La manager dell'Asl di Avellino Maria Morgante, accanto al Governatore Vincenzo De Luca e alla Presidente del Consiglio Regionale, Rosetta D'Amelio

La Sanità campana è al bivio. Il 10 e 11 ottobre riunioni tecniche dedicate alle ultime formalità previste dalla procedura per la certificazione dei conti e dei livelli essenziali di assistenza (Lea). Il 12 ottobre, lo ha scritto il Governatore sul suo profilo Facebook, se non si accorderà l’uscita dal commissariamento della Campania «andremo al Tar», ha affermato, chiarendo di non vedere ostacoli reali e concreti al ripristino dei poteri ordinari. A sostegno di questa tesi ha indicato anche i tempi di pagamento ai fornitori. «Abbiamo risanato i conti al punto che noi paghiamo i fornitori del settore farmaceutico in 38 giorni contro i 60 della Lombardia», ha spiegato, mostrandosi soddisfatto.


Il videomessaggio del Governatore Vincenzo De Luca su Facebook rilanciato dal suo profilo Twitter

«Confido che nell’arco di un mese saremo fuori dal commissariamento», ha poi rassicurato, facendo una stima sui tempi necessari al governo per deliberare in Consiglio dei Ministri. L’ipotesi del ricorso rappresenta un modo per mettere le mani avanti. «Non mi fido nessuno», ha rimarcato, evocando senza citarle le recenti ruggini con il Movimento Cinque Stelle, che resta la forza parlamentare di maggioranza relativa. De Luca però guarda avanti. «Fatto il miracolo» di aver fatto tornare i conti con «la camicia di forza» del commissariamento e dei suoi vincoli sulla spesa, «possiamo dire che siamo alla fine di questo calvario». Guardando al prossimo anno il Governatore punta ad una crescita dei livelli essenziali a parità di conti sotto controllo, grazie alla possibilità di destinare tutte le risorse disponibili agli investimenti in servizi per i pazienti e al miglioramento di ospedali e strutture territoriali. E per dare una immagine plastica del cambiamento realizzato, ha citato le società di intermediazione, «che fino a qualche anno fa lucravano dall’acquisto dei crediti e dalla riscossione dei decreti ingiuntivi», ma che ora «hanno chiuso bottega».

Edilizia sanitaria in Campania, sbloccato un miliardo dalla Regione. De Luca: svolta dopo 18 anni

SANITÀ CAMPANA, LO SCENARIO. Sanità campana verso lo stop al commissariamento da gennaio: il Ministero della Salute attende la conclusione dell’istruttoria ai tavoli, in particolare quelli dei Lea. A Roma il Ministero sembra orientato comunque a restituire i poteri alla Campania. Nei giorni scorsi lo stesso Ministro Roberto Speranza aveva ammesso che “ci sono stati grandi passi in avanti”, intervenendo alla Festa della Cgil di Napoli. In queste ore, con il passaggio della nota di aggiornamento del Def, Documento di Economia e Finanza, prende corpo la proposta di ridisegnare l’assetto finanziario della Sanità, anche se non subito. Con il nuovo Patto della Salute aumenta di due miliardi la dotazione nazionale, si supereranno i commissariamenti per come si sono imposti nell’ultimo decennio e in alcuni casi, con il Lazio c’è la Campania, saranno restituiti i poteri. Il Ministero deve chiudere la partita entro la fine di ottobre, sbloccando a novembre i poteri ordinari (in Campania dopo dodici anni) con decorrenza primo gennaio 2020. Questo consentirebbe al Governatore, Vincenzo De Luca, di portare per la prima volta dal 2007 una legge di stabilità regionale completa e di nominare un assessore alla Sanità. Il Ministro si è detto fiducioso sull’esito di una trattativa che è entrata nello snodo decisivo. In Campania non è solo il Governatore ad attendere, ci sono le associazioni di categoria delle imprese accreditate, i sindacati, gli ordini professionali, ma soprattutto i pazienti e i cittadini, costretti da oltre un decennio a sostenere l’onere di un servizio pubblico sottoposto alle regole del piano di rientro che ha compresso la spesa sanitaria ben al di sotto dei livelli concessi alle regioni con poteri ordinari.

La sede che ospita il Ministero della Salute a Roma nel quartiere Eur

CONTI E LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA, LA SANITÀ CAMPANA: “SIAMO IN REGOLA”. Il Governatore della Campania rivendica dal luglio scorso il diritto alla restituzione dei poteri ordinari in materia di Sanità ricordando i numeri e i parametri certificati a Roma in sede di verifica. «Conti in ordine e Lea oltre la soglia della sufficienza», aveva sintetizzato l’esito dell’incontro tenuto lo scorso 25 luglio nella Capitale così come sintetizzato da fonti della Giunta di Palazzo Santa Lucia. Nella nota l’ufficio stampa della Regione Campania aveva fatto il resoconto sintetico della riunione sugli adempimenti in Sanità al ministero dell’Economia. «Il tavolo tecnico ha verificato che la Campania ha ottenuto per il sesto anno consecutivo di pareggio di bilancio e di aver raggiunto quota 167 nella griglia Lea (Livelli essenziali assistenza), dato relativo al 2018, e tendenzialmente un ulteriore  crescita anche nel 2019», si legge. «Il dato ora sarà portato, come previsto per legge, al Comitato Lea per la certificazione formale». La sottolineatura della Regione Campania è eloquente: «Si ricorda che, ai conti in equilibrio, la soglia considerata sufficiente per l’uscita dal commissariamento è 160». Per questo, «al termine della riunione la Regione Campania ha sollecitato una tempestiva riunione del Comitato Lea». In queste ore il Governatore ha ricordato al Ministro che la Campania resta in attesa del riconoscimento formale di un risultato che sotto il profilo sostanziale risulta già acquisito dalle strutture tecniche dei ministeri vigilanti. Della situazione Vincenzo De Luca ha avuto modo di riferire allo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel corso di un colloquio a Palazzo Chigi lo scorso 15 luglio.


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