Alla Fca di Pratola Serra mascherine in attesa di Stellantis (2021)

IL FUTURO INDUSTRIALE DELLO STABILIMENTO AVELLINESE E DEI SITI ITALIANI IN VISTA DELLA FUSIONE DEL GRUPPO CON PSA: CONTO ALLA ROVESCIA. Presso lo stabilimento irpino 19 linee attive ad agosto e settembre producono in simultanea con Mirafiori 27 milioni di dispositivi fino a fine settembre. Da ottobre sul tappeto il futuro della fabbrica irpina e di quelle italiane

Il futuro della FCA Avellino. Nella foto lo stabilimento della Fca a Pratola Serra

Alla Fca di Pratola Serra mascherine in produzione, ma comincia il conto alla rovescia verso l’esordio del nuovo marchio Stellantis, che nel 2021 concretizzerà a livello industriale l’accordo tra il gruppo torinese e PSA. Dubbi e incertezze ammantano il futuro di tutti o quasi gli stabilimenti italiani, di molti fornitori, delle piattaforme per le utilitarie, delle motorizzazioni, delle nuove produzioni Alfa Romeo (con possibili fabbriche negli Usa e in Cina). Tutti gli osservatori ricordano l’impegno annunciato da Fiat Chrysler Automobiles di mantenere attivi e operativi i siti italiani, ma con altrettanto realismo si attendono lumi per le sedi dove le prospettive non sono mai state delineate nell’ambito di precisi piani di investimento a lungo termine.

I cancelli della FCA di Pratola Serra, nell’area industriale di Pianodardine

È il caso di Pratola Serra, che oggi realizza mascherine chirurgiche come Torino Mirafiori, ma che a differenza dello storico stabilimento piemontese  Fiat non è stata individuata come una delle piattaforme per la produzione di veicoli elettrici.  Terminata la realizzazione dei 27 milioni di mascherine chirurgiche al giorno, il futuro già scritto resta da verificare alla prova del nuovo assetto del gruppo, con la fusione imminente, le cui conseguenze sul piano tecnologico fanno discutere analisti e osservatori. A Pratola Serra gli impegni ufficiali già assunti nei mesi scorsi riguardano i nuovi motori diesel del Fiat Ducato, oltre all’aggiornamento dei motori Diesel, in attesa di capire se l’azienda manterrà l’intendimento di costruire una nuova generazione di motori a gasolio. I tempi sono relativamente stretti, perché la pandemia non ha condizionato il processo di fusione tra FCA e PSA, anzi, probabilmente lo ha reso perentorio alla luce delle conseguenze che l’emergenza ha avuto sull’intero mercato mondiale dell’auto e dell’automotive. Entro marzo 2021 Stellantis nascerà nelle simultanee assemblee degli azionisti annunciate all’interno dei due gruppi. Entro 9 mesi Pratola Serra e gli stabilimenti italiani conosceranno il proprio destino all’interno del futuro terzo costruttore globale.

Alla Fca di Pratola Serra mascherine in produzione. Area in allestimento

ALLA FCA DI PRATOLA MASCHERINE PER ORA. L’iniziativa promossa dalle autorità governative italiane attraverso il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, consente di realizzare in Italia i presìdi protettivi individuali resi obbligatori per contenere il contagio da Coronavirus. La produzione a Pratola Serra e Mirafiori è prevista per ora ad agosto e settembre. La fornitura dovrà coprire il fabbisogno nazionale. Lo stabilimento avellinese ha riservato a questa produzione un’area di circa 9.000 metri quadrati per 25 linee. L’obiettivo di produzione giornaliera nei due impianti di Fca con tutte le linee produttive operative è di 27 milioni di mascherine al giorno.

Il Presidente di Anfia, Paolo Scudieri (a sinistra); il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il COO EMEA di Fiat Chrysler Automobiles, Pietro Gorlier

Il Gruppo ha chiaramente spiegato che non si tratta di una riconversione permanente, ma di un contributo industriale alle esigenze nazionali di contenimento del virus. «Questa iniziativa rientra in un’azione più ampia che abbiamo portato avanti in ambito mondiale per sostenere le realtà locali in cui siamo presenti ed in particolare i nostri dipendenti», ha affermato Pietro Gorlier, responsabile Emea di FCA in una nota nelle scorse settimane. «In Italia abbiamo messo a disposizione le nostre eccellenze sul fronte industriale fin dalle prime battute della pandemia e ci siamo fortemente impegnati con tutte le nostre società con molteplici iniziative concrete su più fronti a sostegno delle organizzazioni sanitarie italiane e internazionali». Dal prossimo autunno, salvo ulteriori richieste dell’autorità nazionale, sul tavolo tornerà la prospettiva industriale legata all’auto e ai motori


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