I Vigili del Fuoco presidiano lo stabilimento della ICS di Avellino, distrutto dalle fiamme il 13 settembre 2019

Il rogo all’ICS di Avellino una settimana dopo: nessuno sforamento di polveri sottili e ultrasottili nell’aria e diossine in calo e sotto la soglia di attenzione intorno alla fabbrica. Proseguono i test sui suoli e i pozzi idrici da parte dell’Asl, che da lunedì sta monitorando ed esaminando scientificamente i territori di Avellino, Atripalda, Aiello del Sabato, Contrada, Grottolella, Manocalzati, Montefredane, Montoro, San Potito Ultra. Ad una settimana dalle esplosioni che hanno distrutto la ICS di Pianodardine e provocato l’emergenza ambientale ad Avellino, in queste ore è stato autorizzato ai dirigenti della «Industrie Composizione Stampati« un accesso alla fabbrica, che resta sotto sequestro. I tecnici della «Industrie Composizione Stampati Srl SE.R.I. Group» hanno potuto recuperare alcuni degli stampi sfuggiti alle fiamme (lo stampo nel processo di produzione industriale dello stampaggio serve a dare la forma intermedia o finale al pezzo da lavorare). L’obiettivo dell’azienda è salvaguardare uno stabilimento ad alta produttività ritenuto una eccellenza nel suo settore, la produzione di componenti in plastica per l’industria delle batterie. Dal 2010, da quando l’azienda è entrata a far parte del Gruppo SERI, è ritenuta un punto di forza della compagine. Si lavora per un possibile recupero del polo produttivo e delle forze lavoro, al di là del destino che avrà il sito andato a fuoco. Gli stampi per gli involucri in plastica per batterie montate sulle auto, in particolare sui modelli Volkswagen, costituiscono la base della attività produttiva e vengono considerati dai dirigenti della ICS di gran lunga più importanti anche degli stessi macchinari utilizzati fino a venerdì 13 settembre per fabbricare i pezzi. L’azienda ha numerose richieste di consegna cui fare fronte.

L’incendio della ICS nel contesto più ampio di Pianodardine e dell’area industriale. Sono riconoscibili gli stabilimenti della Irpinia Calcestruzzi e della Denso, l’area di servizio e la sede dell’Air Mobilità

LABORATORI IN AZIONE 8 GIORNI DOPO IL ROGO ALL’ICS DI AVELLINO. Revocato domenica pomeriggio lo stato di emergenza, da allora le centraline di rilevamento dell’Arpac su diossine e furani, e l’Asl di Avellino su campionamenti di verdura, frutta, suoli e pozzi idrici, lavorano a pieno ritmo fornendo informazioni costanti soprattutto nel primo caso. Le analisi e le indagini scientifiche vengono comunicate quasi ogni giorno dall’Arpa Campania, mentre l’Azienda Sanitaria opera nel più stretto riserbo.

ARPA CAMPANIA: DIOSSINE CALATE ANCORA, NESSUNA PREOCCUPAZIONE. Proprio in queste ore sono stati resi disponibili gli ulteriori risultati sulle concentrazioni di diossine riscontrati in aria ambiente, «a seguito dell’incendio verificatosi presso l’azienda I.C.S. S.pA, situata nella Zona Industriale località Pianodardine del Comune di Avellino il giorno 13 settembre», si legge in una nota dell’Arpa Campania. I dati sono contenuti nel rapporto di prova n. 21738 del Laboratorio Regionale Diossine ARPAC. Si riferiscono «al campionamento iniziato il 16 settembre alle ore 11:30 e conclusosi il giorno 17 settembre alle ore 11:30». Nel merito, a una settimana piena dal rogo all’ICS di Avellino, l’incidenza di diossine e furani è ulteriormente calata ad un livello inferiore a quello stabilito per convenzione come compatibile con la salute. Lo si evince dalla nota dell’Arpac: «Gli esiti analitici evidenziano un valore di concentrazione di diossine e furani pari a 0,0842 pg/Nmc I- T.E.Q, significativamente inferiore rispetto alle concentrazioni riscontrate nei precedenti campionamenti e al valore di riferimento correntemente utilizzato dalla comunità scientifica e proposto dal Laenderausschuss fuer Immssionsschupz (LAI -Germania) pari a 0,15pg/Nmc ITEQ. L’Arpa Campania utilizza quattro postazioni attrezzate con campionatori passivi (radielli) nelle zone limitrofe all’area interessata dall’evento, «atteso che la fonte primaria di diossine (incendio) è stata estinta già nella serata dello stesso giorno dell’incidente, 13 settembre».

Concluse le operazioni di spegnimento dell’incendio alla ICS di PIanodardine sabato mattina 14 settembre dopo le 8. I Vigili del Fuoco annunciano che la ICS è in sicurezza

COSA SONO DIOSSINE E FURANI. Quando si parla di “diossina” in senso non chimicamente rigoroso, ma tossicologico, si intende inquinanti organici persistenti sottoposti alla convenzione di Stoccolma del 22-23 maggio 2001. Sono tossici per l’uomo e gli animali. In base all’accordo europeo (entrato in vigore il 17 maggio 2004) gli Stati aderenti devono prendere misure atte a eliminare ove possibile, o quantomeno minimizzare, tutte le fonti di diossine. In questo contesto, il furano è un composto organico eterociclico aromatico, ottenibile per sintesi e per distillazione del legno, in particolar modo del pino. È tossico e assimilabile alle diossine.  

L’accesso al presidio ospedaliero dell’Asl di Avellino ad Ariano “Sant’Ottone Frangipane”

PROSEGUONO LE ANALISI DELL’ASL AVELLINO SU SUOLI, ORTOFRUTTA E POZZI IDRICI. A cinque giorni dall’incendio l’Asl è ancora impegnata nell’analisi dei terreni. Deve escludere conseguenze su acqua, suolo, matrici vegetali e animali. Nel frattempo restano i divieti di «raccolta e consumo di frutta, verdura e ortaggi; utilizzo di acque attinte da pozzi per uso irriguo e alimentazione zootecnica; pascolamento sull’intero territorio comunale; utilizzo di latte e uova prodotti nelle aziende zootecniche ed avicole, anche se di autoconsumo», come recitano le direttive dell’Asl di Avellino. Si tratta di misure attuate attraverso le ordinanze sindacali «in via del tutto precauzionale ed in attesa dei primi risultati analitici». I divieti riguardano il divieto di: raccolta e consumo di frutta, verdura e ortaggi; di utilizzo di acque attinte da pozzi per uso irriguo e di alimentazione zootecnica; di pascolamento sull’intero territorio comunale; di utilizzo di latte e uova prodotti nelle aziende zootecniche ed avicole, anche se di autoconsumo». I comuni interessati «ed indicati dall’analisi del rischio e dalla cartografia elaborate da ORSA sono i seguenti: Avellino, Atripalda, Aiello del Sabato, Contrada, Grottolella, Manocalzati, Montefredane, Montoro, San Potito Ultra». Per l’Asl di Avellino «tali misure di ordine precauzionale saranno eventualmente rivalutate alla luce dei risultati delle analisi effettuate sulle matrici campionate». Si attende di conoscere l’esito conclusivo delle verifiche e analisi scientifiche.


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