L’Ato rifiuti approva lo statuto,
Tropeano incontra i sindaci: si parte

Dopo l'aut aut di Fulvio Bonavitacola, l'Ente d'ambito per la gestione dei rifiuti di Avellino recupera i ritardi e lavora alla stesura del piano integrato. Sulla protesta di Chianche non si intravedono soluzioni: "Ad oggi non vedo proposte alternative"

È stato approvato lo statuto dell’Ato rifiuti di Avellino. Lo ha confermato il presidente dell’ente Valentino Tropeano, che ha parlato di una piena laboriosità del direttivo per rispettare gli impegni presi a garantire la piena funzionalità dell’ente, e definire il piano di gestione integrata dei rifiuti.

“L’Ato è pronto a scrivere con sindaci, comunità e cittadini un piano di gestione condiviso”

“Siamo pronti a recepire le istanze dei Comuni, delle associazioni impegnate nel settore, e dei cittadini per disegnare un piano di gestione che sia capace di assecondare le esigenze di ogni comunità” ha spiegato. “Non appena il direttore generale entrerà nel pieno delle sue funzioni, procederemo con gli ulteriori passi”.

“Non c’è incompatibilità per il direttore generale, il passaggio della gestione ai sindaci aprirà una nuova fase”

La nomina di Anna Rosa Barbati alla carica di direttore generale intanto, continua a destare malumori e a sollevare aspre polemiche sul ruolo ricoperto all’interno di Irpiniambiente, la società 100 per cento partecipata della Provincia di Avellino. Si contesta un protagonismo che si alterna da controllato a controllore. “Sono questioni strumentali, che interessano relativamente. A noi importa che venga fatto un buon lavoro e su questa linea siamo disponibili a collaborare. La società gestirà il servizio fino a quando non entrerà in funzione l’Ato rifiuti, con il passaggio di gestione ai comuni. Automaticamente cade l’accusa del controllato e controllore: non c’è alcun conflitto di interessi perchè voglio ricordare che la persona nominata non è proprietaria di una società, nè di un’azienda che lavora nel settore dei rifiuti” ha spiegato il presidente.

“Biodigestore, non è stata proposta un’alternativa. Fu Chianche a farsi avanti, pronti a valutare nuovi siti”

Oltre alla definizione del piano integrato e delle incombenze ‘tecniche’, grava sull’Ato rifiuti la protesta per il biodigestore di Chianche, ritenuto un pericolo di rischio di inquinamento ambientale che mal si concilia con i requisiti di salubrità certificati dall’areale del Greco di Tufo e dalla denominazione Docg. “Avrò una opinione sul biodigestore quando sarò a conoscenza di una proposta alternativa” puntualizza. “Non possiamo rinunciare all’impiantistica, ma non ci sono veti sulla localizzazione. Quella di Chianche è stata un’operazione di qualche anno fa dell’amministrazione comunale, che ha risposto ad una manifestazione d’interesse. Se arrivano altre proposte saranno valutate, ma ad oggi non ci sono alternative”.

“La priorità è riportare nelle mani dei sindaci il pieno controllo su ambiente e rifiuti. Col Direttore incontreremo tutti”

Il costruendo piano a cui guarda Tropeano ambisce a produrre economicità, efficacia e pieno rispetto ambientale. Per questo motivo ha stabilito un calendario fitto di incontri con gli amministratori sui territori e recepire istanze. “Non appena il direttore generale entrerà nel pieno delle sue funzioni ci occuperemo della politica di indirizzo dell’ente: prevediamo incontri itineranti per concordare soluzioni cucite su misura per ogni esigenza che ci verrà manifestata” conclude.