‘Demolizione delle casette asismiche di Aquilonia’, Gala: sì della Soprintendenza, ma Sindaco pronto a salvarle

Confronto riaperto sul futuro dei padiglioni destinati da un provvedimento amministrativo all'abbattimento. Dalla maggioranza l'ex primo cittadino conferma la volontà del dialog ma chiede proposte di riutilizzo. Dalla minoranza il capogruppo Antonio Caputo avverte: «Se non si revoca la delibera, il dialogo è solo sulla carta»

Le Casette asismiche di Aquilonia al centro di un confronto tra comitato e amministrazione comunale per evitarne l'abbattimento. Furono realizzate dopo il terremoto del Vulture nel 1930 per accogliere i sopravvissuti, dando il via alla ricostruzione del nuovo paese

C’è il «sì della Soprintendenza alla demolizione delle casette asismiche di Aquilonia», afferma l’ex sindaco Lello Gala, oggi capogruppo di maggioranza, rilanciando però sul dialogo con il comitato che si batte per la salvaguardia di sei padiglioni. «Il Sindaco è Giancarlo De Vito è pronto a salvarle, ma occorre un progetto di riutilizzo», afferma in sostanza. Lello Gala ricorda che «le casette asismiche furono costruite a seguito del terremoto del 23 luglio 1930, che rase a suolo Aquilonia provocando oltre 300 vittime». Dopo la tragica calamità «si decise di ricostruire il paese più a monte, dove furono appunto allestite, in soli 30 giorni, le casette di 24 metri quadrati». Si trattava, ricorda, di «palazzine nate per fronteggiare l’emergenza». Gran parte della popolazione di Aquilonia per oltre 60 anni ha abitato in questi fabbricati, spiega. La loro demolizione è iniziata nel 1992 ad opera dell’amministrazione guidata dal sindaco Lello Gala, allora giovanissimo sindaco, oggi referente dell’associazione politica Aquilonia Carbonara.

Lello Gala, ex sindaco di Aquilonia e presidente dell’associazione Aquilonia Carbonara

Lello Gala spiega le ragioni dell’incontro con il comitato, facendo una premessa. «Per quanto mi riguarda ritengo che il dialogo e la partecipazione sono alla base del vivere democratico, elementi, questi, che non dovrebbero mai mancare in una società civile. Ciò nonostante comprendo anche le ragioni per cui questo incontro non è stato possibile farlo prima, atteso che le contrapposizioni che ci sono state in questi due anni hanno riguardato più che altro questioni burocratiche; bisogna poi considerare che, quando questa diatriba è iniziata, eravamo in piena campagna elettorale e questa circostanza non ha giovato ad  avvicinare le posizioni». Nel merito, Gala ci tiene a precisare che in discussione c’è una parte dell’antico insediamento. «Il nostro gruppo, sia quello politico che quello consiliare, ha ritenuto che fossero maturi i tempi per un dialogo col comitato costituitosi spontaneamente contro l’abbattimento delle casette, precisamente quelle che riguardano i sei padiglioni dove prima insisteva la Guardia Medica. Dico questo anche per evidenziare un’altra verità che artatamente non viene mai raccontata, e cioè che nessuno di noi si è mai sognato, sindaco De Vito in testa, di cancellare con qualche colpo di gru la memoria storica di tutte le casette asismiche. Non sfugge ai più, infatti, che la stecca di palazzine che dall’angolo del Corso  Vittorio Emanuele porta alla piazza Aldo Moro, è ancora in piedi e nessuno si sogna di abbatterle». Per queste ragioni, sottolinea, «resta chiaro, pertanto, che il discorso, abbattimento/SI – abbattimento/NO riguarda solo i sei padiglioni» in oggetto.


«PER NON PROCEDERE ALLA DEMOLIZIONE DELLE CASETTE ASISMICHE DI AQUILONIA SERVE UN PROGETTO».  Detto questo, Lello Gala ritiene sia giunto il momento di arrivare ad una sintesi condivisa. «Dobbiamo adoperarci per trovare una valida soluzione. Questo primo incontro che abbiamo fatto col comitato, a mio giudizio molto costruttivo e con degli interlocutori professionalmente competenti, è servito a rompere il ghiaccio in modo da favorire una discussione, che ci auguriamo possa essere allargata anche a collaborazioni tecnico-amministrative di alto profilo, per far sì che le casette, prendendo a prestito lo slogan del comitato, non siano più un problema ma un’opportunità». Lello Gala si dice fiducioso. «Le premesse per fare bene ci sono tutte, lo stesso Sindaco Giancarlo De Vito, nonostante abbia ricevuto recentemente l’OK della Soprintendenza all’abbattimento dei sei padiglioni, con una scelta molto intelligente nonché politicamente avveduta, ha dichiarato, prima di prendere una decisione definitiva, di essere disponibile ad un confronto costruttivo e a valutare proposte alternative».

Antinio Caputo, capogruppo in consiglio comunale di “Aquilonia Futura”

MA LA MINORANZA CON ANTONIO CAPUTO AVVERTE: «REVOCARE LA DELIBERA DI DEMOLIZIONE DELLE CASETTE ASISMICHE DI AQUILONIA, POI CONFRONTO VERO». Con una nota il capogruppo della minoranza in consiglio comunale del gruppo ‘Aquilonia futura’ chiede l’intervento del Sindaco, Giancarlo De Vito. «Abbiamo appreso dell’apertura da parte della compagine di Aquilonia-Carbonara ad un confronto sul tema delle ‘palazzine’ e dell’incontro tenutosi con una rappresentanza del Comitato Civico Palazzine Bene Comune», ma «fermo restando che sono oramai almeno due anni che chiediamo a gran voce un confronto serio con l’Amministrazione De Vito, ci saremmo aspettati che tale apertura arrivasse direttamente dal Sindaco e non solo da una parte della maggioranza (se ancora può essere considerata tale!)», si legge nella nota. «Ma in questo momento il fulcro principale di tale vicenda è e resta la revoca della delibera di demolizione. Perché è vero che Aquilonia-Carbonara ha deciso di aprire questo dialogo ma è pur vero che tutti i provvedimenti posti in essere fino ad oggi (delibera di Giunta, determinazioni dell’UTC e Relazione inviata dal Comune alla Soprintendenza) sono stati elaborati e indirizzati anche dal loro gruppo in maggioranza», scrive Caputo. Quindi, «non riusciamo a comprendere se è intenzione di tutta l’Amministrazione oppure solo di Aquilonia-Carbonara (oppure di nessuno dei due, ma è solo per prendere ulteriore tempo) aprire una discussione seria per preservare il nostro patrimonio urbanistico e storico». E conclude: «Se lo scopo è davvero preservare la nostra memoria storica, invitiamo i consiglieri appartenenti al gruppo Aquilonia-Carbonara ha richiedere al Sindaco la revoca immediata della delibera di giunta per poi procedere con un tavolo di confronto con la comunità per decidere il futuro delle casette. Altrimenti, come al solito, saranno solo parole al vento».


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