aziendale del Moscati, che peraltro è stato condiviso nella giornata di ieri con le sigle sindacali di categoria, ma non ancora reso noto nelle pubblicazioni ufficiali- anticipa i tempi fissati dal Commissario ad acta della Regione Campania, che aveva calendarizzato l’invio al 30 settembre. Nella riadozione dell’atto aziendale il Moscati ha allegato anche le misure di sicurezza sul lavoro e la riadozione del bilancio di previsione 2018 tenendo conto dei dati di spesa del presidio annesso/ceduto.

Il Direttore Morgante invece dal canto suo, ha fornito un report dettagliato nel giugno scorso, che ha consentito al manager del Moscati di prendere in carico i beni mobili e immobili del Landolfi, e farsi carico di tutti i rapporti contrattuali, inclusa la fornitura di beni e servizi. In considerazione dell’annessione, sarà la Regione a provvedere alla rimodulazione della quota del fondo sanitario regionale spettante alle aziende a partire dal 1° ottobre 2018.

Alla finestra infine, le strutture e gli addetti ai lavori in carico all’Asl, fiduciosi di una ripartizione dei beni e servizi sulle strutture ospedaliere territoriali di Sant’Angelo e Ariano.  In questi mesi infatti, la manager di Via degli Imbimbo ha annunciato nuovi sviluppi anche per la città di Avellino, con particolare riferimento alla riqualificazione dell’ex ospedale Maffucci. Nel nuovo accordo di programma degli investimenti di edilizia sanitaria, pubblicato dall’Asl con delibera 1269 del 4 settembre scorso, nelle schede degli interventi insiste la “sede legale dell’Asl prevista all’ex Maffucci” dove la direzione generale prospetta un intervento ad alta priorità con un investimento di 2milioni e 400mila euro per la rifunzionalizzazione ed adeguamento impiantistico-tecnologico.

In vista del licenziamento dei nuovi atti aziendali provinciali, è bene tenere in considerazione quanto citato nella narrativa del deliberato del decreto 29 del 19 aprile scorso, che considera infatti l’annessione “una misura di completamento ed attuazione del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, in coerenza con il fabbisogno assistenziale”.

Dall’istruttoria d’ufficio risulta che nell’attuale configurazione del Landolfi, posto a pochi chilometri dall’Aorn di Avellino, il rispetto delle soglie minime delle attività e degli esiti di cura resi potrebbero non essere garantiti per tutte le discipline esistenti. Quindi l’annessione amministrativa del presidio al Moscati consentirà la riorganizzazione delle attività assistenziali, evitando la duplicazione di alcune specialità, con miglioramento della qualità delle prestazioni e dell’equilibrio economico aziendale, con la possibilità di riutilizzo di spazi da destinare al miglioramento dell’assistenza all’interno del Moscati. L’obiettivo annunciato è lenire il carico del Moscati, per favorire l’appropriata allocazione dei pazienti in relazione alla complessità dell’assistenza sanitaria richiesta. Tutto converge nella prospettiva più ampia della razionalizzazione della spesa sanitaria.