Consorzio Vini d’Irpinia presenta i corsi di potatura ‘anti-Covid’

IL PRESIDENTE DI MARZO: «INVESTIRE SULLA QUALITA’ DEI VINI È LA NOSTRA RISPOSTA ALLE POLITICHE DI PREZZO AL RIBASSO». Appuntamenti a Castelfranci, Luogosano e Montemiletto. Il coordinatore Gerardo Perillo: “Formazione tassello fondamentale per la crescita delle aziende irpine”

Consorzio Vini d’Irpinia presenta i corsi di potatura ‘anti-Covid’. “L’emergenza non ha fermato la nostra capillare azione di formazione sul territorio, tesa al continuo miglioramento della qualità delle produzioni vitivinicole. Le politiche di prezzo al ribasso, applicate in questi giorni su alcuni dei migliori vini locali, ci devono spingere ad esaltare ulteriormente la qualità della nostra filiera vitivinicola. E la formazione è sicuramente un tassello fondamentale”. Il Presidente del Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia, Stefano Di Marzo, presenta così il nuovo ciclo di corsi di potatura che partirà in provincia nei prossimi giorni.

l Presidente del Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia, Stefano Di Marzo

La nuova edizione non prevede, per ragioni di sicurezza, ore di formazione in aula, ma solo incontri teorici e pratici in vigna, dove per i partecipanti (che saranno organizzati in gruppi di massimo dieci unità) sarà più agevole rispettare le disposizioni anti-contagio.
Tre le location individuate in altrettante aziende vitivinicole della provincia: le Cantine di Gerardo Perillo a Castelfranci, la Tenuta del Cavalier Pepe a Luogosano e la Tenuta del Meriggio a Montemiletto. I corsi, tenuti da esperti agronomi di aziende locali di riferimento, si concentreranno sulle tecniche di potatura dei tre vitigni principi della provincia di Avellino: l’Aglianico, il Greco e il Fiano. In prima linea, tra le aziende promotrici dell’iniziativa, anche Cantine De Lisio e Cantine Boccella Rosa di Montemarano e Salvatore Tolino di Castelfranci, realtà da sempre attente alle attività di formazione e aggiornamento di settore.

Consorzio Vini d’Irpinia presenta i corsi di potatura ‘anti-Covid’. Nella foto: la potatura

“Questi corsi – precisa il coordinatore Gerardo Perillo – rappresentano un’importante opportunità per i produttori e gli operatori irpini per confrontarsi e approfondire la loro conoscenza sulle più innovative tecniche di potatura, fase fondamentale per un’ottimale tenuta della vigna che garantisca una produzione di vini di qualità eccelsa, come nella migliore tradizione della viticoltura della nostra provincia”.

Vigneti irpini

Nonostante i termini si siano appena aperti, sono già numerose le iscrizioni arrivate da tutta la Campania (per ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero 340.0952723 o scrivere a [email protected]) a conferma del ruolo di primo piano riconosciuto al Consorzio nelle attività di formazione destinate a produttori e operatori di settore. “L’organizzazione dei corsi ha naturalmente risentito dell’attuale situazione di emergenza, ma siamo comunque pronti a fare la nostra parte per la crescita delle imprese irpine. Il calendario degli appuntamenti – precisa Perillo – sarà definito di volta in volta in modo da garantire un numero contenuto di partecipanti, nel pieno rispetto di tutte le disposizioni anti-Covid”.

Consorzio Vini d’Irpinia presenta i corsi di potatura ‘anti-Covid’. Nella foto: il gruppo dei promotori

“I corsi promossi dal Consorzio – aggiunge il Presidente Di Marzo – sono sempre in linea con le richieste e le esigenze dei soci. Oltre alla potatura, organizziamo ad esempio cicli di incontri periodici sulla gestione del vigneto, la lotta a fenomeni atmosferici o attacchi di parassiti. La formazione è un settore strategico fondamentale per restare sempre competitivi sui mercati nazionali e internazionali. Non a caso, anche nell’attuale situazione di emergenza, ci siamo attivati per organizzare al meglio la nostra attività sul territorio”.
Un impegno nel segno della qualità che il Presidente del Consorzio di Tutela auspica possa essere rispettato anche nella fase di commercializzazione dei vini irpini. “La filiera della vite e del vino è uno dei comparti trainanti l’intera economia della provincia di Avellino. È necessario dunque che i vini a denominazione d’origine, per il valore che la stessa legge 238/2016 attribuisce loro, siano gestiti anche in fase di commercializzazione con senso di responsabilità. Un livello di prezzo eccessivamente basso, largamente incapiente rispetto ai costi di produzione di un vino DOCG, è destinato – conclude Di Marzo – a procurare un danno d’immagine a un’intera comunità composta da svariate centinaia di produttori irpini”.


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