Enza Ambrosone, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, si prepara ad ascoltare nella conferenza fissata per le ore 9,30 al primo piano di piazza del Popolo le comunicazioni del Sindaco. Come i suoi colleghi, è in attesa di conoscere la proposta che Vincenzo Ciampi farà all’intero Consiglio attraverso i capigruppo. Dopo aver ritirato le sue linee programmatiche giovedì sera, al termine di un dibattito teso, dovrà riproporre un testo aperto a disposizione del dibattito. Ciampi aveva chiesto ulteriore tempo per arrivare ad una soluzione che consentisse di far proseguire la vita della amministrazione comunale. Il nodo irrisolto per lui restano i numeri, che in aula gli danno torto. Con appena cinque consiglieri sui trentadue che siedono nell’assemblea, frutto del superamento al primo turno del 50 per cento dei voti da parte delle liste di Centrosinistra, il Sindaco non ha maggioranza, né può consentire il regolare funzionamento dello stesso Consiglio. Con una opposizione che al momento assorbe ventisette consiglieri, tecnicamente non è possibile nemmeno comporre le commissioni. Regolamenti e politica suggerirebbero la necessità di un accordo a qualunque titolo, anche non necessariamente una alleanza, tra il primo cittadino e il Consiglio. Ma fino ad ora, ad oltre due mesi e mezzo dalla sua elezione, è proprio quello che non sembra volere Ciampi.


ARCHIVIO. TREGUA TRA SINDACO E CONSIGLIO AD UN PASSO DALLA ROTTURA

L’ANALISI. AVELLINO RESTA BLOCCATA ANCORA IN CAMPAGNA ELETTORALE

Enza Ambrosone, già vicesindaco della città di Avellino. Dal 1995 siede tra i banchi consiliari della città di Avellino.

Enza Ambrosone, dopo il rinvio dei lavori consiliari di giovedì sera si è parlato di incontri informali tra i consiglieri, in particolare quelli del Centrosinistra e di Cipriano, per concordare strategie e sinergie. Sono circolate voci di un’azione risolutiva, come dimissioni dal notaio…

«Siamo per un confronto nei luoghi istituzionali. Non interessano illazioni o dichiarazioni fuori contesto, come quelle di un nostro presunto interesse per assessorati  in giunta, riferito da altri. In realtà, non abbiamo chiesto niente, né accadrà nulla fino al Consiglio. Dopo aver ascoltato in aula le parole del Sindaco, prenderemo atto delle linee programmatiche che presenterà. Vedremo e valuteremo cosa dirà».

L’aver comunque incontrato l’ex Presidente del Teatro segnala possibili margini per una ricucitura di un rapporto politico?

«Stiamo dialogando con tutti, anche con Forza Italia, in un Consiglio che vive una condizione senza precedenti. Oggi affrontiamo solo l’attuale situazione. Certo, un Cipriano che si ritrova sulle nostre posizioni è un fatto. Forse, se dovesse farlo oggi, non rivoterebbe al ballottaggio come ha fatto a giugno…».

«Stiamo dialogando con tutte le forze politiche, da Cipriano a Forza Italia, ma l’attenzione è esclusivamente sulla drammatica situazione in cui è finito il Comune di Avellino…»

Ci sono ancora margini per ricomporre la crisi? Quali sono le opzioni?

«Non faccio come il sindaco, ritengo si debba procedere con il maggior senso di responsabilità possibile in questa fase. Ma il tempo delle esternazioni ad effetto è finito. Siamo qui in attesa di tornare in aula».

Quindi, l’apertura del Sindaco venuta in Consiglio giovedì, quando ha ritirato le sue linee programmatiche, può ancora servire a sbloccare lo stallo?

«L’apertura del sindaco poteva avere un senso se frutto di una consapevolezza circa la sua mancanza di numeri per amministrare un ente che ha bisogno di risposte e soluzioni. Così, possiamo solo stare a vedere cosa proporrà».

Il deputato penta stellato Michele Gubitosa accanto alla collega Maria Pallini e al sindaco Vincenzo Ciampi

Sabato Ciampi si è affrettato a dichiarare di non aver intenzione di azzerare la giunta o di rinunciare al ricorso per il riconteggio delle schede.

«Nessuno ha chiesto a lui di fare l’una o l’altra cosa. Semmai è il contrario…».

Il contrario…?

«Il regolamento stabilisce che le linee programmatiche sono frutto del rapporto che si instaura tra sindaco e giunta. Ritirandole per un atto personale e non condiviso con i suoi assessori ha implicitamente generato dubbi all’esterno. E noi dobbiamo anche leggere un post di Sibilia che fa ironia sulla voglia di assessorati di qualcuno…?».

«Il Sindaco ha ritirato le linee programmatiche di cui la giunta è espressione, a termini di regolamento. Non siamo certo noi a chiudere cambi o azzeramenti, né ci interessano»

A questo punto sul tavolo non ci sono più le linee programmatiche dell’amministrazione pentastellata. Questo cambia qualcosa?

«Ha ritirato spontaneamente quel documento, ma per noi non muta la posizione: le linee programmatiche le detta chi ha vinto le elezioni. Ci deve dire se ha la forza di andare avanti e come intende fare».

Cosa si aspetta?

«Chi non ha i numeri in aula è il Sindaco. Deve trovare lui la soluzione da proporre ai consiglieri. Noi siamo stati eletti per fare la nostra parte all’opposizione. Tocca al Sindaco tirare le somme politiche e amministrare nella chiarezza, senza lasciar scivolare alcun velo tra le parole».

«Continuare con un atteggiamento assurdo e più che mai improponibile non lo aiuterà ad uscire dall’angolo nel quale si è messo»

Da cosa inizierebbe se fosse in lui?

«Avendo ammesso la propria difficoltà, continuare con quel suo atteggiamento assurdo azzera ogni margine per qualunque discussione».

La città intanto resta alla finestra di fronte alla situazione che è venuta a determinarsi. Le sembra ci sia attenzione intorno al Comune?

«Per me che lo pratico da un po’ di tempo, vedo un certo interesse intorno al Comune. Si segue di più l’attività amministrativa. Che poi molti strumentalizzino perché hanno interesse a dividere il mondo tra buoni e cattivi, questo non aiuta, né trova collegamento e attinenza con la realtà».

«Il Pd non deve temere di votare presto, né di assumere responsabilità in Consiglio per il bene della città. Bene l’autocritica, ma deve costruire una alternativa credibile»

La targa del Partito Democratico all’ingresso della sede romana al Nazareno

Come capogruppo del Partito Democratico vive questi momenti pensando di più a ciò che poteva essere e non è stato oppure alla prospettiva?

«A prescindere dal lato del Consiglio dove ci si va a collocare, nella maggioranza o nella opposizione, si deve guardare a ciò che accade, analizzare il percorso e fare autocritica, ma sempre costruire una alternativa a questo stato di cose. Oltre le finestre del Comune c’è una città con delle persone che hanno diritto a servizi, investimenti e efficienza».

Tra di voi c’è qualcuno che ha paura del voto anticipato?

«Non vorrei che per il timore, che pure qualcuno nutre, di andare a votare con un Movimento 5 Stelle fuori dalla amministrazione, quindi fuori giudizio, noi perdessimo il nostro elettorato finendo nell’indistinto».

Cosa propone?

«Come Partito Democratico abbiamo il dovere di fare autocritica sul passato recente, tanto quanto dobbiamo costruire una proposta in grado di rilanciare Avellino, ponendo fine a toni da campagna elettorale permanente e riprendendo a dialogare con la gente».