Ad Ariano il “percorso rosa” per donne vittime di violenza

In occasione della presentazione del percorso Donne Attive nell'ambito del progetto regionale Svolte, la manager di Via degli Imbimbo Maria Morgante ha annunciato l'inaugurazione il 25 novembre prossimo, di uno spazio dedicato alle donne vittime di violenza al nosocomio del Tricolle. Giovedì 10 ottobre intanto, l'Asl di Avellino firma il protocollo d'intesa alla Procura di Benevento per costruire la rete di contrasto al fenomeno

Svolte al consorzio dei servizi sociali di Lioni

Ad Ariano il “percorso rosa” per donne vittime di violenza. Lo spirito di collaborazione e la sinergia fra Azienda Sanitaria di Avellino e il Piano di Zona Sociale di Lioni spesa nelle misure messe in campo a tutela delle vittime di violenza traccia il solco per la creazione di quella rete istituzionale e professionale utile a costruire il dialogo fra gli addetti ai lavori e a mettere in campo misure trasversali per arginare il fenomeno. Un dialogo a maglie strette già previsto all’atto della fondazione del Centro Anti Violenza allocato presso il Presidio Ospedaliero Criscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi, che è stato puntellato con il tempo e grazie al lavoro degli operatori, e che attende di essere istituzionalizzato “al pari del consultorio familiare” come ha auspicato la consigliera regionale alla parità Mimma Lomazzo. L’orizzonte politico a cui guardano infatti tanto il presidente de Consorzio di Lioni Stefano Stefano Farina, quanto la direttrice generale dell’Asl di Avellino Maria Morgante, è quello di attribuire solidità ad un dialogo istituzionale per costruire quella rete di collaborazione attesa dai livelli regionali e nazionali. Su questo indirizzo politico socio sanitario si sono alternati illustri relatori presso la sala consiliare del Comune di Lioni, in occasione della presentazione del percorso “Donne attive” realizzato nell’ambito del progetto regionale “S.V.O.L.T.E.” – Superare la Violenza con l’Orientamento, Lavoro, Tirocini, Esperienze Formative- , dove la manager dell’Asl nel sottolineare il prezioso lavoro svolto dal Consorzio e dall’Asl sul Centro Anti Violenza di Sant’Angelo dei Lombardi, ha annunciato la partecipazione dell’Azienda Sanitaria irpina ad un protocollo d’intesa che sarà siglato giovedì 10 ottobre a Benevento presso la Procura della Repubblica. Non solo. Il 25 novembre prossimo, l’Asl inaugurerà il “percorso rosa” all’Ospedale Frangipane di Ariano Irpino. “Ambito sanitario e sociale si incrociano su compiti e responsabilità diverse per interagire: il Centro Anti Violenza di Sant’Angelo dei Lombardi è stato il primo centro in provincia, dove è stata costruita una sinergia forte fra Consorzio e Centro Anti Violenza, per la gestione delle attività che sono state messe in campo. Accompagnare le donne nel percorso vittime di violenza nel percorso di risalita implica l’erogazione di servizi di qualità, così come lo sono i tirocini formativi che consentono alle donne di recuperare autonomia e indipendenza economica dall’uomo” ha spiegato.

Il tavolo dei relatori, relaziona il dirigente scolastico Gerardo Vespucci

 

Ad annunciare l’esito del lavoro compiuto dal Piano di Zona, che si prepara a fornire formazione e tirocini a 5 donne che hanno affrontato il percorso nel Centro Anti Violenza, è stato il presidente Farina, sottolineando la scelta di un tavolo tecnico nella fase di presentazione del percorso, che sarà poi accompagnata da un momento di dibattito e riflessione politica. “Apprezzo molto la sinergia fra Consorzio e Asl nella condivisione del percorso, e oggi possiamo condividere la gioia di poter offrire a 5 donne vittime di violenza una occasione di rinascita” ha spiegato alla platea di studenti dell’Istituto Vanvitelli di Lioni, e alle amministratrici dei comuni presenti in sala. Mentre la direttrice del Consorzio Alfonsina Porciello ha sottolineato la necessità di prendere esempio dai grandi miti della filosofia della differenza di genere come Antigone, Medea, Alcesti, il dirigente scolastico del Vantivelli di Lioni Gerardo Vespucci ha esortato gli studenti presenti in sala a cogliere le opportunità offerte dalla scuola e da occasioni di confronto, per arginare quello “smarrimento sociale destinato ad esplodere fra due decenni” come ha spiegato. Ha illustrato i numeri registrati al Centro Antiviolenza Di Donna, il direttore sanitario del presidio Angelo Frieri, sottolineando l’impegnativo lavoro sostenuto dagli operatori sanitari nel trattamento delle conseguenze della violenza maschile. “Al Criscuoli sono stati registrati 58 casi di violenza di genere e 38 sono stati presi in carico dal Centro. Il trattamento sanitario delle donne che arrivano al pronto soccorso viene affiancato da una intensa attività di sensibilizzazione: dalle panchine rosse alla Legge sul Codice Rosso, dai movimenti alle campagne di mobilitazione. Spesso le donne vengono accompagnate dagli autori della violenza stessa, che ancora esercitano il loro condizionamento e frenano la capacità di raccontare quello che è veramente accaduto” ha spiegato ai ragazzi. “Per questo è necessario avere personale qualificato, non solo per accompagnare le donne nella fase della denuncia, ma anche in quella dell’allontamento, fino al recupero dell’autonomia e l’indipendenza”.

La platea degli studenti del Vanvitelli di Lioni

Se è vero che la cultura di una società si costruisce nelle agenzie educative, fra cui la scuola e la famiglia, è altrettanto vero che bisogna riaffermare la cultura del rispetto nel linguaggio e nella comunicazione, verbale e non verbale. Su questo terreno si è espressa la presidente dell’Osservatorio regionale sul fenomeno della Violenza di genere Rosaria Bruno, che ha illustrato ai ragazzi il video “parole del genere” per instillare il giusto sguardo critico rispetto agli stimoli che arrivano dalla società.

L’intervento della consigliera regionale alla Parità Mimma Lomazzo

“Per arginare la violenza di genere è necessario mettere in campo atti concreti” ha tuonato la consigliera regionale Lomazzo. “E’ arrivato il momento di incidere sulla diseguaglianza ancestrale fra uomini e donne che oggi ancora si riverbera bei dati dell’occupazione: in Campania solo il 29% delle donne lavora, e 2734 sono state costrette a dimettersi perchè incinte. Ho apprezzato molto l’annuncio del premier Conte, ma ora ci aspettiamo concretezza”. Poi la presenza nelle pubbliche amministrazioni: “Su 550 comuni in Campania appena 27 sono le donne sindaco, e le quote rosa non hanno migliorato molto la presenza nei consigli comunali” annuncia. “La scuola è un laboratorio importante per instillare una nuova cultura e per questo come consigliera alla parità suggerisco l’apertura di corsi di formazione nelle scuole e l’inserimento dell’educazione di genera fra le materie di educazione civica” continua. La consigliera Lomazzo ha indicato infine le prossime sfide culturali. “Affrontare il contrasto al fenomeno della violenza sul fronte istituzionale e aprire case rifugio su territorio regionale e nazionale; farsi carico delle donne che denunciano la violenza; portare i Centri Anti Violenza fuori dal precariato e dall’approvazione dei singoli progetti: così come i consultori familiari che sono di competenza delle Asl, così i Centri Anti Violenza devono essere strutturati” conclude.

Studenti e amministratori comunali intervenuti allincontro

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